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Corridoi Ecologici

I Corridoi Ecologici sono interventi mirati alla conservazione della biodiversità. Sono provvedimenti atti a tutelare la diversità delle specie animali e vegetali minacciata principalmente dalla separazione fisica tra le popolazioni animali o vegetali, rappresentata da barriere reali lineari (autostrade, strade di grande comunicazione, importanti assi ferroviari, ecc.), da barriere diffuse (città, aree industriali o commerciali, ecc.) oppure dalla mancanza o dalla scarsa efficacia di aree naturali di collegamento tra le varie popolazioni.
Per contrastare questi fenomeni è stata riconosciuta l’importanza degli interventi in grado di riqualificare gli ecosistemi degradati, tramite la conservazione e il potenziamento delle aree di maggior valore ecologico e la ricostituzione di aree naturali di collegamento attraverso le quali possono scorrere flussi di animali, di piante e di nutrienti, riducendo in tal modo la frammentazione degli habitat, la locale impermeabilità del territorio e i rischi di sopravvivenza delle popolazioni.
E' quindi necessiario intervenire sui collegamenti ecologici, attraverso la conservazione di quelli esistenti, la riqualificazione dei corridoi ecologicamente non efficienti e la creazione ex novo di nuovi collegamenti.
La Regione Toscana, con una Delibera della Giunta Regionale dell’ottobre 2002, ha fornito indicazioni tecniche per l’individuazione e la pianificazione delle aree di collegamento ecologico.
Nel gennaio 2006 la Provincia di Firenze, Direzione Agricoltura, Caccia e Pesca ha affidato alla NEMO Nature and Environment Management Operators Srl, capofila di un raggruppamento di imprese comprendente anche Faunalia e Atrs&altro, l’incarico di individuare le aree di collegamento ecologico sul territorio della provincia di Firenze. Le aree individuate costituiranno a tutti gli effetti aree di collegamento ecologico ai sensi dell’art. 10 della L.R. n. 56/00 e success. modif. e integraz. solo quando esse saranno approvate e recepite, insieme alla relativa normativa di attuazione, dal PTCP. Al momento esse costituiscono solo una bozza di lavoro, suscettibile di modifiche e integrazioni.
METODOLOGIA
È stato innanzitutto tenuto conto sia della conformazione del territorio sia della sua “funzione” ecologica, riferita ad un gruppo di specie guida di animali e in senso ecologico più ampio, come possibilità di serbatoio e di scambio di individui, materia, pool genetico, energia. La considerazione infine delle forme di gestione del territorio ha permesso di analizzare la distribuzione e l’estensione delle aree individuate di maggior importanza naturalistica: la Rete dei Siti Natura 2000 (SIC, ZPS), Aree Protette (Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Riserve Statali, Riserva Provinciale, ANPIL), IBA (Important Birds Areas).
A seguito di queste prime analisi, sono state individuate cinque differenti reti ecologiche relative a differenti tipologie ambientali:
boschi, aree aperte, zone umide, corsi d’acqua, arbusteti.
La struttura delle reti ecologiche provinciali è costituita da cinque differenti unità funzionali: nodi, zone cuscinetto o filtro, aree di collegamento ecologico, pietre da guado.
Il processo di individuazione di tali unità prevede la scelta di una o più specie guida o ombrello, l’individuazione delle aree più importanti (nodi o core areas) per tali specie e la successiva individuazione delle aree di collegamento lineari e continue (corridoi), diffuse e continue, oppure localizzate e discontinue (pietre da guado, stepping stones).
Il procedimento di analisi che ha portato alla definizione delle Carte delle reti ecologiche può essere schematizzato in cinque fasi successive:
Fase I – Scelta della scala e delle basi cartografiche:
- Scala
- Base topografica
- Cartografia tematica di riferimento
Fase II - Selezioni ed elaborazioni di base:
- Tipologie ambientali
- Specie animali indicatrici
- Fattori di frammentazione ecologica
- Permeabilità ecologica potenziale del territorio
Fase III – Le Reti ecologiche:
- Aree ad elevata importanza naturalistica: i nodi (core areas)
- Aree di collegamento ecologico, esistenti o da riqualificare, e direttrici di scambio di pool genetico
- Aree isolate ad elevato interesse naturalistico: le pietre da guado (stepping stones)
- Aree cuscinetto (buffer zones)
- Aree da destinare ad interventi di riqualificazione ecologica
Fase IV – Restituzione cartografica:
- Carte delle Reti Ecologiche
Fase V – Analisi ed interpretazione dei risultati:
- Struttura e connessione
Per consultare la Relazione Tecnica Completa, la Cartografia e la pagina interattiva dedicata alla Mappa delle Reti Ecologiche clicca su Documenti nel menu Risorse Correlate.
