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Casse d’espansione

Una cassa d’espansione è un’opera idraulica grazie alla quale solitamente per mezzo di una soglia di sfioro e modeste arginature si consente all’acqua di rimanere intrappolata all’interno di pianure alluvionali comunque soggette ad esondazione. Completano la cassa alcuni organi di scarico.

L’obbiettivo di una cassa d’espansione è quello di far defluire parte delle portate di piena in aree allagabili dove non si genetrano danni sottraendo quindi volumi di deflusso al corso d’acqua per poi restutirli nella fase calante della piena o comunque al passaggio dell’emergenza.

Merita sottolineare che la realizzazione di una cassa d’espansione solitamente diminuisce la frequenza degli allagamenti di una pianura alluvionale, perché l’intento è quello di catturare soltanto i livelli più alti di un evento di piena, quelli cioè responsabili di esondazioni e conseguentemente danni a persone o cose.
La Provincia di Firenze in relazione agli accordi con Regione Toscana e Autorità di Bacino dell’Arno è uno degli Enti attuatori della Progettazione di parte interventi strutturali individuati all’interno del Piano Stralcio Rischio idraulico dell’Autorità di Bacino dell’Arno (Casse d’espansione).

Sommando soltanto gli interventi di cui è diretto progettista, ruolo in cui è coadiuvata dal Comune di Rufina e dai consorzi di Bonifica dell’Area fiorentina e della Toscana centrale siamo a 168 casse d’espansione.

Già da questi dati si può comprendere come l’attuazione del Piano Stralcio Rischio Idraulico dell’Autorità di Bacino dell’Arno sia la realizzazione di una delle più imponenti opere pubbliche presenti sul territorio nazionale. Partendo da un atto di pianificazione che evidenziava delle parti di territorio su cui realizzare interventi strutturali, la scelta è stata quella di andare avanti con tutti i livelli di progettazione su quegli interventi ritenuti imprescindibili per la mitigazione del rischio idraulico lungo l’asta fluviale dell’Arno (Renai di Signa, Prulli di Sotto a Incisa Valdarno, Pizziconi e Restone a Figline Valdarno, Leccio a Reggello) mentre giungere a delle verifiche di fattibilità ed in seguito progettazioni preliminari su tutto il resto degli interventi ed in seguito stabilire, pur in ottica di sistema, delle di priorità di attuazione di ogni singola cassa sulla base dell’ottimizzazione del rapporto costi benefici.


Gli studi di fattibilità sono stati quasi interamente conclusi ed l’obiettivo posto dalla Provincia di Firenze è quello di chiudere con il 2009 la progettazione preliminare di tutti gli interventi.


La Provincia di Firenze è anche ente che ha attuato uno dei pochi interventi conclusi sul proprio territorio, il primo lotto della cassa d’espansione di Madonna della Tosse dove in caso di piena defluiscono le acque del Fiume Elsa prima di recar danni all’abitato di Comune di Castelfiorentino.


Per visualizzare la piantina ingrandita clicca qui.

L’obiettivo è di laminare circa 3 milioni mc di acqua che verranno trattenuti in aree già vocate all’allagamento, e successivamente restituiti al fiume al regredire della piena mediante un sistema di clapet.
La cassa, ubicata nel Comune di Castelfiorentino, del tipo in derivazione, è articolata in 3 moduli ed ha un’estensione globale di 164 ettari.
 
Il canale scolmatore di Castelfiorentino, prolungato con un nuovo tratto di circa 1 Km, alimenta il sistema tramite l’installazione di paratoie mobili per la regolazione delle derivazioni dal fiume Elsa anche durante le piene di modesta entità.
 
La continuità idraulica tra i moduli è garantita da 2 sfioratori in cascata previsti nelle arginature traverse che delimitano i singoli comparti.
 
Costo dell’opera € 5.577.734,51 (10.800.000.000 di lire)
 
Fonti di finanziamento L.183/89 - € 1.518.383,28
    L.265/95 - € 1.993.523,63
    L.208/98 - € 2.065.827,60

 

Per le informazioni, i contatti utili e le procedure dell'Ufficio clicca su Uffici e servizi nel menu Risorse correlate.

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