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Emissioni in atmosfera

- Normativa
- Autorizzazioni in via generale

La Provincia è l'Ente competente per l'applicazione dei parametri per le emissioni in atmosfera e per la concessione delle autorizzazioni necessarie, differenziate per le diverse categorie di stabilimenti individuati dalla normativa. 

A seguito della entrata in vigore [29 aprile 2006] del Dlgs. 03 aprile 2006, n. 152 [pubblicato sulla G.U. n. 88 del 14 aprile 2006], modificato dal D.Lgs. 29 giugno 2010, n.128 [pubblicato sul S.O. alla G.U. n. 184 del 11. agosto 2010 n. 186], le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera degli stabilimenti industriali, in precedenza regolamentate dal D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203, sono sottoposte ai disposti della Parte quinta del sopra citato decreto legislativo. 

In particolare, il Titolo I della parte quinta del citato Dlgs. 152/2006 e s.m. e i. si applica agli stabilimenti, inclusi gli impianti termici civili non disciplinati dal Titolo II dello stesso decreto ed alle attività che producono emissioni in atmosfera. 

Sono esclusi dall'applicazione del Titolo I e II della parte quinta del citato Dlgs. 152/2006:

  • gli impianti disciplinati dal decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133 in materia di incenerimento di rifiuti;
  • gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale [A.I.A.] secondo quanto previsto dalla parte II titolo III bis del D.Lgs. 152/2006 e s.m. e i.; 
  • gli impianti termici finalizzati alla produzione di energia elettrica, che dovranno essere autorizzati ai sensi della LR 39/2005; 

I soggetti che intendono presentare richiesta di autorizzazione alle emissioni in atmosfera dovranno, tramite il competente SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) del Comune ove ha sede lo stabilimento, inoltrare le relativa domanda secondo l'apposita modulistica. 

Preme precisare, fatta esclusione per i Comuni di competenza del Circondario empolese-Valdelsa, che: 

  1. ai sensi dell'art. 272 (impianti ed attività in deroga) comma 1 del Dlgs. n. 152 del 03.04.2006 la Provincia di Firenze non prevede che i gestori degli stabilimenti o delle attività, con emissioni considerate scarsamente rilevanti, elencate nella parte I dell'Allegato IV alla parte quinta del decreto, effettuino alcuna comunicazione di avvio di attività; 

  2. ai sensi dell'art. 272 comma 2 per specifiche categorie di stabilimenti individuate nella parte II dell'Allegato IV alla parte quinta del decreto sono state adottate apposite autorizzazioni in via generale.

La norma vigente dispone in via transitoria che i gestori di stabilimenti autorizzati, anche in via provvisoria o tacita, ai sensi del D.P.R. 203/88 ad esclusione di quelli dotati di autorizzazione di carattere generale debbano presentare una domanda di autorizzazione ai sensi dell'art. 269 nel rispetto dei termini di seguito indicati, ferma restando la possibilità da parte delle regioni e delle province autonome di adottare, appositi calendari per la presentazione delle domande. 

In caso di mancata adozione dei calendari, la domanda di autorizzazione deve essere comunque presentata nei termini sotto indicati:

stabilimenti anteriori al 1988 [ex art.12 DPR203/88]

per stabilimenti anteriori al 2006 che siano stati autorizzati in data anteriore al 1° gennaio 2000

stabilimenti anteriori al 2006 che siano stati autorizzati in data successiva al 31 dicembre 1999

entro il 31 dicembre 2011

tra il 1° gennaio 2012 ed il 31 dicembre 2013

tra il 1° gennaio 2014 ed il 31 dicembre 2015

Gli stabilimenti soggetti alla nuova disciplina che non ricadano nel campo di applicazione del D.P.R. 203/88 dovranno:

adeguarsi alle nuove disposizioni 

se soggetti, devono chiedere l'autorizzazione o l'adesione ad una autorizzazione generale

entro il 01 settembre 2013

entro il 31 luglio 2012

Si rammenta che in caso di mancata presentazione della domanda entro il termine previsto, lo stabilimento  o l'attività si considera in esercizio senza autorizzazione alle emissioni e quindi punibili per legge.

Fanno eccezione le attività di cui alla parte II dell'allegato III alla parte V del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m. e i., per le quali vale la tempistica indicata nell'art. 275. 

Sono soggetti inoltre alla disciplina di cui al Titolo I, Parte V, del D. Lgs. n. 152/2006 gli impianti termici civili [impianto termico la cui produzione di calore é destinata, anche in edifici ad uso non residenziale, al riscaldamento o alla climatizzazione di ambienti o al riscaldamento di acqua per usi igienici e sanitari; l'impianto termico civile è centralizzato se serve tutte le unità dell'edificio o di più edifici ed è individuale negli altri casi] aventi potenza termica nominale inferiore alle pertinenti soglie stabilite dalla parte I dell'Allegato IV alla parte quinta del decreto. 

Per tutti gli impianti termici, civili ed industriali, si rammenta che i combustibili ammessi devono essere conformi al Titolo III Parte V, del D. Lgs. n. 152/2006.

 

Autorizzazioni in via generale

Con Atto Dirigenziale n. 1978 del 24.05.2011, [collegamento – mettere Atto Dirigenziale n. 1978 del 24.05.2011] sono state rinnovate ai sensi e per gli effetti del medesimo art. 272 comma 3 del DLgs 152/2006 e s.m.i., le autorizzazioni generali rilasciate ai sensi del DPCM 21 luglio 1989 e del DPR 25 luglio 1991 e relative ai seguenti impianti e attività in deroga di cui all’art. 272 comma 2 del decreto medesimo:

  1. Riparazione e verniciatura di carrozzerie di autoveicoli, mezzi e macchine agricole con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso giornaliero massimo complessivo non superiore a 20 kg. 
  2. Laboratori orafi con fusione di metalli con meno di venticinque addetti. 
  3. Impianti a ciclo chiuso per la pulizia a secco di tessuti e di pellami, escluse le pellicce, e delle pulitintolavanderie a ciclo chiuso. 

Sempre con Atto Dirigenziale n. 1978 del 24.05.2011  sono state adottate ai sensi e per gli effetti dell’art. 272 comma 2 del DLgs 152/2006 e s.m.i., le autorizzazioni generali relative ai seguenti impianti e attività in deroga di cui alla parte II dell’Allegato IV alla parte quinta del DLgs 152/2006 e s.m.i.:

 

  1. Tipografia, litografia, serigrafia con utilizzo di prodotti per la stampa (inchiostri, vernici e similari) giornaliero massimo complessivo non superiore a 30kg.
  2. Produzione di prodotti in vetroresine con utilizzo giornaliero massimo complessivo di resina pronta all’uso non superiore a 200 kg. 
  3. Produzione di articoli in gomma e prodotti delle materie plastiche con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 500 kg. 
  4. Produzione di mobili, oggetti, imballaggi, prodotti semifiniti in materiale a base di legno con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 2000 kg. 
  5. Verniciatura, laccatura, doratura di mobili ed altri oggetti in legno con utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso non superiore a 50 kg/giorno.
  6. Verniciatura di oggetti vari in metallo o vetro con utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso non superiore a 50 kg/giorno. 
  7. Panificazione, pasticceria e affini con consumo di farina non superiore a 1500 kg/giorno. 
  8. Torrefazione di caffè ed altri prodotti tostati con produzione non superiore a 450 kg/giorno. 
  9. Produzione di mastici, pitture, vernici, cere inchiostri e affini con produzione complessiva non superiore a 500 kg/ora. 
  10. Sgrassaggio superficiale dei metalli con consumo complessivo di solventi non superiore a 10 kg/giorno. 
  11. Anodizzazione, galvanotecnica, fosfatazione di superfici metalliche con consumo di prodotti chimici non superiore a 10 kg/giorno. 
  12. Utilizzazione di mastici e colle con consumo complessivo di sostanze collanti non superiore a 100 kg/giorno. 
  13. Produzione di sapone e detergenti sintetici prodotti per l’igiene e la profumeria con utilizzo di materie prime non superiore a 200 kg/giorno. 
  14. Tempra di metalli con consumo di olio non superiore a 10 kg/giorno. 
  15. Produzione di oggetti artistici in ceramica, terracotta o vetro in forni in muffola discontinua con utilizzo nel ciclo produttivo di smalti, colori e affini non superiore a 50 kg/giorno. 
  16. Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di frutta, ortaggi, funghi con produzione non superiore a 1000 kg/giorno. 
  17. Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di carne con produzione non superiore a 1000 kg/giorno. 
  18. Molitura cereali con produzione non superiore a 1500 kg/giorno. 
  19. Lavorazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di pesce ed altri prodotti alimentari marini con produzione non superiore a 1000 kg/giorno. 
  20. Prodotti in calcestruzzo e gesso in quantità non superiore a 1500 kg/giorno.
  21. Pressofusione con utilizzo di metalli e leghe in quantità non superiore a 100 kg/giorno. 
  22. Lavorazioni manifatturiere alimentari con utilizzo di materie prime non superiori a 1000 kg/giorno. 
  23. Lavorazioni conciarie con utilizzo di prodotti vernicianti pronti all’uso giornaliero massimo non superiore a 50 kg.
  24. Fonderie di metalli con produzione di oggetti metallici giornaliero massimo non superiore a 100 kg.
  25. Produzione di ceramiche artistiche esclusa la decoratura con utilizzo di materia prima giornaliero massimo non superiore a 3000 kg.
  26. Produzione di carta, cartone e similari con utilizzo di materie prime giornaliero massimo non superiore a 4000 kg.
  27. Saldatura di oggetti e superfici metalliche.
  28. Trasformazioni lattiero-casearie con produzione giornaliera non superiore a 1000 kg. 
  29. Impianti termici civili aventi potenza termica nominale non inferiore a 3 MW e inferiore a 10 MW. 

L’autorizzazione in Via Generale ha validità 10 anni a decorrere dalla data di adozione dell’Atto Dirigenziale n. 1978 del 24.05.2011.

I soggetti già autorizzati di cui alla DGRT 10 agosto 1992, n. 6855 e DGRT 4 ottobre 1993, n. 8807 devono presentare domanda di adesione, secondo le modalità previste nell’ autorizzazione generale, entro sei mesi dalla data di adozione dell’Atto Dirigenziale n. 1978 del 24.05.2011, durante i quali l’esercizio può essere continuato; oltre i termini previsti, in caso di mancata presentazione della domanda di adesione, lo stabilimento è considerato in esercizio senza autorizzazione alle emissioni in atmosfera;

Almeno quarantacinque giorni prima dell’installazione o della modifica degli stabilimenti per i quali è stata adottata l’autorizzazione generale, il gestore presenta all’autorità competente, tramite SUAP, una domanda di adesione in 5 copie, corredata dai documenti prescritti; 

Qualora nello stabilimento siano presenti anche impianti o attività non previste nell’autorizzazione generale o nel caso di modifiche per effetto delle quali lo stabilimento non sia più conforme a quanto stabilito nell’autorizzazione generale, il gestore deve presentare domanda di autorizzazione ai sensi dell’art. 269 del D.Lgs. 152/2006 e s.m. e i.;

I gestori degli stabilimenti per i quali è stata adottata l’autorizzazione generale possono comunque presentare domanda di autorizzazione ai sensi dell’art. 269 del D.Lgs. 152/2006 e s.m. e i.;

Le autorizzazioni in via generale, sono valide, fatta esclusione di quelle attività che, definite alla parte II dell'allegato III alla parte quinta del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m. e i. , dovranno presentare regolare istanza di autorizzazione ai sensi dell'art. 275 del D Lgs. n. 152/2006 e s.m. e i.

Le ditte che pur rientrando nelle autorizzazioni generali di cui all’Atto Dirigenziale n. 1978 del 24.05.2011, ricadono nell'art. 272 comma 4, [emissioni di sostanze cancerogene o mutagene etc. individuate dalla parte II dell'Allegato I alla parte quinta del Dlgs. n. 152/2006 o nel caso vengano impiegate sostanze o preparati classificati dal Dlgs. n. 52/97 ai quali è stata assegnata etichetta con le frasi di rischio R45, R46, R49,R60 e R61] dovranno presentare regolare istanza di autorizzazione ex. art. 269. 

 

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