Calendario

maggio
lu ma me gi ve sa do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3

>>>>> Torna alle scelte rapide

Preferenze di visualizzazione

Seleziona lo stile di visualzzazione:

Espandi

|

A |

 A

|

Mappa

>>>>> Torna alle scelte rapide


 

Sei in: Home > Chi governa > Il Presidente > Il programma

Il programma di Governo per la Provincia di Firenze 2009 – 2014

(Versione sintetica)

Presentazione

1. Analisi e lettura del nostro territorio
1.1 Panoramica sul mondo del lavoro e mutamenti del sistema economico/produttivo
1.1.1 La Provincia di Firenze, Provincia d’Europa
1.1.2 I settori di intervento economico
1.1.3 L’infrastruttura imprenditoriale del “buon lavoro nella buona impresa”
1.2 Il bilancio sociale
2. Governo dell’area e pubblica amministrazione
2.1 Dalla Provincia alla Città Metropolitana: il necessario superamento dei vecchi confini e delle vecchie competenze
2.2 Per una pubblica amministrazione efficiente e vicina alle persone
2.3 Ruolo e gestione dei servizi pubblici
2.4 Per una collettività serena e sicura
2.5 La prima sicurezza: quella sui luoghi di lavoro
3. Il metodo di governo
3.1 Il ruolo della coesione nella nostra società per una strategia dello sviluppo. Il ruolo del mondo produttivo e delle parti sociali
3.2 La partecipazione e la trasparenza degli atti come modelli di governance. Il rapporto consiglio/giunta
4. L’ambiente come orizzonte: la sfida verso un futuro sostenibile
4.1 La questione energetica
4.1.1 La ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio degli enti pubblici
4.2 La tutela della risorsa acqua
4.3 Il ciclo dei rifiuti
4.4 Parchi ed aree protette
4.5 Le politiche della caccia
5. La mobilità come funzione collettiva e sostenibile
5.1 Tutela delle strade bianche
5.2 Viabilità minore
6. Educazione, cultura, ricerca, formazione per una piena cittadinanza e per uno sviluppo locale qualificato, competitivo, attrattivo
6.1 Qualità: Piano Provinciale dell’Offerta Formativa
6.2 Contro la dispersione scolastica
6.3 Apprendimento per tutto l’arco della vita
6.4 L’Osservatorio Scolastico Provinciale
6.5 Edilizia scolastica
6.6 Filiera formazione-ricerca-innovazione tecnologica
6.7 Cultura per il territorio: una politica trasversale a tutti i settori della pubblica amministrazione
7. Formazione e lavoro come sistema integrato
7.1 Nuove opportunità formative per lo sviluppo delle competenze
7.2 Nuovi servizi per il mercato del lavoro
8. Sviluppo delle attività economiche
8.1 Semplificazione, accesso al credito e alle nuove tecnologie
8.2 Poli dell’innovazione
8.3 Marketing territoriale e promozione del territorio
8.4 Sviluppo economico intersettoriale
9. Il turismo e la sua qualità competitiva
10. Sviluppo di un welfare comunitario e solidale

Presentazione

I valori di fondo
La provincia che vogliamo (con la “p” minuscola in quanto intesa prima di tutto come territorio e non come istituzione) è aperta, competitiva, coesa, sicura, partecipata, attenta ai bisogni dei cittadini e delle comunità, mette in campo ogni sua risorsa per garantire pari opportunità a tutti ed offrire risposte ai principali problemi dei più deboli, dei giovani, degli anziani, degli immigrati, di chi è in cerca di lavoro e di chi perde lavoro, di chi si impegna nel fare impresa. Per questo occorre sviluppare più che mai un lavoro comune, che potrà essere affrontato soltanto attraverso la partecipazione degli attori pubblici e privati, dei “sistemi locali” ed “insieme ai territori”che concorrono a formare la ricchezza della provincia fiorentina.

La vitalità del nostro territorio deriva da tante fonti, diverse ma tutte fondamentali: il sistema delle imprese ed i lavoratori che producono nell’industria, nel terziario, ma anche nell’agricoltura; gli enti e le associazioni che operano per tutelare il patrimonio culturale, artistico, ambientale e paesaggistico; la qualità e la coesione del sistema istituzionale; il mondo dell’associazionismo e del volontariato impegnato in tante azioni finalizzate a promuovere i grandi valori della solidarietà, della pace e della cooperazione tra i popoli. La provincia di Firenze è un territorio vitale di risorse e di energie e in questo senso noi vogliamo valorizzarle tutte perché possa affrontare con successo le sfide che ha davanti. È una vitalità che, in questa fase di profonda crisi economica, alimenta la spinta e la voglia non solo di trovare la via di uscita, ma anche di contribuire al rilancio della competitività complessiva del territorio e del benessere dei suoi cittadini in una sintesi originale e felice di grandi valori: sviluppo economico, coesione sociale, sostenibilità ambientale, crescita della conoscenza individuale e collettiva e dei diritti di cittadinanza. E’ proprio dalla riaffermazione dei grandi valori che cementano le nostre comunità e i nostri territori che vogliamo partire con questo programma.

- I diritti di cittadinanza, di cui la Costituzione italiana ed europea sono il fondamento: il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione e alla formazione lungo tutto l’arco della vita per l’acquisizione individuale di conoscenze sempre migliori e in grado di rendere il cittadino consapevole del mondo, il diritto alla cultura ed alla fruizione consapevole dell’enorme patrimonio di conoscenza che il passato ci ha tramandato, fattore e valore di civiltà, il diritto alla salute e il diritto a non essere lasciati soli nel momento del bisogno, il diritto alla sicurezza individuale e collettiva, i diritti di “nuova generazione” come quello a partecipare alle politiche pubbliche, alla loro elaborazione, alla loro realizzazione, alla valutazione degli effetti e dei risultati da esse prodotti.
- Il territorio come valore fondamentale e fondante: consideriamo il territorio un essenziale patrimonio pubblico poiché i beni territoriali non sono nella nostra esclusiva disponibilità, ma ci vengono affidati per risponderne e trasmetterli ad ogni cittadino del mondo delle generazioni future. Il nostro territorio è il patrimonio ambientale, paesaggistico, economico e culturale delle nostre comunità locali ed è un “veicolo” essenziale con cui esse partecipano alla comunità universale dell’umanità. E’ un fattore costitutivo del capitale sociale di cui dispone l’insieme di antichi, nuovi e potenziali cittadini. Perciò, quale che sia la titolarità dei suoli e dei beni immobili che vi insistono, il territorio – nelle sue componenti fisiche così come in quelle culturali e funzionali – è comunque il nostro patrimonio pubblico che a fini pubblici va custodito, mantenuto e messo in valore e che, su questa base di sostenibilità, va reso capace di accogliere, sostenere e armonizzare l’iniziativa e la progettualità privata che, con il lavoro e con l’impresa, fonda sul territorio le proprie aspettative di reddito e le proprie capacità di innovazione.
- Laicità come principio e metodo di istituzioni svincolate da ogni approccio moralistico, discriminatorio, confessionale, capaci di garantire la pluralità delle posizioni, il confronto fra le parzialità e farsi pienamente garante di una cultura della democrazia. Il nostro impegno è per istituzioni capaci di promuovere la crescita di una società non oppressiva, favorire il confronto positivo tra culture e religioni diverse, consentire l'assunzione autonoma di decisioni eticamente responsabili, tutelare diritti e libertà e fissare vincoli e obblighi basati sui principi della Costituzione e delle Convenzioni internazionali cui l'Italia e l'Unione Europea aderiscono.
- La pace e la cooperazione fra i popoli: valori basilari per ogni convivenza ed anche per la crescita economica. Una pace che non si deve solo attendere ma che va costruita con atti concreti: la cooperazione, il dialogo multiculturale e multireligioso, le iniziative a favore della riconciliazione dei popoli. Su tutto questo la Provincia di Firenze potrà fare di più che in passato, portando i propri territori a fare sistema e facendo squadra con ogni istituzione e attore locale impegnato su questo versante.
- Infine, ultimo non certo per importanza, il nostro impegno per la difesa della Costituzione,il fondamento della nostra vita sociale, che in tutti questi anni ha reso possibile il bilanciamento dei poteri e l’espansione dei diritti. Ci impegneremo attivamente ad attuare e rafforzare la Costituzione. Saremo presenti nel dibattito e nelle politiche per l ’attuazione del federalismo e della città metropolitana. Proprio in una fase di messa in discussione di tante delle certezze del passato ci rimane profonda la convinzione che oggi, di fronte alla globalizzazione che rende inevitabile l’accentuazione della competizione in ogni campo, la nostra idea delle pari opportunità, per realizzare ognuno le proprie aspettative e aspirazioni, sia la prima condizione da realizzare per accogliere e vincere la sfida globale. Ed è proprio in questa ottica che è sempre più necessaria una comunità fortemente attenta a tutti coloro che per un motivo od un altro si trovano esclusi dalla competizione ed hanno bisogno di trovare nella società e nelle istituzioni un appoggio ed un sostegno. La seconda condizione è che di fronte a questa crisi ci rendiamo conto che se saremo in grado di dare delle risposte positive è perché possiamo contare ancora su risorse umane e produttive, in grado di realizzare prodotti di qualità in tutti i settori.La nostra via di uscita rispetto a questa grave situazione sta nella capacità che avremo di coinvolgere milioni di lavoratori in una svolta che rimetta il mondo del lavoro al centro della nostra economia.

Per questo siamo convinti che questa crisi potrà avere anche un effetto benefico, se saremo in grado di coglierne i segnali e se produrrà:
• un ridimensionamento del ruolo della “finanza creativa” nella economia e quindi nella società,
• un accrescimento del valore aggiunto prodotto dal lavoro dell’uomo,
• un ambientalismo del fare, concreto, che tuteli le risorse naturali promuovendo nuove tecnologie e lavoro.

Questa è la sfida che ci sentiamo di avere di fronte e che affronteremo con le tutte le istituzioni locali.
Proprio per questo la Provincia che vogliamo difende e valorizza le qualità ambientali e culturali esistenti e contemporaneamente è consapevole della necessità della realizzazione di alcune opere infrastrutturali, sia nel campo della mobilità sia in quello dei rifiuti dove pur essendo già individuate le linee di intervento (termovalorizzatori, miglioramento della viabilità e potenziamento del trasporto pubblico di area metropolitana, sistema delle tramvie e ferrovia metropolitana , ecc) esistono dei ritardi nella realizzazione di queste importanti opere. Il nostro primario impegno sarà quello di farsi carico del ruolo di coordinamento istituzionale che compete alla Provincia per superare questi ritardi ricercando un proficuo rapporto con i Comuni della provincia e con le Province confinanti. Quello delle infrastrutture potrà essere anche una importante risposta alla crisi ed un contributo alla difesa ed all’allargamento degli occupati in questi settori.

Per quanto riguarda il quadro istituzionale pensiamo di avere di fronte una grande sfida che non vogliamo eludere: l’attuazione della Città Metropolitana, che sostituisce la Provincia. In questo mandato intendiamo impegnarci nel costruire effettivamente il passaggio ad un quadro semplificato, in cui il livello istituzionale intermedio tra Regione e Comuni, che riteniamo comunque necessario per svolgere al meglio alcune funzioni pubbliche, sia più avanzato, cioè maggiormente efficiente ed efficace nel fornire servizi e nel risolvere una serie di problemi dei cittadini che vivono o operano nei nostri territori. Con questo obiettivo affronteremo il dibattito e proporremo una soluzione, in uno stretto dialogo con i Comuni, con le Province di Prato e di Pistoia, con la Regione e con tutte le istituzioni locali, nella convinzione che oggi per una serie di materie (basti pensare alla pianificazione territoriale, ai servizi pubblici, dai trasporti ai rifiuti ed alle infrastrutture legate alla mobilità) le politiche pubbliche si sostanzierebbero molto più efficacemente in un contesto unitario di “area vasta metropolitana”. Tale contesto, in ogni caso, mentre si definirà la nuova architettura istituzionale, sarà ritenuto un elemento necessario, mai trascurabile, di cui tenere conto nell’elaborazione e nell’attuazione di qualsiasi piano, programma, progetto o servizio che la Provincia di Firenze metterà in atto sin dall’inizio del mandato 2009-2014.
Sarà, in conclusione, un “mandato di area vasta”, radicato su grandi valori di fondo, con l’obiettivo di fare politiche ed erogare servizi in modo sempre più semplificato, efficiente ed efficace per mantenere e migliorare le qualità dei territori, il benessere e la coesione sociale delle comunità che costituiscono la provincia di Firenze.

1. ANALISI E LETTURA DEL NOSTRO TERRITORIO

1.1 Panoramica sul mondo del lavoro e mutamenti del sistema economico/produttivo
In un mercato globale sempre più contraddistinto da un elevato tasso di competitività, non basta più soltanto il modello parcellizzato del “piccolo è bello”, nonostante esso abbia rappresentato per decenni una delle pietre miliari dello sviluppo della nostra provincia e della nostra Regione. Emerge con sempre maggiore forza la necessità di mettersi in rete tra impresa, lavoro e livelli istituzionali, in un sistema basato sulla conoscenza. La filiera istruzione –formazione –ricerca - innovazione deve essere fatta vivere a tutti i livelli nel territorio della Provincia di Firenze.

1.1.1 La Provincia di Firenze, Provincia d’Europa
La Provincia di Firenze ha due identità territoriali di riferimento, quella fiorentina e quella dell’Empolese Valdelsa. All’interno di queste aree vi è la massima concentrazione di popolazione e di produzione della Regione Toscana: i suoi 3.514 km2 rappresentano poco più del 15% della superficie del territorio regionale, ma ospitano 970.000 abitanti, pari quasi al 27% dei toscani, e il PIL che vi si produce raggiunge il 35% del totale toscano. La Provincia di Firenze è costantemente nei primi dieci posti delle classifiche delle province italiane redatte dai giornali specializzati (Il sole 24ore, Italia Oggi) che riguardano economia, cultura, servizi sociali, ambiente, sicurezza. Oltre a ciò la Provincia di Firenze e in primis il suo capoluogo, è uno straordinario concentrato di beni culturali e paesaggistici, frutto e segno della sua gloriosa e orgogliosa storia. Questo enorme patrimonio, che si traduce anche in effetti evidenti sull’economia, è diventato però, in parte, rendita di posizione, mentre l’interazione tra patrimonio storico, forte apertura alla contemporaneità culturale, dinamismo imprenditoriale e vocazione produttiva è centrale per gli sviluppi del nostro territorio. Il nostro ruolo di punta a livello regionale si esprimerà al meglio ricostruendo legami con le aree più avanzate d’Europa, per avvantaggiarci delle esperienze dei paesi che in alcuni settori hanno maturato economie di sistema che possono farci da modello, come la filiera della produzione di energia da fonte rinnovabile, o della ricerca tecnologica. Un dinamismo continentale che ci potrà portare a costruire, in collaborazione con altre realtà a noi simili, progetti su cui rapportarci all’Unione Europea per meglio
svilupparne le direttive.

1.1.2 I settori di intervento economico
Non si deve sottostimare il forte impatto sull’economia che proviene dal turismo, spesso però poco “stanziale” e concentrato su pochissimi luoghi predeterminati. Una risposta a questa ultima considerazione è costituita dalla valorizzazione dei siti di interesse posti nei territori limitrofi al centro storico fiorentino, la promozione dei piccoli musei e la creazione di un forte sistema di cultura contemporanea e la salvaguardia e promozione dei centri storici minori.La nostra Provincia con le due identità territoriali di riferimento deve
contraddistinguersi sempre più come il centro d’eccellenza del “Made in Italy” e del “Made in Florence” su settori come la manifattura, la meccanica, la pelletteria, l’abbigliamento di lusso, il design, l’agroalimentare, l’alta tecnologia, l’edilizia di qualità e a basso consumo energetico, connessa alle nuove tecnologie ad essa correlate (dalle energie rinnovabili al miglioramento delle tecnologie tradizionali). La sfida non è solo quella di mantenere in questo territorio la produzione di altissima qualità, ma anche il pensiero ed il disegno. L’impegno deve quindi essere teso a valorizzare queste filiere come elementi distintivi di una Firenze e di una sua area metropolitana che devono affermarsi come capitale mondiale dell’alta qualità vendendo non solo un prodotto, ma esportando nel mondo uno stile e qualità della vita. E’ lo stesso mercato che ci vede protagonisti per il nostro vino e i nostri prodotti alimentari, prodotti tipici fiorentini e toscani, introducendo ove possibile misure a tutela e garanzia dei territori dove avviene la produzione "prodotti originari dalle  colline fiorentine o Toscani" , quale D.O.P, I.g.P. o altro, con particolare riferimento all'olio di oliva extravergine. e che, contemporaneamente, deve vederci impegnati nella valorizzazione della filiera corta e l’applicazione delle disposizioni europee, nazionali e regionali sul green procurement. Sostenere e promuovere inoltre l’agricoltura ed un corretto rapporto con il territorio agricolo e boschivo, con un’attenzione particolare all’agricoltura biologica, esempio di sviluppo qualitativo e sostenibile in un settore fondamentale per l’umanità tutta e per la tutela delle varietà endemiche. Il sistema di produzioni specifiche e di qualità esportano le caratteristiche del nostro territorio e le sue esperienze stratificate a distanza anche di migliaia di chilometri. Le aree rurali forniscono risorse materiali ed immateriali indispensabili per la qualità della vita del sistema locale e per assicurare il mantenimento della sua capacità competitiva. La gestione della terra è un elemento caratterizzante il sistema della ruralità, non solo in termini di condizionamento degli assetti paesaggistici e produttivi, ma anche in termini della formazione del sistema di conoscenze, dell’organizzazione degli stili di vita, della capacità di assicurare bisogni essenziali della popolazione rurale ed urbana. La capacità di favorire una integrazione complementare delle risorse disponibili nei sistemi rurali ed urbani rappresenta un possibile mezzo attraverso cui assicurare il mantenimento di elevate condizioni di vita delle popolazioni locali in un contesto divenuto più competitivo, anche per quanto riguarda la disponibilità delle risorse pubbliche. L’integrazione delle aree rurali ed urbane del territorio provinciale richiede l’avvio di forme nuove di governance locale. L’intento è quello di stimolare l’analisi dei problemi e lo sviluppo di soluzioni, il coordinamento delle iniziative da progettare e il raggiungimento di nuove intese, con il duplice obiettivo:
• di promuovere l’innovazione e la ricerca di risposte adeguate alle esigenze dei contesti rurali;
• di stimolare il dialogo ed una più profonda integrazione delle aree rurali nel sistema locale.
A questo panorama si aggiunge però la constatazione di un forte calo negli investimenti produttivi e un incremento degli investimenti sulla rendita, finanziaria e immobiliare. La rendita, nonostante sia stata anch’essa un elemento di contrasto o di contenimento rispetto alle crisi economiche (vedesi mercato immobiliare), quando prevale sulla produzione e sull’innovazione, rischia di cristallizzare la competitività dell’intero sistema imprenditoriale. La coalizione sostiene con forza ogni iniziativa che ponga in dialogo parti sociali, categorie produttive, fondazioni, Università, istituzioni locali per favorire il potenziamento di un patto per lo sviluppo nella nostra area, contraddistinto da relazioni orizzontali. Questo modus operandi assume ancor più valore se lo si raffronta all’odierna e generale crisi economico/finanziaria. L’obiettivo è di trasferire risorse dalla rendita al reddito.

1.1.3 L’infrastruttura imprenditoriale del “buon lavoro nella buona impresa”
Saranno approntate obiettivi e azioni politiche volte a valorizzare le imprese che operano nella Provincia di Firenze e soprattutto che reinvestono in Provincia, i frutti della loro iniziativa imprenditoriale. La concertazione tra lavoratori e imprenditori sarà condotta nella convinzione che entrambi i gruppi di attori sono “corresponsabili” della creazione di valore per la collettività fiorentina e quindi sono chiamati ad una
collaborazione capace di superare le logiche di contrapposizione. In questo ambito ci impegneremo con iniziative politiche e sociali nella diffusione del valore della sicurezza sul lavoro e nel sostegno alla nuova imprenditorialità realizzando iniziative politiche volte alla creazione di nuove imprese e soprattutto volte all’accrescimento della cultura imprenditoriale e finanziaria di quelle esistenti. Sarà dedicata molta attenzione a tutelare e favorire le forme cooperative di organizzazione del lavoro volte a realizzare gli scopi
sopra enunciati. Per quanto riguarda il tema dell’accesso al lavoro dei giovani si potenzieranno le relazioni tra formazione e scuole e mondo del lavoro. Grande attenzione sarà poi rivolta alle possibili risposte alla precarietà diffusa nel mondo del lavoro attuale: la Provincia offrirà progetti di formazione continua per i lavoratori che garantiranno loro di aumentare le loro competenze per poter accedere a nuove opportunità professionali. Il Circondario Empolese Valdelsa destina ogni anno, in materia di formazione continua, rilevanti risorse al sistema delle aziende private. Il tema del capitale umano è considerato uno dei principali fattori di sviluppo economico e sociale. In tale quadro, l’apprendimento sul posto di lavoro è considerato una priorità, in quanto rappresenta una delle dimensioni fondamentali della formazione lungo tutto l’arco della vita. La formazione continua costituisce inoltre un fattore di anticipazione del cambiamento, da utilizzare sopratutto in funzione anticiclica. Sopratutto in periodi di crisi economica, il Circondario intende utilizzare la leva formativa in un’ottica di medio-lungo periodo, per salvaguardare il capitale umano presente nel sistema produttivo e avviare un nuovo corso di sviluppo, rafforzando nel contempo la competitività delle imprese e l’occupabilità delle persone. Estremamente varie risultano le tematiche formative oggetto di finanziamento pubblico. Queste incidono sulle funzioni principali delle imprese, come la gestione aziendale, la vendita e il marketing, l’amministrazione, l’informatica e le abilità personali. Accanto ad esse spiccano anche tematiche trasversali come le lingue e sopratutto la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Infine, per far fronte alla attuale crisi economica, è stato individuato uno specifico intervento rivolto alle aziende in crisi. Gli interventi che saranno attuati riguarderanno la formazione propedeutica o successiva all’assunzione di personale. Per quanto riguarda il tema dell’accesso al credito, sarà necessario impegnare il tavolo di regia sul tema specifico del credito con lo scopo di rendere migliore, più trasparente e continuo il rapporto tra imprese fiorentine e sistema bancario. Sarà utile in questo contesto attivare azioni di monitoraggio dei risultati conseguiti attraverso documenti di controllo sull’accesso al credito e sulla onerosità dello stesso. L’analisi delle criticità nella fornitura del credito dovrebbe essere capace di evitare fenomeni di contrazione del credito, ed evitare così una congiuntura economica in cui diventi difficile reperire capitale d'investimento da parte di banche o investitori a causa della loro sfiducia nel mercato. La scarsità di finanziamenti fa salire il costo del credito e rende difficile alle imprese accedervi. Ci impegneremo,dunque, nel seguire attentamente l’evolversi del costo del denaro nel territorio proviciale, assicurando agli imprenditori le miglior condizioni di concerto con la Regione Toscana e gli altri enti interessati. Il settore manifatturiero, in particolare, può essere uno dei principali agenti trainanti dello sviluppo locale; settore, quello manifatturiero, se si rivitalizza accettando la centralità della sfida dell’innovazione e della formazione tecnologica. Le istituzioni locali hanno il duplice compito di incentivare l’attrattività del territorio e di valorizzare l’alto grado di coesione sociale, intendendola come valore caratterizzante di questa area e come vero fattore di competitività. Dunque intendiamo affermare sempre di più la visione di un ente locale che non sia solo organizzatore di servizi ma anche promotore di sviluppo.

1.2 Il bilancio sociale
Il dato diffuso che emerge in tutta l’area provinciale è quello di un positivo saldo sociale, frutto di un welfare locale garante della coesione che ha saputo amalgamare solidarietà, inclusione sociale, qualità della cittadinanza e sviluppo: terreno sul quale una fitta rete di interventi pubblici e associativi ha potuto operare proficuamente e nel quale la partecipazione dei cittadini alle scelte non è diventato un termine astratto ma un vero e proprio modello di governance. Ciò assume ancor più valore se si pensa ai possibili danni, non solo economici ma anche di convivenza reciproca, che la ventilata crisi può generare: su tutti il rischio di perdere sicurezza, con il conseguente atteggiamento di rinchiudersi unicamente nel proprio microcosmo di interessi. A questo si aggiunge il dato, di natura nazionale, della scarsa mobilità sociale della quale siamo oggetto, dell’allargamento consistente della forchetta tra le fasce meno abbienti e quelle più ricche e della bassa natalità. La politica del governo di centro-destra, inoltre, punta decisamente ad  indebolire la coesione del tessuto sociale e territoriale. Nella nostra area gli effetti dei tagli sono consistenti: i tagli a livello provinciale nel settore della sanità ammontano a circa 150 milioni di euro per tre anni; i tagli nel settore delle politiche sociali rivolte alle persone anziane e alle fasce più deboli raggiungono la somma di 6/7 milioni di euro in tre anni; l’ipotesi di ricaduta su Firenze dei tagli alle forze di polizia è di 150 agenti in meno in tre anni. Sulla scuola vi è uno dei dati più drammaticamente significativi: il ritorno al maestro unico crea un esubero di 1450 insegnanti e la cancellazione del tempo pieno punta ad un minore tasso di conoscenza e di socialità tra gli studenti. Anche sulle politiche della casa i dati non sono migliori: tagli per 31 milioni e mezzo di euro per interventi di nuovi alloggi popolari e per la ristrutturazione di quelli esistenti nella nostra regione. Mantenere, o migliorare, il livello dei servizi dinanzi ai tagli consistenti nelle risorse e nei trasferimenti sarà una delle sfide più decisive degli anni avvenire. Tuttavia il tessuto sociale ed istituzionale di questa area ha dimostrato una forte attenzione e capacità di reggere l’impatto drammatico di crisi industriali che hanno segnato la cronaca di questi ultimi anni (Ginori ed Electrolux, ad esempio) dimostrando una tenuta certo non casuale. L’invecchiamento costante della nostra popolazione pone la necessità di politiche che puntino alla diversificazione dei servizi al fine di meglio rispondere in termini quantitativi e qualitativi ai bisogni dei cittadini anziani e delle loro famiglie, tenendo in considerazione la limitatezza delle risorse e la necessità di mantenere alta l’efficienza del sistema. Un mix di risposte che favoriscano la domiciliarità laddove questa è possibile, mantenendo un rapporto stretto con i nuclei familiari di riferimento, coinvolgendo il tessuto associativo e tutte le altre realtà attive nel settore.
L’uscita dalla sperimentazione delle Società della Salute dovrà vederci impegnati nella costruzione di un diverso modello di sanità territoriale che abbia come elemento fondante l’integrazione del socio-sanitario e del socio-assistenziale e la capacità dei servizi sul territorio di farsi carico in maniera effciente della continuità assistenziale ospedale-territorio. La fine della sperimentazione delle Società della Salute consentirà una più ampia e netta partecipazione degli Enti Locali nelle definizione delle linee strategiche non solo sul fronte delle politiche sociali ma anche di quelle sanitarie. Tale coinvolgimento sarà decisivo anche per la ripartizione delle risorse in base a parametri oggettivi della popolazione e dei servizi. Al fine di contenere il consumismo farmaceutico, verrà data particolare attenzione e sostegno alla medicina preventiva e, in linea con le disposizioni regionali, alle medicine complementari. Riteniamo opportuno che entro il 2011 sia costituita una sola Società della Salute all’interno nella Usl 11 di Empoli. L’alto grado di immobilità sociale colpisce soprattutto le giovani generazioni, che vivono con sempre maggiore inquietudine, rispetto ai propri genitori, la loro proiezione nel futuro. Emerge la forte necessità di serie politiche per lo sviluppo delle nuove tecnologie, per la casa, per potenziare i luoghi della formazione professionale e per l’accesso al credito. Con più decisione e determinazione va affrontato il problema della presenza di migliaia di cittadini provenienti da altri parti del Mondo. Ci dobbiamo porre l’obiettivo di superare definitivamente l’equiparazione degli immigrati alla criminalità procedendo speditamente con politiche di inclusione e di convivenza. Con altrettanta determinazione intendiamo impegnarci per contrastare ogni forma di discriminazione, attraverso attività di monitoraggio, informazione,  sensibilizzazione e assistenza alle vittime delle discriminazioni per ragioni di nascita, cittadinanza, origine etnica, appartenenza ad una minoranza nazionale, sesso, età, colore della pelle, lingua, religione, ceto sociale, handicap, orientamento sessuale, identità di genere o di altra natura.
Dobbiamo lavorare perché la comunità nazionale dia risposte più alte al problema della partecipazione al voto, anzitutto alle elezioni amministrative e regionali, e perché siano resi più celeri e certi gli atti necessari per acquisire la cittadinanza italiana. La Provincia si impegnerà ad assistere la popolazione straniera nella compilazione degli atti necessari, di concerto con gli uffici del ministero degli interni e della solidarietà sociale, col fine indispensabile di migliorare l’iter burocratico e velocizzare i tempi di rilascio delle pratiche.
Il concetto di pari opportunità rischia di restare puramente teorico se non si parte dalle basi su cui si fonda: l’organizzazione dei tempi e degli spazi nella società attuale esclude troppo spesso le donne dalla possibilità di impegno sociale, dalle attività culturali-ricreative e dalla valorizzazione dei propri talenti. L’impegno sarà quello di ottenere che le donne abbiano la reale pari opportunità di contribuire alla vita politica, sociale, culturale e amministrativa. Pari opportunità vuole anche dire promuovere la vita indipendente per le persone diversamente abili, e rispondere alla piaga del precariato. In tal senso le Amministrazioni dovranno superare il precariato di lungo corso, con la conseguente riduzione delle esternalizzazioni dei servizi e la pratica dei subappalti, basati finora sulla riduzione assai drastica del costo del lavoro, in cui spesso vengono abbattuti gli standard dell’efficienza e della professionalità. Allo stesso tempo la Provincia dovrà confermare il proprio impegno per l’omogeneizzazione degli appalti nei Comuni garantendo standard e condizioni lavorative simili.
Importante anche la previsione di benefits di vario tipo (sostegno per prestiti agevolati, tariffe scontate per il trasporto pubblico, ecc) per i precari del settore privato.

2. GOVERNO DELL'AREA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2.1 Dalla Provincia alla Città Metropolitana: il necessario superamento dei vecchi confini e delle vecchie competenze
E’ oramai un dato acclarato che le principali traiettorie dello sviluppo, la gestione dei servizi, la collocazione delle funzioni e le strategie coesive assumono maggiore funzionalità se collocate in una dimensione che è extra-comunale (o meglio ancora inter-comunale): esiste un dato economico, sociale, infrastrutturale e nei trasporti che investe tutta l’area della Toscana centrale. Contemporaneamente vi è la necessità di rafforzare e valorizzare con convinzione tutti gli strumenti e le esperienze di comune indirizzo, pianificazione e gestione unitaria emersi a legislazione invariata. L’esigenza è quella di costituire relazioni costanti e collaborative tra i comuni dell’area metropolitana, nel corso del quale confrontare le scelte strategiche e programmatiche, rendendole armoniche in tutto il territorio e costituendo un definitivo sistema di regole condivise. Tuttavia il dibattito sulla definizione delle città metropolitane incalza anche a livello nazionale ed esso deve vederci pronti con una nostra proposta. L’area vasta della toscana centrale, in cui anche la Provincia di Firenze è inserita, ha bisogno di strumenti di governo e pianificazioni comuni che si realizzano attraverso la creazione di una città metropolitana larga. L’obiettivo da raggiungere “a cui tutti noi siamo chiamati a contribuire provando a svolgere un ruolo positivo di trascinamento anche nel dibattito toscano” è quello di una città metropolitana che superi l’esistenza delle tre province (Firenze Prato Pistoia) all’interno delle quali vengano a loro volta incentivati meccanismi di aggregazioni tra Comuni.
Questo è il contesto che coniuga riforme istituzionali con sviluppo e modernità, questo è anche il contesto in cui il Circondario Empolese Valdelsa può trovare la sua naturale evoluzione. La nascita di una città metropolitana con le due identità territoriali della Provincia di Firenze, che stringa maggiormente il capoluogo alla sua cintura periferica, potrebbe indubbiamente rappresentare una leva di sviluppo di cui Firenze ha bisogno, attraverso la quale intercettare anche nuove e aggiuntive risorse economiche statali.
Potrebbe essere questa una tappa intermedia, rimanendo fermo come approdo finale la città metropolitana larga (FI-PO-PT). Tenendo in dovuto conto del processo normativo e delle definitive disposizioni che saranno stabilite in sede legislativa che porteranno ad una proposta che permetta di votare per la città metropolitana alla fine della prossima scadenza amministrativa, ritenendo il mandato 2009 – 2014 realmente sperimentale. Uno dei problemi del nostro territorio è la frammentazione istituzionale e la conseguente difficoltà di fare massa critica di fronte a sfide tipiche delle aree urbanizzate di grandi dimensioni: infrastrutture, demografia, turismo ed economia, finanza locale, welfare e nuove emergenze sociali, ecc. Nel dibattito politico istituzionale di questi ultimi anni si è via via consolidata la convinzione che è necessario dare risposte coordinate alla complessità della società toscana, i nostri problemi sono ormai tutti da affrontare in modo condiviso con una visione di area vasta. Le molteplici funzioni, (economiche, sociali, servizi, mobilità), non sono più governabili dai singoli comuni con il rischio di manifestare incapacità ed impotenza e con un riflesso negativo sulla efficacia dell’ azione amministrativa. Nella nostra area si sono concretizzate alcune esperienze come l’Unione dei comuni della Piana o come il Coordinamento dei comuni dell’Area fiorentina, così come l’azione della Regione nei confronti dell’area vasta Firenze, Prato e Pistoia, che hanno dato vita a prime forme di integrazione e gestione coordinata sia sui servizi pubblici, sia su norme regolamentari comuni fino alla presentazione di piani si sviluppo, occorre consolidare e ripartire da queste esperienze. L’obiettivo è ormai definito e chiaro, la Città Metropolitana è il nuovo livello istituzionale capace di dare risposta a tutte quelle esigenze di governo di un territorio vasto, abitato e complesso come il nostro, lo strumento più adeguato anche per colmare il ritardo istituzionale ed avviare un reale coordinamento ed integrazione politico-amministrativa, evitando Frammentazioni, con politiche di scala individuando percorsi e strategie comuni. Una ulteriore riorganizzazione va fatta per quanto concerne le funzioni che attualmente fanno capo alla provincia, aumentando i livelli di autonomia sul territorio, ma definendo per la città metropolitana funzioni attualmente proprie dei singoli comuni:
- Pianificazione e programmazione del territorio (piano strutturale metropolitano);
- Regolamento urbanistico unico;
- Regolamento edilizio unico;
- Pianificazione degli strumenti della mobilità e del trasporto pubblico locale;
- Ambiente – definizione di politiche ambientali di area metropolitana;
- Gestione integrata dei parchi e delle aree protette;
- Concertazione delle politiche per la gestione dei rifiuti che controlli l’intero ciclo
dello smaltimento dei rifiuti;
- Ridefinizione degli Ambiti Territoriali Ottimali;
- Definizione di un sistema di contribuzione metropolitana uniformando i tributi, armonizzazione delle tariffe.
Per quanto riguarda la realizzazione delle città metropolita, sia l’ANCI, l’ Ancem che l’UPI hanno firmato un documento unitario nel quale si impegnano a lavorare in modo comune e concordato in rapporto al percorso legislativo del Parlamento sull’attuazione del titolo V della Costituzione. Un percorso che dovrà essere attuato con decreti delegati sulle diverse questioni da realizzare, compresa la città metropolitana, e che prevede l’eliminazione delle province laddove verrà costituito questo nuovo livello istituzionale.
La provincia ha collaborato alla procedura di adozione del Piano Strutturale del comune di Firenze così come degli altri comuni. Le competenze della provincia in materia urbanistica sono definite con il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che definisce la cornice, in coerenza con il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) della Regione, entro la quale si possono muovere i Piani Strutturali dei comuni. Le competenze della provincia afferiscono in particolare alle materie di pianificazione delle aree extraurbane e del territorio agricolo, della tutela del paesaggio, delle acque e delle risorse ambientali. La provincia ha in corso l’adeguamento del PTCP sia alle mutate esigenze del territorio (il PTCP è datato alla fine del secolo scorso) sia al PIT. In primo luogo nel Piano Strutturale di Firenze e degli altri comuni si afferma che questi saranno i primi, ma anche gli ultimi dei Piani Strutturali della città poiché uno degli obbiettivi del Piano è proprio quella di definire nel prossimo decennio un unico piano strutturale della città metropolitana di Firenze e cioè almeno degli undici comuni che firmarono i protocolli di accordo sull’urbanistica propedeutici
l’adozione del Piano Strutturale di Firenze.
Questo obbiettivo, condiviso con gli altri comuni, rappresenta un traguardo che potrebbe anticipare,o seguire nel migliore dei casi, il riassetto istituzionale della città metropolitana.
Il secondo obbiettivo, conseguente al primo, ma autonomo in termini di concezione e attuabilità, è la costruzione di una struttura di governo della mobilità della città metropolitana che abbia competenza su una rete di servizi di trasporto metropolitani di cui le linee ferroviarie (con gli ampliamenti e le interconnessioni previste dal Piano Strutturale di Firenze) e la tranvia di Firenze, Scandicci e Sesto
Fiorentino sono le architravi. Il terzo obbiettivo è quello di costruire una rete del sistema dei parchi
metropolitani esistenti e previsti nei Piani Strutturali della città metropolitana. In questo senso il Piano Strutturale di Firenze con la creazione di nuovi parchi e la messa in rete di quelli esistenti si pone come elemento di cerniera fra i parchi dell’Arno e di Bagno a Ripoli ad est e il parco della piana, quelli esistenti di Campi Bisenzio e quello dei Renai di Signa ad ovest. In questo contesto assume rilevanza il ruolo che il Piano strutturale di Firenze assegna al fiume della città e alle sue sponde che devono tornare ad essere un
luogo di unione di vitalità delle due sponde e non un luogo a cui voltare le spalle come negli ultimi decenni dopo il 1966.
Il Circondario Empolese Valdelsa, in ottemperanza con quanto stabilito dall’art. 4 del “Protocollo Aggiuntivo” (sottoscritto da Provincia e Circondario), ha predisposto una propria specifica elaborazione di proposta di Piano territoriale, riferito all’ambito circondariale. La proposta punta a valorizzare contenuti come la sostenibilità ambientale, il paesaggio, il territorio rurale, insieme alle potenzialità produttive, le infrastrutture, le politiche abitative. Ma ciò che ancora è più significativo è il carattere dell’impianto che promuove politiche condivise e coordinate, sia fra i vari territori del Circondario, che fra i vari soggetti interlocutori del piano medesimo. E proprio perché è stata privilegiata l’identità territoriale e le sue possibili prospettive di sviluppo coerente, è stato posta alla base l’elaborazione di un complesso rapporto socio-economico, condotto dal Consorzio AASTER. La proposta di Piano è stata varata dai competenti organi circondariali e quindi partecipata a quelli provinciali, con i quali sono in corso le necessarie procedure di recepimento. La costituzione della città metropolitana dovrà riconoscere e garantire la
specificità – peraltro sottolineata anche dai rilevamenti IRPET e dai diversi documenti di programmazione – sia di aree appenniniche come il Mugello e la Val di Sieve, che hanno da tempo individuato nello strumento istituzionale della Comunità Montana un adeguato livello di governo – sia di importanti aree come la Valdisieve, il Valdarno e il Chianti. Nella logica di una sempre maggiore integrazione amministrativa tra i comuni, va valutata con particolare attenzione la costituzione dell’Unione dei Comuni nel Valdarno fiorentino che gestirà, in un’area omogenea, alcuni fondamentali servizi per i cittadini.
Il Circondario Empolese Valdelsa è un importante e positivo sistema territoriale omogeneo, entità con la quale dialogare in maniera virtuosa per il buon governo della Provincia e per impostare le future proposte di natura istituzionale, senza innescare elementi di concorrenzialità. Si deve constatare che esiste un comune denominatore socio-economico che coinvolge anche l’area pratese e quella pistoiese. Quindi il Partito Democratico metropolitano individua nella somma tra i territori provinciali di Firenze, Prato e
Pistoia la dimensione adeguata nella quale svolgere il processo delle politiche metropolitane.
All’atto di superamento della Provincia non può corrispondere un semplice cambio di denominazione. Dunque le funzioni di questo nuovo livello istituzionale devono superare quelle che oggi sono in dotazione alla Provincia. Le funzioni che quindi farebbero capo alla città metropolitana potrebbero riguardare la
pianificazione e programmazione del territorio, la pianificazione degli strumenti sulla mobilità e sul trasporto pubblico locale, le grandi opere pubbliche, le politiche ambientali, le risorse, il turismo e la cultura. La città metropolitana dovrà essere contraddistinta dalla presenza di un sindaco metropolitano e di un consiglio metropolitano, entrambi eletti dai cittadini.

2.2 Per una pubblica amministrazione efficiente e vicina alle persone
La sfida di una pubblica amministrazione più vicina al cittadino e della sburocratizzazione delle procedure è un tema da affrontare con estrema attenzione. Da un lato non va mai sottovalutato come la lentezza della risposta, anche nei confronti dei tempi dell’economia e degli investimenti privati, genera un rapporto conflittuale col cittadino: una pubblica amministrazione efficiente crea invece parità di trattamenti, risposte adeguate e concesse in tempi brevi. Dall’altro lato, le ricette sullo snellimento nella pubblica amministrazione non possono subire il fascino di un’antipolitica - a tratti dilagante - che ha avuto tra i
suoi effetti una costante diminuzione delle leve fiscali e del trasferimento di risorse: se assecondassimo questa strada giungeremmo alla falsa affermazione che gli enti locali siano centrali di spreco e soggetti oppressivi. E’ essenziale affrontare questa tematica in maniera organica, partendo dalla modifica delle
leggi nazionali e regionali. L’obiettivo è quello di porsi con serietà il problema, evitando di dare la sensazione che esso continui ad essere preso in considerazione, con le soluzioni che ciò comporta, solo e soltanto dal centrodestra, proponendo un’idea di federalismo che coniughi la responsabilità delle scelte con l’uso accorto della leva fiscale e lo spreco di risorse finanziarie. Sulla scala comunale le misure da adottare devono portarci alla digitalizzazione delle procedure pubbliche e alla razionalizzazione, ove possibile, del surplus burocratico senza far decadere o deteriorare - questo costituirebbe un gravissimo errore - tutti gli strumenti che l’ente locale detiene per controllare le attività sul proprio territorio.
Se però ci limitassimo a sviluppare una ricetta di semplificazione del quadro normativo solo sulla dimensione comunale produrremmo un’analisi parziale.
L’intento del centro-sinistra provinciale è quello di promuovere con i propri amministratori locali e assieme ai corrispettivi partiti regionali un percorso che punti a semplificare la burocrazia regionale e a favorire una divisione più netta delle competenze tra amministrazioni comunali e amministrazione regionale.
I Comuni del Circondario Empolese Valdelsa, all’interno della propria “Gestione associata”, hanno definito ed approvato il “Regolamento unico del procedimento amministrativo”, atto a normare, su principi di omogeneità, tutti i rapporti dei cittadini con le proprie Amministrazioni Comunali, dunque del Circondario Empolese Valdelsa, tentando così di anticipare l’indirizzo del disegno di Legge Regionale sulla più generale semplificazione amministrativa. Sarà prossimamente aperto un vero e proprio cantiere sperimentale, finalizzato a rendere sistematica l’applicazione dell’intero regolamento. Accanto a questa riflessione vi è la necessità di razionalizzazione degli istituti di vigilanza, indirizzo e controllo.

2.3 Ruolo e gestione dei servizi pubblici
Il tema del ruolo dei servizi pubblici va di pari passo con la loro dimensione.
Uscire definitivamente dall’ottica della municipalizzata e il rafforzamento della dimensione industriale in una logica regionale ed interegionale sono tra i primi aspetti da prendere in considerazione, in un mercato che richiede inevitabilmente l’accrescimento aziendale. Tutto questo senza abbandonare l’indispensabile controllo pubblico, anzi ottimizzandolo e qualificandolo ove possibile e necessario. La filosofia generale della riforma dei servizi pubblici locali che vogliamo deve caratterizzarsi dalla tenuta sul mercato delle aziende, dalla responsabilità sociale, dall’erogazione efficiente e dallo spirito imprenditoriale.
Insieme a questi fattori ve ne è uno su tutti che contraddistingue una buona società di servizi pubblici: il rapporto diretto che essa ha coi singoli cittadini e con le istituzioni locali. L’accrescimento della dimensione industriale raggiunge risultati parziali se cancellasse le forme di dialogo o rapporto tra i cittadini/utenti e l’organizzazione dell’azienda, perché il servizio pubblico è una vera e propria forma di governo del territorio. Proprio per questa ragione il Circondario Empolese Valdelsa ha promosso la costituzione di uno specifico “Osservatorio” dei Servizi Pubblici Locali, la cui prima applicazione è stata recentemente resa pubblica. Lo stesso è mirato a condensare dati relativi alla gestione, sia sotto il profilo economicistico (attenzione ai costi), che della qualità dei servizi (accessibilità dei servizi, sostenibilità ambientale, trasparenza della gestione). In questa prima fase si è dato priorità, ai dati relativi ai servizi idrici integrati e alla gestione dello smaltimento dei rifiuti. Lo stesso rapporto con le amministrazioni comunali è centrale. All’accrescimento delle dimensioni non può corrispondere una limitazione nel rapporto con i comuni e coi sindaci, il quale deve rimanere come un asse portante di questa strategia, integrando al meglio il governo delle città con l’erogazione programmata ed efficiente del servizio. Un rapporto però che non dimentichi il diverso ruolo del sindaco socio e del sindaco cliente del servizio. Tali società hanno un ruolo centrale nella vita di ogni cittadino e gestiscono settori fondamentali e strategici. La creazione di maggiori sinergie tra essi è un obiettivo strategico, soprattutto se si pensa alla messa in interconnessione del settore dei rifiuti con quello dell’energia.

2.4 Per una collettività serena e sicura
La nostra area non è attraversata da fenomeni diffusi di macro e micro criminalità. Politiche inclusive, repressione del crimine, educazione, formazione alla legalità e alla convivenza civile sono stati i pilastri che hanno prodotto questo importante risultato. Tuttavia il sentimento diffuso di insicurezza non va sottostimato o liquidato con freddi calcoli di ragioneria politica: l’anello debole è chi subisce il crimine, non chi lo compie e va affrontato con una molteplicità di azioni: dalla prevenzione del disagio e del rischio devianza specialmente in settori fragili come quello della marginalità e della povertà diffusa dove possono attecchire fenomeni di dipendenza (alcol e droghe). Il sentimento di diffidenza e di incertezza rischia di essere aggravato oltremodo dalla crisi economica; dunque è di estrema importanza intervenire immediatamente per stroncare ogni fenomeno criminale (risposta repressiva) e sulla percezione dell’insicurezza (risposta politica). Sulla prima esigenza è fondamentale, ovviamente, il massimo supporto possibile alle forze dell’ordine, contrastando anche quegli atteggiamenti, come la molestia, considerati talvolta ininfluenti ma che invece sono lesivi della convivenza civile. Sulla seconda esigenza gli interventi devono essere molteplici e incrociati: dalla riqualificazione urbana che eviti concentrazioni di situazioni di marginalità, alla qualità della vita notturna – quando una città spegne tutta la sua attività poco prima che cali il sole essa diventa più vulnerabile –, alla lotta serrata contro ogni forma di discriminazione, ad un welfare che responsabilizzi alla vita civica e faccia sentire meno soli chi versa in condizioni di indigenza.
Decisiva resta la piena collaborazione tra le Forze dell’Ordine e le Polizie Municipali così come quella tra le autorità statali (Prefetto, Questore) e i comuni: deve essere possibile esaminare e rendere organico il contributo dei cittadini e delle associazioni alla pacifica convivenza ed al rispetto delle regole, basandosi
sulle positive esperienze già operative, fondate su interventi di educazione permanente, che contribuiscono al controllo del territorio.

2.5 La prima sicurezza: quella sui luoghi di lavoro
Il lavoro deve rappresentare la possibilità di emancipazione e sostentamento dei cittadini e non può essere in alcun modo causa di morte, infortunio o malattia. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci al dramma delle morti sul lavoro. E' ormai indispensabile che, accanto alla normativa vigente, già indebolita dall'azione del governo nazionale, l'amministrazione provinciale si doti di strumenti di prevenzione degli incidenti sul lavoro attraverso un capitolato etico sugli appalti, inserendo criteri stringenti in materia. L'amministrazione provinciale dovrà dotarsi di strumenti di prevenzione degli incidenti sul lavoro, attraverso uno sportello informativo per i lavoratori e per le imprese.

3. IL METODO DI GOVERNO

3.1 Il ruolo della coesione nella nostra società per una strategia dello sviluppo. Il ruolo del mondo produttivo e delle parti sociali.
Il tessuto Democratico è tale solo se promuove i processi democratici e partecipativi nelle scelte al suo interno ma anche nei confronti della complessa società che lo circonda. Finirebbe di esserlo se questi principi rimanessero solo scritti su un foglio di carta, mentre devono essere una caratteristica propria della nostra azione politica e di governo. Questa nostra idea di approccio diventa idea di governo quando la si attua costantemente come metodologia. Il nostro territorio è portatore di una storia democratica che si è tradotta in un modello di governo partecipato e costruttivo. La coesione e il “fare sistema” sono i punti dai quale ripartire. La problematica delle risorse, le esigenze della società della conoscenza, la competitività dei prodotti, il rapporto tra formazione e impresa, l’integrazione e l’erogazione di adeguati servizi fanno parte di una comune strategia di sviluppo del nostro territorio, nella quale gli attori che ne fanno parte devono essere parimenti coinvolti e responsabilizzati. Non è più possibile parlare di sviluppo senza coesione.
In particolare occorre rilanciare con forza un patto sinergico tra istituzioni pubbliche, mondo del lavoro, impresa e università in una strategia forte e coesa che punti al comune sviluppo della nostra area e per qualificare maggiormente il capitale umano. La qualità della vita e della produzione del nostro territorio è
l’elemento su cui far leva nella sfida globale che troppo spesso punta al ribasso dei costi e della qualità del lavoro. Un immediato banco di prova del modello di concertazione delle decisioni strategiche è rappresentato dalla crisi finanziaria e dell’economia reale nella quale si troverà ad operare la futura amministrazione provinciale. Per questo si ritiene prioritario immaginare una struttura di concertazione permanente (sullo stile dell’unità di crisi) con al quale dare attuazione ad un insieme coordinato di azioni politiche di lungo termine volte a prevenire gli effetti negativi di “nuove” e, speriamo meno virulente, crisi dei mercati finanziari. Il lavoro continuo di previsione e analisi della crisi come la capacità di reazione della struttura agli eventi saranno elementi capaci di ridurre gli effettivi negativi dei cicli economici avversi. La struttura di concertazione permanente alla quale dovrebbero partecipare con loro rappresentati una pluralità di attori istituzionali e non ( Enti locali come Provincia e Comuni, associazioni di categoria, sindacati e banche del territorio, università e centri di ricerca) avrà come obiettivo specifico quello di preparare il tessuto imprenditoriale, dei lavoratori e creditizio ad assorbire l’impatto della recessione senza arretrare e garantendo la equità sociale del rapporto impresa-lavoro e impresa-credito.

3.2 La partecipazione e la trasparenza degli atti come modelli di governance. Il rapporto consiglio/giunta.
La coalizione non intende la partecipazione dei cittadini alle scelte come uno scoglio alla sua iniziativa, ma come un momento di responsabilità e di lettura collettiva tra cittadini, politica ed istituzioni. Identificarla non come un ostacolo è possibile perché la promozione della partecipazione si sposa con un serio
principio di responsabilità di governo del territorio e di ricomposizione degli interessi parcellizzati. Nella consapevolezza, oramai, che i soggetti organizzati con i quali cerchiamo il confronto non sono più soltanto quelli tradizionali – come i sindacati e le categorie economiche, oltre che, ovviamente, i partiti politici – ma
ad essi se ne sono sommati altri, di natura più “particolaristica” (comitati, associazioni). La definizione di un rinnovato rapporto con l’universo organizzato deve quindi tenere ben presente una società che, almeno su questo piano, si è fatta più complessa. A questo si aggiunge la difficoltà, spesso riscontrata, a
tessere rapporti diretti con il corpo sociale del mondo associativo, a fronte di consolidati rapporti con chi li rappresenta. La volontà di muovere la collettività sulle scelte della propria città si basa strettamente sul principio di trasparenza degli atti. La necessità è quella di investire su questo processo, già comunque consolidato, di trasparenza e pubblicità dei principali atti delle amministrazioni: in primis progetti di natura urbanistica e i bilanci. Un percorso d’informazione e di confronto che deve vivere costantemente anche nel rapporto tra giunta e consiglio, le cui diverse tempistiche di elaborazione amministrativa – veloce per l’organismo esecutivo, lenta per il consiglio – rischiano di generare incomprensione tra due organismi fondamentali per la politica e per il governo della comunità. La partecipazione è un metodo di lavoro e di governo che sottende agli elementi essenziali della collegialità, della creazione di uno spirito di gruppo, della capacità di ascolto, della sensibilità, e che mira al continuo miglioramento dei nostri programmi e progetti. È, insomma, uno stile di lavoro, la capacità di decidere a fronte di una programmazione condivisa, la filosofia su cui si deve basare l’azione di tutti gli organi politici, a partire da quelli collegiali.

4. L'AMBIENTE COME ORIZZONTE: LA SFIDA VERSO UN FUTURO SOSTENIBILE

La strategia dell’azione di governo dovrà essere basata sul risparmio delle risorse naturali mantenendo e migliorando la qualità della vita della popolazione dell’area.
Questo significa che, attraverso investimenti su tecnologie avanzate e più sostenibili di quelle attuali, ogni nostra scelta mirerà a migliori prestazioni e servizi e contemporaneamente a minori emissioni inquinanti, dell’aria, dell’acqua, del rumore. I concreti interventi verso la sostenibilità necessitano della sinergia dei diversi settori della società: la pubblica amministrazione, l’impresa, il mondo del lavoro specializzato e non, la ricerca, i cittadini con i loro comportamenti, solo armonizzandosi possono raggiungere i risultati innovativi e di grande spessore ai quali aspiriamo. Ma sono sforzi che sappiamo, per esperienza diretta e per quello che accade in altre aree, saranno ben ripagati: per l’ambiente e per l’economia. La pubblica amministrazione dovrà agire su tre livelli:
• semplificazione delle procedure
• sostegno alla ricerca
• buon esempio attraverso pratiche virtuose e importanti investimenti che facciano da volano per una nuova economia.
Ci adopreremo perché non siano previsti nuovi insediamenti che non abbiano servizi pubblici di trasporto e bassi consumi energetici; ogni intervento strutturale dovrà contribuire ad un bilancio ambientale positivo per l’area a cui si riferisce. In caso di opere pubbliche di grande rilevanza avvieremo un serio confronto con la popolazione residente e ci serviremo di tutti gli strumenti possibili per studiare e valutare le ricadute ambientali degli interventi in questione, dalle VIS alle VIA, ben prima di porli concretamente in essere.

4.1 La questione energetica
L’Unione Europea ha individuato da tempo nel dispendio energetico una grave piaga nel complessivo spreco delle risorse. La Coalizione punta ad avviare un processo che migliori l’efficienza energetica dell’intero sistema sul territorio, dai trasporti all’industria, dal sistema dei servizi a quello residenziale.
Il Piano energetico e ambientale della Provincia di Firenze già oggi delinea gli scenari per ridurre la quasi totale dipendenza energetica della nostra comunità, dal raggiungimento di una maggiore efficienza in tutti i settori (produttivo, residenziale, dei trasporti) a investimenti concreti e realistici nelle energie rinnovabili.

4.1.1 La ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio degli enti pubblici
Un primo passo dovrà essere raggiunto attraverso la ristrutturazione energetica degli edifici pubblici dell’area metropolitana e la revisione dei regolamenti edilizi dei vari comuni in modo da uniformare tutti i territori sulle pratiche di risparmio energetico e sulla produzione di energie rinnovabili.
L’altro, concretizzare con un piano operativo i primi obiettivi, su scala provinciale, di utilizzo delle energie rinnovabili. Occorre una stragia precisa con passi successivi sull’ utilizzo su larga scala delle biomasse, dell’energia eolica e solare (sia termica che fotovoltaica) , della geotermia, del settore idroelettrico, sulla razionalizzazione degli impianti esistenti attraverso la cogenerazione e la trigenerazione.
L’obiettivo è di collaborare così, al raggiungimento dell’obbiettivo regionale del 50% di produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili, ribadendo un no fermo e deciso a ogni ipotesi nucleare e cercando di limitare al minimo gli investimenti tesi all’utilizzo dei combustibili fossili, altamente inquinanti e in rapido esaurimento sul nostro pianeta. In questo quadro di rapporto stretto tra ecologia ed economia, partendo dal modello virtuoso dell’Elettrolux di Scandicci, che ha saputo riconvertire ecologicamente ed in maniera innovativa la propria produzione, seguiremo le aziende in crisi nel nostro territorio che potrebbero attuare una strategia di riconversione simile.

4.2 La tutela della risorsa acqua
Massima attenzione deve essere dedicata alla tutela della risorsa acqua.
Sul nostro territorio esiste ancora un rischio idraulico, per arginare il quale è necessario ultimare il piano di messa in sicurezza del bacino dell’Arno così come definito dal piano approvato dall’Autorità di Bacino e dalle istituzioni locali. Realizzando in particolare il sistema di casse d’espansione lungo i maggiori corsi
d’acqua. Le prime casse d’espansione che partiranno saranno quelle di Figline e risulteranno fondamentali per la messa in sicurezza della città di Firenze. La Provincia dovrebbe accentuare il suo ruolo come “regista” del sistema di difesa dal rischio idraulico, anche per recuperare i ritardi nell’avvio delle opere. Intanto il Circondario Empolese Valdelsa, sulla base di un preciso Protocollo di Intesa tra Regione Toscana ed Enti Locali, ha proceduto alla progettazione ed appalto della Cassa di Espansione Fibbiana 2 (nel comune di Capraia e Limite), i cui lavori sono in fase di ultimazione, mentre sono in corso le procedure per l’approvazione del progetto di Fibbiana 1 (comune di Montelupo F.no).
Sempre sul tema idrico, la Provincia collaborerà per quanto di competenza a terminare nel più breve tempo possibile la costruzione completa del depuratore di San Colombano. A questo impegno è indispensabile aggiungere la realizzazione del collettore di riva sinistra che porti gli scarichi di quei cittadini della Provincia che finora hanno pagato in tariffa la quota per la depurazione. L’acqua è un bene pubblico di primaria importanza per il quale dobbiamo avere grande attenzione e rispetto intervenendo per migliorare la qualità del sistema di distribuzione, potabilizzazione, depurazione, con importanti investimenti sulle reti e sui sistemi di potabilizzazione e depurazione che li potenzino e li rinnovino per ridurne la dispersione che è ancora oggi molto elevata e riducano il ricorso all’acqua minerale.
Interventi che comporteranno massicci investimenti che dovranno essere sostenuti anche con risorse non provenienti solamente dalla tariffa del servizio idrico.
Parallelamente è rilevante promuovere progetti che sappiano incentivare nel pubblico e nel privato il recupero delle acque piovane per scopi non potabili: utilizzare il più possibile l’acqua di superficie per ridurre il prelievo dalla falda.
Strategica è stata la scelta della costruzione del Lago di Bilancino, che è diventato fondamentale per rifornire non solo Firenze, ma anche una fetta consistente dell’area metropolitana: questo bene e il contesto territoriale che lo genera hanno però bisogno di una attenzione forte perché questa infrastruttura sia nelle condizioni di garantire nel tempo il suo fondamentale contributo di risorsa idropotabile in termini sia quantitativi che qualitativi. Si deve infine intervenire sulla salvaguardia della falda e sul riuso dell’acqua
depurata. L’Arno infatti è una ricchezza del nostro territorio che bisogna saper gestire a partire da un efficace programma di disinquinamento del fiume e contribuire ad un reale miglioramento della qualità della vita (Arno balneabile e navigabile), anche attraverso il completamento dei percorsi pedonabili e ciclabili lungo il fiume, già costruiti o già progettati dalla Provincia. Mentre il rischio dell'inondazione si stima possa crescere velocemente nei prossimi anni, il rischio di siccità si è appena affacciato e può portare ad una sfida potenzialmente drammatica per la qualità dell'acqua e la sua disponibilità futura. Il sistema di depurazione dovrà garantire la qualità delle acque superficiali e di falda, e si dovrà considerarne ogni possibile necessario ampliamento. Andrà organizzato perciò un realistico piano di investimenti e di reperimento di risorse finanziarie: fondamentale sarà un assetto societario a maggioranza pubblica forte e competitivo delle società e degli enti preposti alla tutela ed alla gestione della risorsa acqua.
Non è da trascurare nemmeno la valorizzazione energetica della risorsa con mini centrali idroelettriche sull’Arno, nonché con il project financing in corso per la gestione della vecchie traverse a fini di recupero energetico.

4.3 Il ciclo dei rifiuti
Un corretto ciclo dei rifiuti prevede che l’impegno prioritario sia di ridurne la produzione, promuoverne il riuso e il riciclo, e di chiudere il processo di smaltimento all'interno dell’area dove essi sono prodotti.
Il nostro principale impegno sarà, dunque, quello di raggiungere gli obiettivi previsti di riduzione e differenziazione dei rifiuti, accelerando in maniera netta la diffusione capillare delle buone pratiche a partire dalla raccolta porta a porta che si è dimostrata particolarmente efficace. All’interno del Circondario Empolese Valdelsa è particolarmente significativa l’esperienza esplicitata nel Comune di Montespertoli, dove il servizio della raccolta porta a porta è iniziata il 1°gennaio 2008, con ris ultati davvero straordinari, conseguendo nell’anno 2008 una percentuale pari all’86,60%, addirittura in crescita in questi primi mesi del 2009, raggiungendo circa il 90%. Di concerto con le istituzioni di livello superiore, si dovranno anche studiare forme di incentivazione dell’utilizzo, all'interno dei processi produttivi, delle materie derivate dal riciclo, e ci attiveremo sugli acquisti di materiali provenienti dal riciclo che devono essere effettuati, a norma di legge, dalle pubbliche amministrazioni (i cosiddetti “acquisti verdi”). Strategica sarà la piena attuazione del Piano Provinciale dei rifiuti come risposta strutturale al tema dello smaltimento. La coalizione darà il pieno contributo affinché si proceda rapidamente alla realizzazione dei tre impianti di termovalorizzazione previsti dal Piano, dando un’impostazione di sistema ai tre siti dove dovrà essere realizzato un impianto (Case Passerini, Testi, Rufina). Per questo si impegnerà affinché, alla già avvenuta unificazione degli ATO, corrisponda una parallela riunificazione dei soggetti gestori. Complementare agli impianti di termovalorizzazione sarà la discarica per ceneri ed interti prevista in località Le Borra a Figline.

4.4 Parchi ed aree protette
La valorizzazione del sistema ambientale, della biodiversità e del paesaggio va letta in tutta la sua complessità e varietà: dai finanziamenti per le politiche rurali all’attenzione sulle specificità ambientali e socio-economiche delle aree montane. Difatti la Provincia di Firenze è un contesto urbano e territoriale complesso e articolato, in cui sono contemporaneamente presenti domande ed esigenze di cittadinanza urbana e necessità di attenzioni alla sostenibilità della vita rurale e montana.
Nella Provincia di Firenze, e anche di proprietà dell’Ente, sono presenti parchi e ville che rappresentano una straordinaria ricchezza per tutto il territorio: da Villa Demidoff a Modeggi e Lappeggi.
Sarà compito della prossima legislatura riorganizzare in modo sistematico le aree di interesse naturalistico, i parchi ed i complessi storici, ma soprattutto valorizzarli e renderli fruibili e effettivamente vissuti in primo luogo dalla cittadinanza; queste aree potranno anche rappresentare, se ben gestite, anche una attrattiva turistica in più e contribuire in modo virtuoso a mantenere e migliorare l’assetto del territorio.
La prossima legislatura sarà anche quella che vedrà realizzare, dopo venti anni, porzioni significative del parco della Piana che si distende tra Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, parte di un progetto più ambizioso che riguarda lo spazio tra Castello e le Cascine di Tavola a Prato. Il Parco rappresenterà la chiave dello
sviluppo sostenibile dell’area nord ovest fiorentina ed è un l’indispensabile elemento di miglioramento di un ambiente in alcuni casi degradato e compromesso sotto il profilo ambientale, urbanistico e sanitario.
La costituzione della Consulta provinciale delle associazioni animaliste e ambientaliste ha significato parte di un impegno concreto della Provincia a favore della tutela degli animali , che nel prossimo mandato sarà approfondito e ribadito, coerentemente con i compiti istituzionali che riguardano sia la regolamentazione della caccia che la tutela degli animali d’affezione.

4.5 Le politiche della caccia
L’agricoltura è un fiore all’occhiello della nostra Provincia e le politiche portate avanti in tale ambito, devono non solo tener conto di una realtà complessa ma anche valorizzare meglio le diverse produzioni: il modello di tutela ambientale che ha reso virtuosi i nostri territori si basa su un’accorta programmazione di gestioni promiscue e punta ad evitare la monocoltura. In un contesto siffatto la caccia, effettuata in un quadro di regole certe ed equilibrate conformemente allo spirito della legge 157 del 1992, è un’attività non solo possibile ma indispensabile per consentire la continuità di importanti tradizioni socioculturali e per mantenere gli equilibri faunistici e contenere i danni alle coltivazioni. Per tutte queste ragioni l’attività venatoria si presenta come elemento essenziale delle politiche di gestione del territorio e dell’ambiente.
Nell’immediato, è necessario pensare a una profonda riqualificazione e riorganizzazione dell’ufficio caccia della Provincia e alla costruzione di un rapporto più fluido con l’ufficio caccia del Circondario Empolese Valdelsa, anche attraverso il trasferimento ad esso di competenze maggiori.
Si dovrà inoltre impegnare maggiormente la polizia provinciale nell’attività di controllo del territorio. La decisione di ampliare l’area a divieto di caccia del Padule di Fucecchio dovrà essere al più presto oggetto di una nuova e più approfondita riflessione, per valutare in maniera adeguata se l’intervento immaginato abbia le necessarie caratteristiche di congruità sotto il profilo delle dimensioni e del rapporto tra mezzi e fini. Il mantenimento degli equilibri naturali non è preoccupazione esclusiva di una categoria ma interesse generale per eccellenza. Coinvolge quindi in pari misura agricoltori, cacciatori, ambientalisti, semplici cittadini. Le istituzioni debbono impegnarsi a costruire col mondo venatorio, nella sua qualità di soggetto sociale rilevante, un metodo di concertazione-informazione-consultazione per far sì che anche i cacciatori, varie migliaia di persone nel nostro territorio provinciale, possano sentirsi pienamente parte di uno sforzo collettivo e coordinato di tutela ambientale.

5. LA MOBILITA' COME FUNZIONE COLLETTIVA E SOSTENIBILE

La mobilità è una competenza della Provincia. Nel prossimo mandato dovremo lanciare un’idea forte per un “piano della mobilità metropolitana”, tenendo presente anche che nel 2009, sia la Provincia che il Circondario dovranno rinnovare gli appalti del TPL. Una vera città metropolitana prende forma anche dalla definizione del suo sistema infrastrutturale che ne determini la massima qualità nello spostamento delle persone da una parte all’altra del suo territorio. Minor tempo, e fatica, si impegna a raggiungere una determinata funzione dell’area, maggiormente ci si sente facenti parte del sistema metropolitano stesso. Quindi alla collocazione di funzioni di natura metropolitana – ospedali, poli d’istruzione, amministrazioni pubbliche e via dicendo – deve corrispondere un preciso progetto che ne garantisca il miglior raggiungimento possibile da ogni angolo dell’area, affinché ogni realtà non se ne senta sottratta.
La coalizione sostiene con determinazione la cosiddetta “cura del ferro”. Necessario, in questo orizzonte, è il completamento delle tre linee della tramvia, pensando anche al prolungamento sia verso il polo scientifico di Sesto Fiorentino che verso Bagno a Ripoli. Il sistema tramviario è la colonna portante per la pianificazione di tutto dell’insieme della mobilità nell’area fiorentina, tenendo insieme il rapporto tra ferro e gomma, favorito dall’introduzione del “memorario”, e tra tramvia e stazioni ferroviarie.
La Provincia potrà contribuire attivamente alla diffusione dell’uso dei mezzi pubblici sia proseguendo la campagna di ascolto “Signori, si cambia”, sia collaborando ad un memorario integrato che riguardi tutte linee che oprano sul nostro territorio. Le odierne linee ATAF devono fungere da cerniera e da supporto tra gli assi tramviari e il resto delle funzioni dell’area, superando il centralismo di Santa Maria Novella e connettendosi con il sistema dei parcheggi scambiatori, i poli sanitari pubblici e quelli universitari. Un efficiente rapporto tra parcheggi scambiatori, trasporto pubblico su gomma e tramvia costituisce la risposta più autorevole al miglioramento della qualità della mobilità, nella quale l’utilizzo del mezzo privato viene messo in seria competizione con un moderno sistema di servizio pubblico. Questo rapporto può essere ulteriormente intensificato istituendo un biglietto unico per il trasporto pubblico nell’area metropolitana. Andranno concretizzate le proposte riguardanti la mobilità collettiva, quali car sharing, car pooling e taxi collettivi e l’intermodalità tra mezzi a basso impatto ambientale, come le agevolazioni nelle tariffe dei sistemi treno-bici e tramvia-bici, tramite accordi con la Regione Toscana e i soggetti gestori. Il Circondario Empolese Valdelsa (interlocutore diretto della Regione a proposito del trasporto pubblico locale), in vista del nuovo bando di gara, ha da tempo avviato le opportune verifiche per migliorare ulteriormente la qualità del servizio, puntando su una sempre più stretta integrazione del sistema ferro-gomma ed urbano-extraurbano, capace di garantire collegamenti efficaci fra i Comuni del Circondario e tra questi e le zone confinanti, a partire dall’area metropolitana fiorentina, per proseguire verso le confinanti aree pisana e pistoiese. Il progetto conferma anche la scelta del servizio a domanda (già operativo in alcuni Comuni) e l’ipotesi di estenderlo ad altri. Il completamento nei modi e nei tempi previsti della ferrovia Ac/Av, DA cassare(del sottoattraversamento e della nuova stazione ) è prioritario. La loro ultimazione ridefinirà il nodo di Firenze come strategico per l’intero Paese e donerà al capoluogo toscano una rinnovata centralità nel contesto continentale, sia dal punto di vista dei trasporti, sia per il necessario abbattimento dei tempi di percorrenza, anche per i pendolari e per il trasporto merci, che dovremo impegnarci a conseguire effettivamente, anche attraverso la realizzazione del raddoppio della linea Empoli/Granaiolo, nonchè il quadruplicamento del tratto Montelupo-Empoli, sulla linea Firenze-Pisa, opere che renderebbero molto più efficace il servizio dell’intero sistema, sia più specificamente locale, che di area metropolitana Firenze, Prato, Pistoia, Empoli. La realizzazione del Nodo Av dovrà essere accompagnata dal monitoraggio in itinere dell'impatto idrogeologico e da un'attenta analisi del rischio sulle abitazioni. Il sistema, per essere ancor più competitivo, deve essere oggetto di forti investimenti che migliorino la qualità dei vagoni per i viaggiatori. Nel creare sistemi di mobilità efficaci per i cittadini e le merci per l’area vasta fiorentina sarà valutata la possibilità di realizzare una metropolitana di superficie tra Firenze,Prato e Pistoia. Il sistema infrastrutturale deve essere considerato anche sotto l’aspetto della rete autostradale. La terza corsia dell’A1 punta ad una configurazione che potenzi la tangenziale fiorentina, rendendola più percorribile e i parcheggi scambiatori costituiscono il luogo del dialogo con il sistema dei trasporti verso la città. Nella previsione di un’area, quella fiorentina, che guarda con sempre maggiore interesse al rapporto col mare, è necessario realizzare l’ampliamento a tre corsie dell’autostrada A11, integrandolo in un rinnovato sistema regionale, e il completamento e la riqualificazione della FI-PI-LI (ultimo tratto fiorentino, lotto 2) tenendo conto delle indicazioni dei Comuni di riferimento. Sarà necessario massima attenzione allo svolgimento dei lavori della terza corsia e della variante di valico mantenendo uno stretto contatto e ascolto dei cittadini che sono sottoposti ai relativi disagi della cantierizzazione. Come elemento per il completamento del sistema è da considerare la possibile realizzazione della circonvallazione nord-est, opera la cui progettazione e valutazione dovrà avvenire nei prossimi anni senza distogliere risorse destinate al completamento del trasporto pubblico su ferro. Un progetto che dovrà valutare necessariamente il proprio impatto sull’area di Castello. Esiste poi l’impegno della Provincia a portare a termine gli interventi stradali più importanti (variante di Grassina; SR 69 Valdarno; Mezzana-Perfetti Ricasoli; Bretella Signa-Prato), ed è un’opera strategica l’ammodernamento della SS 67 da Pontassieve a Dicomano, ove la Provincia ha la delega alla progettazione. Sarà necessario completare la S.R. 429 nel tratto Castelfiorentino/Certaldo (la cui progettazione sarà diretta dal Circondario Empolese Valdelsa sulla base di un’intesa sottoscritta con la Provincia ed i Comuni interessati); sarà inoltre prevista la realizzazione del collegamento stradale tra la SS 67 e la S.P. 106 fra i Comuni di Montelupo F.no e Capraia e Limite, attraverso la realizzazione di un nuovo ponte sull’Arno, così come stabilito dal Protocollo d’Intesa sottoscritto fra Provincia, Circondario, Comuni di Montelupo F.no, Capraia e Limite, Empoli e Vinci e sulla base di un progetto affidato ad uno studio individuato tramite un concorso di progettazione indetto dalla Provincia; infine sarà necessaria la realizzazione del collegamento tra la FI-PI-LI e la S.R. 436 nel tratto
Fucecchio/Cerreto, utile al collegamento tra Siena e Montecatini. Per quanto concerne il Valdarno Fiorentino è importante la realizzazione della variante in riva destra che dal casello di Incisa arriverà al casello Valdarno a Terranuova, costituendo così un nuovo e funzionale collegamento tra le Province
di Firenze e Arezzo. Necessario completamento della viabilità per tutto il Valdarno Fiorentino sarà il secondo ponte sull’Arno a Figline. L’aeroporto di Peretola deve misurare la propria capacità di fare sistema rispetto ai suoi omologhi più vicini: ad ovest l’aeroporto di Pisa dista 80 km, a nord lo scalo bolognese potrà essere raggiunto in meno di un’ora dopo la realizzazione dell’alta velocità. Tuttavia l’ “Amerigo Vespucci” ha bisogno di un doveroso ripensamento, partendo da un suo restyling funzionale, che lo configuri come più bello e più efficiente, nel rispetto dei piani strutturali vigenti dei comuni interessati. Prioritario sarà l’innalzamento del livello di sicurezza dello scalo. Un aeroporto, quello di Peretola, che punta perciò a mantenere la sua specificità di city airport senza il timore di migliorarsi, tenendo sempre conto della compatibilità ambientale e delle condizioni di vita della popolazione residente, anche attraverso il controllo delle autorità ed enti preposti. La necessità di completare e sostenere, per singole vocazioni, un sistema aeroportuale della nostra Regione, rende plausibile e auspicabile un processo di unificazione delle società di gestione del settore aeroportuale della Toscana ed investimenti in grado di migliorare l’efficienza dei collegamenti tra i due principali scali, a partire dalla linea ferroviaria. Ad oggi manca un centro che elabori in tempo reale la situazione della mobilità per le vie della nostra area metropolitana. Torino, Genova, Roma sono già dotate di un’unica intelligenza della mobilità locale, mentre a Firenze i dati vengono raccolti e gestiti separatamente. Soprattutto in vista di un mandato amministrativo ad alta cantierizzazione come la prossima, è utile realizzare una centrale integrata di controllo del traffico, strumento utile ad acquisire e distribuire i dati in tempo reale.

5.1 Tutela delle strade bianche
A cavallo tra la tutela del territorio, le attrazioni turistiche e la viabilità è la questione della tutela delle strade bianche che abbiano un valore paesaggistico e ambientale. Una delle nostre più grandi ricchezze è infatti oggi la conservazione e la tutela dei caratteri fondanti del nostro ambiente e del paesaggio. Pertanto riteniamo che conservare e mantenere il maggior numero possibile di strade sterrate costituisca una grande opportunità per una offerta turistica diversificata e di qualità, pur riconoscendo la necessità di una rete viaria funzionale a coloro che vi risiedono e vi lavorano, convinti che le due esigenze possano trovare un equilibrio ed una coordinazione. Ci preme quindi oggi affermare e sostenere che le ultime strade bianche nelle aree di pregio della Provincia debbano essere ufficialmente censite e riconosciute come un valore paesaggistico da tutelare con i vincoli necessari.

5.2 Viabilità minore
E’ necessario, dal punto di vista della possibilità di fruizione di larga parte del territorio pedemontano e collinare della nostra Provincia, nonché consentire l’accesso ad importanti edifici significativi per la nostra storia civile e religiosa, mantenere e curare tutta la sentieristica esistente nel territorio. Importanti progetti sono stato attivati nel passato che culminarono con la pubblicazione di una significativa “guida escursionistica della Provincia di Firenze” in tre volumi curata dal CAI. Oggi a distanza di 30 anni da quella pubblicazione, sentiamo il bisogno di rivisitare tutta la sentieristica presente in quella pubblicazione, in accordo con gli estensori e con le associazioni di volontariato che si renderanno disponibili, destinando risorse sia per un aggiornamento della guida sia per una rivisitazione puntuale dei sentieri, rinfrescando la segnaletica e creando un sistema di mantenimento di questa viabilità.

6. EDUCAZIONE, CULTURA, RICERCA, FORMAZIONE PER UNA PIENA CITTADINANZA E UNO SVILUPPO LOCALE QUALIFICATO, COMPETITIVO, ATTRATTIVO

Investire nella scuola, nell’università e nella ricerca e cultura viene ritenuto un presupposto indispensabile per favorire lo sviluppo dell’economia e della società. Il principio della centralità della persona nelle politiche dell’istruzione, della formazione e del lavoro, che garantisce ad ognuno, per tutto l’arco della vita, l’accesso a tutti i gradi dell’istruzione in condizione di pari opportunità, il sostegno per il conseguimento del successo scolastico e formativo e per l’inserimento nel mondo del lavoro e le politiche attive a sostegno dello sviluppo economico del territorio, devono costituire fondamentali punti di riferimento per il mandato amministrativo che si apre. L’educazione è veicolo fondamentale delle scelte di una società e delle politiche in favore della tolleranza, dell’integrazione e delle pari opportunità.
Questi principi devono essere realizzati mediante l’attuazione integrata delle politiche dell’istruzione, della formazione e del lavoro, della ricerca e dell’innovazione tecnologica capace di garantire alcuni fondamentali e irrinunciabili diritti di cittadinanza.
L’obiettivo della Provincia è quello di garantire un’offerta adeguata in quantità e qualità, di sviluppare la programmazione del fabbisogno attraverso l’Osservatorio scolastico ed un processo di continuo miglioramento dei processi educativi. Nel settore delle politiche dell’istruzione e della formazione emergono due priorità:
• il diritto all’accesso ed al successo formativo per tutti i giovani, con un’offerta di qualità diffusa su tutto il territorio. E’ necessario promuovere politiche attive per il diritto allo studio ed il sostegno alle fasce più deboli, in particolare agli allievi con disabilità. Il diritto all’istruzione passa anche attraverso la
generalizzazione della scuola dell’infanzia e l’ulteriore qualificazione dell’offerta per i bambini e le bambine da 3 a 6 anni.
• le attività di formazione continua e di "life long learning" per l’adeguamento costante della cultura e delle competenze professionali, a sostegno dell’occupazione qualificata e della competitività del sistema economico provinciale, riconoscendo il ruolo delle imprese come strumento di crescita sociale e territoriale.

6.1 Qualità: Piano Provinciale dell’Offerta Formativa
Si intendono promuovere progetti didattici a favore delle scuole superiori che includano nella loro progettazione anche attività volte a migliorare il rendimento degli studenti e il confronto sulle tematiche dei piani di studio ordinari con metodologie didattiche innovative finalizzati alla formazione civica, sociale,
linguistica, scientifica e storica.

6.2 Contro la dispersione scolastica
Bisogna intervenire per ridurre la dispersione scolastica mettendo in atto azioni concertate con enti locali, autonomie scolastiche, enti di formazione professionale, mondo del lavoro e associazionismo, promuovendo anche un utilizzo coordinato delle risorse. Come luoghi già attivi nei territori si possono
utilizzare i centri per l’impiego, identificando profili professionali adatti a seguire gli adolescenti con difficoltà nella costruzione di un proprio percorso formativo ed inserimento lavorativo. Parallelamente si deve potenziare la funzione orientativa nella scuola e in tutta la rete di servizi territoriali. Si deve anche puntare su nuovi strumenti di peculiari per gli adolescenti in difficoltà, che diano l’opportunità di acquisire competenze spendibili sul mercato del lavoro, garantendo loro, e magari incentivando, un possibile ritorno al sistema dell’istruzione-formazione. Infine è necessario portare il necessario sostegno all’integrazione tra scuola secondaria superiore e mondo del lavoro, attraverso programmi di alternanza, valorizzando gli stage professionali.

6.3 Apprendimento per tutto l’arco della vita
La formazione continua è in questo momento di crisi economica uno strumento indispensabile per la riqualificazione dei lavoratori. Si devono promuovere politiche attive del lavoro finalizzate ad avvicinare maggiormente al lavoro le donne e le persone di età più elevata. Lo strumento adatto è il sistema territoriale per l’Educazione permanente fondato sui Centri per l’Impiego provinciali e sulla collaborazione di tutte le risorse (formali e non formali) disponibili e messe in rete. Si deve salvaguardare il diritto delle persone alla formazione lungo tutto l’arco della vita. Si potenzierà il collegamento tra formazione, servizi per l’impiego provinciali e mondo del lavoro attraverso azioni formative espressamente dirette a chi si iscrive negli elenchi dei Centri per l’Impiego provinciali.

6.4 L’Osservatorio Scolastico Provinciale
L’Osservatorio scolastico provinciale è un organismo di supporto statistico fondamentale non solo per la Provincia ma per tutti i soggetti che operano nel mondo della scuola. Compito dell’Osservatorio è di  diffondere i dati e le loro elaborazioni sul sistema scolastico provinciale e tale funzione dovrà essere
potenziata e valorizzata. L’Osservatorio dovrà essere in grado di fornire anche dati indispensabili per una corretta programmazione in materia di edilizia scolastica.

6.5 Edilizia scolastica
Qualità della scuola significa non solo una proposta educativa coerente con gli obbiettivi prefissati, ma anche l’impiego di risorse finanziarie adeguate per l’edilizia scolastica, soprattutto in un momento come questo in cui lo Stato sta riducendo drasticamente il sostegno alla scuola pubblica. La sicurezza delle
scuole, competenza della Provincia, è una priorità cui si deve rispondere con un adeguato programma di monitoraggio e di intervento. Si continuerà il lavoro fin qui svolto mantenendo l’indispensabile collaborazione con tutte le componenti scolastiche e istituzionali perché le scelte importanti che riguardano le scuole della Provincia siano condivise. Così come per altri aspetti è necessario mettere in atto un attento monitoraggio del patrimonio scolastico attualmente assegnato per valorizzare e riqualificare al meglio il patrimonio esistente, in particolare quello avente valore storicomonumentale. Si deve proseguire e completare l’adeguamento delle scuole alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza e igiene. Si deve prevedere, laddove necessario, l'aggiornamento delle strutture edilizie secondo le esigenze della scuola, dei processi di riforma degli ordinamenti e dei programmi, dell'innovazione didattica e della sperimentazione. Si deve curare la dotazione di ogni scuola per quanto riguarda palestre e impianti sportivi di base.
Attenzione all’edilizia scolastica vuole dire anche una maggiore cura dei risparmi energetici e quindi dell’ambiente. Si valuteranno attentamente proposte tecniche in grado di garantire al meglio il rispetto dell’ambiente anche in previsione di un progetto organico di interventi finalizzati alla tutela dell’ambiente e al risparmio energetico.

6.6 Filiera formazione-ricerca-innovazione tecnologica
Operare in un’ottica di filiera è una scelta strategica fondamentale affinché la formazione, primo anello della filiera, abbia effetti ampi e diffusi sul territorio. A partire dalla scuola dell’infanzia: occorre proseguire nel sostenere quelle politiche che hanno prodotto buoni risultati, così come attestato, ad esempio, dalle percentuali di copertura dei servizi alla prima infanzia, che nei nostri comuni hanno già raggiunto e in tali casi superato gli obiettivi fissati dalla conferenza di Lisbona per l’Europa del 2010. Il sapere che le nostre Istituzioni culturali, i nostri centri di ricerca e poli universitari generano, spesso con vere e proprie punte d’eccellenza, rappresenta un patrimonio da mettere in rete e a disposizione del territorio.

6.7 Cultura per il territorio: una politica trasversale a tutti i settori della pubblica amministrazione
La cultura per il nostro territorio, rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo economico. I dati ci mostrano che a Firenze abbiamo un PIL culturale procapite tra i più alti del mondo. Una ricchezza che dobbiamo al turismo e più in generale ai consumi culturali, capace di produrre occupazione e lavoro per
migliaia di persone.
• La cultura è, altresì, parte integrante e insostituibile di un moderno sistema di welfare ed è una questione che investe ambiti quali la mobilità, l'urbanistica, l'assetto del territorio, la tutela e la valorizzazione del paesaggio nonché la sicurezza pubblica. La dimensione Metropolitana. Il principio della leale collaborazione troverà applicazione anche nei rapporti con le diverse Amministrazioni comunali, con la Regione toscana e sarà la base su cui fondare un proficuo rapporto di collaborazione e condivisione di progetti di dimensione metropolitana con le province della, cosiddetta, area vasta (Firenze, Prato, Pistoia).
La necessità di operare politiche di sistema, di costituire reti e servizi di dimensione metropolitana che coinvolgano, oltre le associazione e le istituzioni culturali, i nostri centri di ricerca, i poli universitari, i centri di formazione si profila come una priorità. Agire in questa direzione consente, infatti, di mettere in atto
economie di scala, quindi di impiegare meglio le risorse disponibili, di svolgere una più efficace comunicazione, quindi di favorire l'accesso alla cultura e, in generale, di operare su un piano di maggiore efficienza ed efficacia in ordine alla produzione, alla valorizzazione dei beni e alla fruizione culturale.
La valorizzazione dei beni culturali e l’accesso alla cultura. La Provincia di Firenze opererà perché i beni, entro l’ambito di una ragionevole salvaguardia, e le attività culturali siano patrimonio disponibile a tutti i cittadini a fini di conoscenza e di godimento. Ciò secondo il principio per cui il governo del patrimonio culturale si dispiega lungo una precisa filiera logica: conservare per tramandare, tramandare per fruire, fruire per crescere. In questo quadro sarà dunque avviato un percorso che porti alla valorizzazione del Parco di Villa Demidoff a Pratolino, del sistema diffuso delle Ville Medicee, della ricca rete dei musei e dei teatri “minori” e sarà predisposto un piano di recupero del Parco storico delle Cascine di Firenze, inserito in un più ampio progetto di valorizzazione del Parco Fluviale dell'Arno e del suo bacino.
In quest’ottica sarà fondamentale il recupero e la ristrutturazione del complesso di Sant’Orsola, caratterizzandolo con funzioni pubbliche e così contribuendo con un altro importante tassello alla riqualificazione del centro storico fiorentino. La Provincia di Firenze opererà altresì perché un’offerta culturale diffusa raggiunga più facilmente i cittadini; perché questa sia diversificata e capace di
superare l’ostacolo costituito dalla diversa formazione culturale delle persone e superi il discrimine prodotto dalla diversa capacità di mobilità e di disponibilità economica dei singoli.
Per questo si realizzerà una card cultura metropolitana giovani, che utilizzando la rete, oltre ad offrire agevolazioni economiche, svolga la funzione di strumento di comunicazione e promozione; si promuoverà un piano unificato per l'accesso alla cultura rivolto alle fasce anziane della popolazione e si creerà un grande centro di digitalizzazione di documenti, archivi e biblioteche, facilmente raggiungibile e trasferito on-line. La Provincia di Firenze si impegnerà a promuovere musei e parchi della Memoria per ricordare il sacrificio di tanti cittadini che hanno lottato per la libertà e contro il nazifascismo.
Contemporaneità. La promozione dello sviluppo della cultura passa anzitutto attraverso la ricerca scientifica, la produzione contemporanea di arte, musica, teatro, danza, cinema e ogni altra forma di espressione artistica. La Provincia di Firenze in virtù di ciò attuerà politiche di sostegno alla produzione
artistica e culturale contemporanea. La formazione e l'autoformazione possono giocare un ruolo fondamentale nel favorire l'espressione e la manifestazione delle energie creative presenti sul nostro territorio e quindi riproporre la Provincia di Firenze al centro del tema della contemporaneità.
A tale scopo la Provincia di Firenze costituirà un Centro di formazione e autoformazione culturale. Questo sarà uno spazio delle opportunità, in cui prevedere residenze per artisti, spazi espositivi e dedicati alle performance; in cui la formazione non imporrà contenuti ma offrirà alla creatività l'occasione di
riempire uno spazio vuoto, privo di contenuti precostituiti. Le risorse. La Provincia di Firenze, oltre ad investire adeguate risorse pubbliche, attuerà una politica della comunicazione e dell’informazione che sottoporrà all’attenzione di un nuovo mecenatismo i progetti culturali capaci di catalizzare interesse. Nell'ambito di un interesse pubblico condiviso predisporrà le condizioni per cui la comunità civile e il cittadino siano al centro e protagonisti di un modello di sviluppo e siano protagonisti di un sistema di promozione della cultura nel nostro territorio.
In questo senso un’ampia e qualificata offerta culturale, nonchè la creazione di “importanti eventi culturali”, può produrre valore aggiunto sull'intero sistema e rispondere alla necessità di un rinnovamento dell’immagine del nostro territorio. Su questa base, l’idea di realizzare un Grande Maggio Fiorentino, che affonda le proprie radici in un passato storico prestigioso e che oggi potrebbe proiettarsi
legittimamente in una dimensione in cui al centro vi sia la contemporaneità, la creatività e l’innovazione, sarà la base su cui aprire un confronto con i comuni e tutte quelle energie e realtà culturali che già oggi operano ed offrono un servizio ed un prodotto culturale di qualità.
Un patto con il mondo della cultura. Il “mondo della cultura” sono le migliaia di persone che ogni giorno insegnano, studiano, scrivono, leggono, producono studi e ricerche, aprono le biblioteche, organizzano le mostre, organizzano concerti, fanno funzionare i musei, restaurano le opere d’arte e di architettura, le catalogano, danno vita ai teatri, proiettano film, suonano, cantano, recitano...Loro possiedono le competenze grazie alle quali il sistema funziona e si riproduce, è il loro lavoro che lo fa vivere.
Con loro la Provincia di Firenze parlerà, disegnerà insieme un percorso che richiederà reciproco impegno e lavoro per perseguire obbiettivi comuni come la sfida dell’innovazione e, sempre insieme, tradurre i valori di cui sono portatori in pratiche per la crescita culturale, per la tutela del patrimonio, per lo sviluppo
“compatibile” con la salvaguardia dell’ambiente, dei beni, dei paesaggi. L'idea di un patto con il mondo della Cultura si tradurrà pertanto, sin dall'inizio della legislatura, nell'attivazione di un FORUM METROPOLITANO (FIRENZE-PRATOPISTOIA- EMPOLI) SULLA CULTURA. Esso sarà un forum permanente che, oltre a produrre i risultati positivi del confronto, risponderà alla volontà dell'Amministrazione provinciale di attuare un modello di governo partecipato e trasparente.

7. FORMAZIONE E LAVORO COME SISTEMA

In un momento di crisi economica e sociale come quello che stiamo vivendo la Provincia di Firenze deve impegnarsi per sostenere lavoratori e imprese che sono in prima linea a sopportare gli effetti della crisi. E’ necessario aumentare l’offerta di lavoro ma anche la qualità del lavoro cercando di sostenere le imprese e aiutare i lavoratori attraverso politiche attive per il lavoro, mirate anche all’occupazione femminile e a quella giovanile. Il lavoro deve rappresentare la possibilità di emancipazione e sostentamento dei cittadini e non può essere in alcun modo causa di morte, infortunio o malattia. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci al dramma delle morti sul lavoro.
E' ormai indispensabile che, accanto alla normativa vigente, già indebolita dall'azione del governo nazionale, l'amministrazione provinciale si doti di strumenti di prevenzione degli incidenti sul lavoro attraverso un capitolato etico sugli appalti, inserendo criteri stringenti in materia, informando e stimolando
costantemente i lavoratori e le imprese su questo drammatico tema.

7.1 Nuove opportunità formative per lo sviluppo delle competenze
Ci si pone l’obbiettivo di migliorare in quantità e in qualità le attività di formazione all’interno del territorio provinciale, che siano in grado di supportare, attraverso il miglioramento delle capacità professionali, sia i percorsi individuali di ricerca di lavoro e di inserimento o reinserimento lavorativo, nonché di crescita professionale e di carriera, sia i processi di sviluppo del sistema economico e produttivo tesi ad una riconversione profonda mirata a sostenere le sfide imposte dalla crisi. Gli interventi in questo ambito sono sostenuti con i finanziamento del Fondo Sociale Europeo, di provenienza comunitaria. La nuova programmazione del FSE è basata su obbiettivi di cambiamento che si vogliono ottenere, non più su misure mirate a determinate categorie di soggetti. Si parla infatti di adattabilità, di valorizzazione del capitale umano, di occupabilità, di inclusione sociale. Obiettivi fondamentali delle nuove strategie in tema di formazione professionale sono quelle volte a favorire la piena occupazione e la qualità del lavoro aumentando gli investimenti nel capitale umano e nella ricerca, l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese, lo sviluppo dell’imprenditorialità, l’integrazione e la coesione sociale, in un’ottica di lifelong learning e di perseguimento delle pari opportunità tra uomini e donne.
Da qui l’esigenza di sviluppare interventi che siano il più possibile flessibili e mirati sulla base della conoscenza più approfondita del mercato del lavoro e delle tendenze del mercato del lavoro.
La nuova programmazione rende necessaria una maggiore cooperazione e condivisione di obiettivi e progetti tra autonomie locali, autonomie scolastiche, parti sociali e altre componenti interessate allo sviluppo ed al miglioramento del sistema di istruzione, formazione e lavoro. A questo fine è necessario potenziare e strutturare più saldamente il rapporto tra i soggetti interessati.
La più efficace integrazione tra formazione professionale e servizi per l’impiego, con la loro azione di politiche attive per il lavoro, viene ricercata e realizzata attraverso l’azione concertata con le parti sociali e viene supportata dalle informazioni provenienti dall’Osservatorio del Lavoro e delle Competenze e dai
Centri per l’Impiego. Attraverso “azioni di sistema” vengono svolti studi, ricerche ed interventi sperimentali finalizzati ad una miglior conoscenza dei processi di sviluppo del sistema socio-economico e produttivo locale, in modo da migliorare l’efficacia della programmazione provinciale. Azioni specifiche rivolte
all’empowerment femminile devono inserirsi in modo mirato nelle politiche di inclusione formativa e professionale. Anche il Circondario si è dotato di un proprio “Osservatorio” sul mercato del lavoro, che rappresenta uno strumento di rilevazione ed elaborazione dei dati a disposizione dei decisori locali per migliorare la capacità di governance del territorio, analizzando l’andamento del mercato del lavoro locale, le dinamiche congiunturali e settoriali, assicurando così al territorio un monitoraggio costante delle dinamiche economiche e sociali. La fonte dati è rappresentata dalla banca dati delle comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro privati e pubblici dei Centri per l’impiego. Nel portale www.empolese-valdelsa.it è inoltre presente una sezione dedicata (http://lavoro.empolese-valdelsa.it/osservatoriolavoro/), nellaquale il Centro per l’impiego di Empoli, a partire dal 2009, pubblicherà statistiche trimestrali e annuali relative ai dati degli iscritti ai Cpi, alle comunicazioni di avviamento per tipologia contrattuale e delle comunicazioni di cessazione dal tempo indeterminato: la pubblicazione periodica dei dati statistici sul mercato del lavoro rappresenta un considerevole sforzo per i servizi per l’impiego e non ha riscontri presso altre Province della Regione Toscana.

7.2 Nuovi servizi per il mercato del lavoro
Le competenze della Provincia nel campo delle politiche attive del lavoro si sono esplicate attraverso la rete dei 20 Centri per l’impiego che rappresentano nel territorio provinciale qualificati centri di servizi per l’occupabilità, rivolti a cittadini e imprese per migliorare quantitativamente e qualitativamente l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Serve un nuovo impulso ai Centri per l’impiego per aiutare i cittadini a inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro; per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro compreso un servizio di studio dei fabbisogni aziendali; per introdurre politiche mirate all’inserimento delle donne e dei giovani nel mercato del lavoro.
Soprattutto per le fasce più deboli di donne e giovani è necessario mettere a disposizione un servizio di orientamento e accompagnamento alle scelte di assoluta qualità. Per quanto riguarda i servizi alle persone al fine di aumentare il tasso di occupazione contrastando gli squilibri tra domanda e offerta di lavoro si ricorda:
• Sportello Novolab. Sportello per il lavoro istituito presso il Polo universitario delle scienze sociali di Novoli. Si pone come punto di informazione, formazione e orientamento fra mondo del lavoro, società della conoscenza e territorio. Intercettando principalmente un’utenza di laureati lo sportello Novolab può portare un importante arricchimento nei servizi per il lavoro rivolti a giovani laureati e conseguentemente arricchire tutto il sistema.
• Carta Ila (Individual Learning Account) strumento che è già in via di sperimentazione per favorire e promuovere la formazione degli individui lungo tutto l’arco della vita. Si tratta di una carta di credito prepagata che permette di ricevere un contributo a copertura dei costi sostenuti per l’attività formativa.
Accanto a questi si devono prevedere innovativi servizi alle imprese mediante la valorizzazione delle risorse umane. Occorre sviluppare l’imprenditorialità e sostenere lo sviluppo locale mediante interventi finalizzati a creare nuova occupazione avvalendosi della formazione e incentivando il lavoro non dipendente.

8. SVILUPPO DELLE ATTIVITA' ECONOMICHE

Di fronte a uno scenario di grandi difficoltà ed incertezza, sentiamo il bisogno di dare risposte certe e concrete agli operatori dei vari settori produttivi e ai cittadini. Intendiamo promuovere il nostro sistema imprenditoriale nel mondo, ma anche attrarre risorse e investimenti sul territorio. Si tratta, perciò, di individuare alcuni obiettivi strategici e di promuovere l’innovazione e lo sviluppo del sistema economico provinciale sulla base di accordi e programmi con i Comuni e con tutti gli attori presenti sul territorio provinciale. Nel complesso, ci troviamo in una situazione di carenza di risposte da parte del livello nazionale e dobbiamo quindi fare ogni sforzo, a livello locale, per incrementare l’innovazione in tutti i settori della nostra economia, perché è proprio l’innovazione il fattore imprescindibile per la sopravvivenza e per il rilancio competitivo del nostro sistema produttivo.

8.1 Semplificazione, accesso al credito e alle nuove tecnologie
Innovazione significa anche continuare, come si sta già facendo, a sperimentare, attivare ed implementare servizi integrati e in rete utili alle imprese e alla collettività: la Provincia deve diventare sempre più un’istituzione vicina alle aziende, favorendo gli strumenti che permettano una maggiore accessibilità, la semplificazione e sburocratizzazione delle procedure, la garanzia di tempi brevi e certi nel rilascio di autorizzazioni o concessioni, tempi e modi che molte volte oggi in Italia e anche sui nostri territori sono un impedimento allo sviluppo. In questa logica, si verificherà la possibilità di realizzare uno Sportello Unico Provinciale per tutta una serie di pratiche autorizzatorie di competenza della Provincia in varie materie a partire da quelle ambientali. Si intende inoltre sostenere i Comuni nel potenziare e sviluppare ulteriormente l’esperienza positiva dei SUAP, partendo dal monitoraggio dell’effettiva efficienza del servizio allo scopo di migliorarlo ulteriormente. Si potrà realizzare una maggiore integrazione territoriale e funzionale degli Sportelli Unici nell’ottica della “sussidiarietà orizzontale” tra Comuni, Camera di Commercio, altri enti pubblici, ordini, collegi dei professionisti e associazioni di categoria. Si potranno inoltre attuare utili sinergie con i Centri per l’Impiego della Provincia presenti nelle varie aree del territorio provinciale. Per innovare occorre rimuovere anche altri ostacoli. La diffusa difficoltà nella concessione del credito nei confronti di chi vuole scommettere sul proprio futuro, attraverso progetti di natura culturale o imprenditoriale, è alla base dell’immobilità sociale che caratterizza il nostro Paese. Di questo problema ne soffrono oggi in special modo le giovani generazioni, ma anche in generale moltissime piccole e medie imprese. Dobbiamo farci portatori di questa necessità, rigenerando un patto che coinvolga le istituzioni regionali e locali, i soggetti erogatori del credito, il mondo cooperativo e tutte le parti economiche e sociali, affinché la qualità e le progettualità di coloro i quali hanno ancora tutta una vita dinanzi, ma più in generale di tutti coloro che cercano di portare avanti una attività imprenditoriale, possano emergere e contribuire al miglioramento del capitale umano nel nostro territorio e quindi allo sviluppo locale. In questa ottica, si potrà valorizzare ulteriormente la collaborazione con l’IRPET, con l’Osservatorio regionale sul credito e verificare il contributo della Provincia nell’attuazione del “Protocollo d’intenti tra Regione, Province, Unioncamere e Camere di Commercio toscane relativo all’accesso al credito per le piccole e medie imprese nell’ottica di Basilea 2”.
Dell’innovazione per il sostegno dello sviluppo socioeconomico fanno parte anche gli interventi per la riduzione del “digital divide”, con un ruolo importante delle reti telematiche territoriali. Occorre per questo valorizzare il progetto di infrastrutturazione del territorio provinciale realizzato dalla Provincia mediante la tecnologia della “banda larga” wireless in collaborazione con le Comunità Montane del Mugello e della Montagna Fiorentina e con la Regione Toscana, sviluppandovi tutti i servizi che possono migliorare la qualità della vita dei cittadini e la competitività delle imprese, con particolare riguardo ai territori più marginali o con maggiori problemi di accessibilità e mobilità. Un ruolo importante in questo senso potrà essere giocato anche dalle tecnologie dell’”infomobilità” che dovranno essere sviluppate e applicate massicciamente nei prossimi anni in collaborazione con i Comuni del territorio, a partire dal Comune di Firenze, e con importanti centri di ricerca nazionali e internazionali. Sul territorio dell’Empolese-Valdelsa, il Circondario ha diretto e pressoché concluso il progetto “Banda Larga nelle aree industriali e artigianali” cofinanziato da Publiservizi s.p.a. La connessione veloce tra i Comuni e le aree industriali consentirà benefici fondamentali in termini di marketing territoriale e di velocità di creazione d’impresa.
Inoltre, le aree rurali del Circondario Empolese Valdelsa saranno interessate dal progetto “Banda Larga” che l’A.T.S. CONNOI, con capofila Publicom s.p.a., si è recentemente aggiudicato. Le politiche attuate hanno annullato il numero dei Comuni in situazione di divario digitale e ridotto soltanto al 3% la percentuale di cittadini in difficoltà.

8.2 Poli dell’innovazione
Sulla base dell’obiettivo strategico di favorire un forte investimento sull’innovazione, capace di fare incrementare la competitività, diventa di grande rilevanza la scommessa sullo sviluppo di tutti gli strumenti, materiali e immateriali, che possono andare in questa direzione. Per questo la Provincia potrà investire ulteriormente nel sostegno alla nascita di veri e propri “poli dell’innovazione”, luoghi dove si la ricerca di base e quella applicata universitaria e più in generale dei centri di ricerca si incontrano con le esigenze di innovazione del mondo produttivo. Luoghi e momenti dove le collaborazioni tra mondo pubblico e mondo privato della ricerca e del trasferimento tecnologico si moltiplicano, incrociando i bisogni di crescita degli imprenditori e dei lavoratori. Va in questa direzione ed è quindi da sostenere e implementare il “Sistema
fiorentino degli Incubatori di impresa” (Sesto Fiorentino, Firenze-Brozzi, Mugello-Pianvallico, ecc. .)(ALLARGANDO L’ESPERIENZA AL CIRCONDARIO EMPOLESE), in collaborazione con la Regione Toscana, i Comuni, le Comunità Montane, l’Università degli Studi di Firenze e con tutte le altre istituzioni locali
interessate. L’obiettivo è quello di favorire le condizioni per la nascita di nuove imprese in grado di incrementare il livello della tecnologia nel sistema industriale fiorentino e di consentire la localizzazione delle nuove imprese nell’ambito dei nostri sistemi economici locali.
Una particolare attenzione va dedicata al Polo scientifico e tecnologico di Sesto Fiorentino. La presenza dell’insediamento universitario, del nuovo incubatore d’impresa e la partecipazione di una pluralità di enti locali, ne fanno un’occasione di reindustrializzazione imperdibile, soprattutto nell’ottica dell’economia d’eccellenza che ha sempre caratterizzato quest’area e che va perseguita attraverso una strategia coordinata di natura urbanistica, finanziaria, infrastrutturale e di marketing territoriale per l’attrazione di nuovi investimenti privati. L’approdo può essere quello della creazione di un vero e proprio distretto tecnologico. In questa stessa direzione sta operando anche il Circondario Empolese Valdelsa, specialmente dopo che il Polo Universitario di Empoli, presente con diversi corsi di Laurea, sta registrando un vero e proprio processo di reale radicamento. La Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione, che vede come soci fondatori, oltre all'Università di Firenze che l'ha promossa, le Province e le Camere di Commercio di Firenze, Prato e Pistoia, può rappresentare uno strumento propulsivo fondamentale per il trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca al sistema produttivo nell’area vasta metropolitana. Tra i primi scopi della Fondazione vi è infatti quello di mettere in rete le esperienze più vitali della nostra area creando un sistema che rappresenti nel migliore dei modi il know how, la qualità della ricerca e della vita del nostro territorio. La Provincia di Firenze, potrà sostenere le attività e i progetti della Fondazione, con particolare riguardo ai progetti di ricerca che dimostrino un impatto positivo per lo sviluppo economico locale, al fine di incrementare e valorizzare i rapporti tra ricerca e territorio, quindi di favorire lo locale.

8.3 Marketing territoriale e promozione del territorio
Per innovare, per sviluppare la competitività dei nostri sistemi economici locali, è necessario attrarre continuamente nuovi investimenti anche dall’estero. Il marketing territoriale è uno degli obiettivi strategici per eccellenza, per il quale la Provincia può assumere una funzione di regia e coordinamento delle iniziative
volte all’attrazione di investimenti sul territorio. L’Amministrazione provinciale, in collaborazione con la Regione Toscana (Toscana Promozione), la Camera di Commercio, il Comune di Firenze e gli altri Comuni, contribuirà a mettere in rete e a valorizzare tutte le varie singole iniziative attivate per rilanciare l’immagine di Firenze nel mondo come capitale del “fare” e del “saper fare”, proporre con forza sul mercato internazionale l’immagine di un sistema produttivo caratterizzato da un alto contenuto tecnologico, lavorare su specifiche filiere produttive, oltre che porre in evidenza la provata capacità della società locale nel tutelare e sviluppare know how tradizionali.
La Provincia potrà inoltre sviluppare proprie iniziative dirette alla ricerca in Italia e nel mondo di istituzioni pubbliche e private e di soggetti imprenditoriali che possano realizzare investimenti di natura produttiva o comunque di valorizzazione del nostro territorio, evitando quelli di natura meramente immobiliare.
La Provincia potrà inoltre sostenere, ma in modo selettivo, le iniziative di promozione territoriale proposte da altri Enti, nell’ambito di un comune piano e percorso volto a promuovere le diverse aree del territorio provinciale per attrarre nuovi investimenti ma anche per esportare i prodotti e i progetti imprenditoriali locali, anche monitorando e partecipando ai bandi regionali di cofinanziamento alle iniziative di marketing.

8.4 Sviluppo economico intersettoriale
Partendo dall’assunto che lo sviluppo economico è trasversale e funzionale a moltissime della politiche pubbliche che può mettere in opera la Provincia, si dovranno definire e realizzare utilmente alcuni progetti integrati di sviluppo economico intersettoriali, che ad esempio sviluppino delle sinergie anzitutto tra
gli interventi per la formazione professionale, quelli per il lavoro e quelli per la semplificazione, per la ricerca e l’innovazione, ma poi anche con settori apparentemente più distanti come l’ambiente, la mobilità, le infrastrutture, la difesa del suolo, l’agricoltura, ecc. Accanto a questa impostazione fortemente intersettoriale, si potrà attuare il sostegno, in modo selettivo, ad alcune iniziative settoriali, come quelle che potranno essere sviluppate in relazione al “Protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Comuni e Province per l’attuazione della terza fase della gestione integrata dell’innovazione nel settore toscano del legno, mobile e arredamento” o al Protocollo di intesa per il progetto “Filiera della camperistica”. La Provincia può e deve giocare anche un altro ruolo, altrettanto strategico per lo sviluppo complessivo del territorio. Riteniamo,infatti, che il rilancio dell’economia sia soprattutto il rilancio di un intero sistema che passa attraverso la qualità e l’innovazione e attraversa i settori più strettamente produttivi ma anche la cultura e il turismo, in un territorio - come quello fiorentino - in cui questi aspetti sono stati sempre indissolubilmente legati. Per questo la Provincia vuole tentare di continuare ad investire nel campo di alcune partecipazioni altamente qualificate, ed in particolare sostenere e collaborare attivamente alla “Fondazione Palazzo Strozzi”, così come entrare e contribuire a sviluppare le attività della “Fondazione Città del Restauro”. È in questi strumenti, che valorizzano il patrimonio culturale e lo rendono produttivo, che vediamo, infatti, dei possibili volani di sviluppo legati alle peculiarità del nostro territorio, e quindi
particolarmente adatti a favorirne una dimensione internazionale e realmente competitiva sul mercato mondiale.

9. IL TURISMO E LA SUA QUALITA' COMPETITIVA

Si deve promuovere e attuare un’idea del turismo intesa come risorsa economica, sociale e culturale, nella convinzione che nessuna delle tre caratteristiche prescinda dall’altra.
La qualità dell’accoglienza, la capacità di attivare grandi eventi culturali sono capisaldi dell’azione in questo settore. Promuovere e produrre cultura sul nostro territorio vuol dire, infatti, anche valorizzare il paesaggio e le tradizioni, il patrimonio delle città come dei piccoli centri, le competenze professionali e persino i centri di ricerca e l’Università. Si punterà a migliorare l’offerta turistica e la sua comunicazione, sviluppando forme di turismo capaci di portare benefici a tutte le parti interessate (turisti, imprese, cittadini).
L’ottica è, quindi, quella di un approccio integrale del turismo, in un rapporto dinamico tra le sue principali componenti. Dovranno essere identificate specifiche azioni di comunicazione rivolte al turismo d’arte e cultura, al turismo d’affari, al turismo congressuale, al turismo per i bambini e le famiglie, al turismo di studio e scolastico, al turismo del gusto -enogastronomia, produzioni tipiche, artigianato -, al turismo naturalistico e del benessere, ed infine all’accoglienza per turisti con bisogni speciali. Si intende, inoltre, proseguire nell’integrazione di tutti gli elementi dell’offerta turistica provinciale, puntando a costruire un vero e proprio sistema. Ci si riferisce qui, in particolare, allo sviluppo del sistema turistico commerciale e alla diffusione delle produzioni tipiche agroalimentari e artigianali, per i quali è necessaria una effettiva sinergia fra i diversi settori impegnati nella promozione del turismo e del territorio.
Questi sono anche i contenuti del progetto di Promozione Turistica per l’area del Circondario Empolese Valdelsa, predisposto dal Circondario sulla base dell’art. 3 del già richiamato “Protocollo aggiuntivo”, fra Provincia e Circondario. Detto Piano è stato approvato dalla Giunta del Circondario Empolese Valdelsa,
discusso ed approfondito dalla propria Assemblea, presentato in occasione di una pubblica conferenza aperta ai più diversi soggetti interessati e dunque inviato alla Provincia perché sia inserito all’interno del più generale Piano di livello provinciale. Sportello Turismo. Un altro punto fondamentale è l’organizzazione e la qualificazione del sistema di informazione e accoglienza turistica, attraverso il sostegno ai Comuni per la predisposizione di una rete coerente di uffici e di altrettanto coerenti standard di servizi. Si possono impiegare i Centri per l’impiego per attivare una rete di sportelli finalizzati a migliorare l’accoglienza turistica, ambito che costituisce un settore strategico di sviluppo.

10. SVILUPPO DI UN WELFARE COMUNITARIO E SOLIDALE 

È sempre più necessario a livello locale guardare alla propria comunità ed al proprio territorio con gli occhi aperti sul mondo, con la consapevolezza che i grandi squilibri e le disuguaglianze che affliggono il nostro pianeta, non solo non sono più tollerabili, ma ci riguardano direttamente.
Combattere gli squilibri, i conflitti e la povertà globale non è soltanto un obbligo morale, ma una necessità per costruire un mondo più stabile, pacifico, equo ma anche prospero e produttivo. Occorre essere consapevoli che la partecipazione agli Obiettivi del Millennio indicati dalla comunità internazionale, dalla lotta contro la povertà all’affermazione dei diritti umani, costituisce per ciascuna comunità una responsabilità obbligata e imprescindibile. Ed occorre comunicare e trasmettere questa consapevolezza ai cittadini, far comprendere come più che mai nel mondo globalizzato il mancato sviluppo dei paesi poveri produce effetti anche sul nostro mondo generando crisi internazionali, guerre e sempre più massicci flussi migratori. La politica l’impegno per lo sviluppo deve essere una competenza condivisa che coinvolge tutti i livelli di governo, dall’Europa fino alle nostre istituzioni locali. Per questo motivo riteniamo fondamentale che gli enti locali della nostra area metropolitana promuovano interventi di solidarietà e cooperazione internazionale e si impegnino attivamente nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione di percorsi di pace, valorizzando la diplomazia delle città per la promozione della legalità, della giustizia internazionale e della democrazia.

>>>>> Torna alle scelte rapide