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Presidenti

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Note biografiche

L.G. De Cambray Digny

Luigi Guglielmo De Cambray Digny (1820-1906)

Fu una delle figure più eminenti del moderatismo toscano e autorevole politico per tutta la seconda metà del XIX secolo. Per decenni, nel periodo che va dal 1846 al 1906, fu, con qualche interruzione, sindaco di San Piero a Sieve. Sindaco di Firenze dal 1865 al 1867. Consigliere provinciale ininterrottamente dal 1860 al 1906. Primo Presidente del Consiglio compartimentale, confermato per tutto il periodo di esistenza di questo organo. Nel 1868 fu eletto Presidente della Provincia ma vi rinunciò (verrà sostituito da Ubaldino Peruzzi) per la concomitanza di impegni politici a Roma (era stato nominato nel 1867 Ministro delle Finanze nel governo retto da Menabrea).
Eletto nuovamente Presidente della Provincia, tenne la carica dal 1870 al 1877. Partecipò sempre attivamente all'attività della Provincia come membro delle più importanti commissioni consiliari e come rappresentante in organismi cittadini. Fu vicepresidente del Senato nel 1871/72 e da allora per 33 anni membro della Commissione permanente di finanza.
Esperto di attività agrarie (si dedicò assiduamente alla gestione delle sue aziende agrarie, nel Mugello) e fra i più stimati conoscitori di finanza pubblica, fu tipico rappresentante di quei moderati che dalla Toscana granducale, dalla quale erano partiti, fecero sentire per decenni la loro influenza sulla vita del nascente stato unitario italiano.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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u. peruzzi

Ubaldino Peruzzi (1822-1891)

Insieme a Bettino Ricasoli, al quale lo legarono anche rapporti di parentela, fu il più autorevole di quei moderati toscani che, specialmente negli anni immediatamente successivi all'Unità d'Italia, ebbero un ruolo preminente nella vita politica nazionale. Membro del Parlamento toscano nel 1848, deluso nelle speranze che inizialmente aveva riposto nel Granduca Leopoldo Il, quando questi abolì la Costituzione fu guadagnato alla causa unitaria e nel 1859 fece parte del Governo provvisorio di Toscana. Ministro dei Lavori Pubblici con Cavour (1860-1861) e con Ricasoli (1861-1862) diventò poi Ministro degli Interni nel Governo Minghetti (1863-1864). Fu proprio durante questo periodo che venne impostata la Legge Comunale e Provinciale che poi sarebbe stata approvata nel 1865, quando Peruzzi aveva già lasciato il Ministero.
Nel Consiglio provinciale entrò nel 1865 e vi rimase senza interruzioni fino alla morte. Presidente della Provincia dal 1865 al 1870, partecipò attivamente alla vita del Consiglio provinciale come membro di molte Commissioni. Fu Sindaco di Firenze dal 1870 al 1878.
Da ricordare che nella casa dei Peruzzi di Borgo dei Greci (anche se la sua dimora preferita era la villa dell'Antella dove morì) per iniziativa della moglie, la «Signora Emilia», ebbe vita il «salotto rosso» che fu frequentato assiduamente da personaggi come Edmondo De Amicis, Ruggero Bonghi, Giovan Battista Giorgini, Marco Tabarrini, Leopoldo Galeotti, Adriano Mari, Isidoro del Lungo, Renato Fucini, Cesare Alfieri e tanti altri intellettuali del tempo.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Ferdinando Andreucci (1806-1888)

Illustre avvocato e noto studioso di diritto, si schierò con i moderati in occasione delle vicende del 1848 e con essi partecipò al Governo come Ministro della Pubblica Istruzione. Nel 1859, all'Assemblea Toscana nella quale era stato eletto deputato, fu relatore sulla proposta di dichiarazione di decadenza della dinastia dei Lorena e sul progetto di annessione della Toscana al Piemonte. Fu poi Deputato dal 1860 al 1871 e Senatore del Regno d'Italia dal 1871.
Fece il suo ingresso nel Consiglio Provinciale nel 1863 dove rimase fino alla morte. Vice Presidente del Consiglio Provinciale nel 1870-1871 e dal 1874 al 1877, nel 1878 fu nominato Presidente della Provincia e rimase in quella carica fino al 1888.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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tommaso corsi

Tommaso Corsi (1814-1891)

Avvocato, iniziò la carriera forense sotto la guida di Vincenzo Salvagnoli. Fu Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e del Circolo giuridico fiorentino.
Partecipò alle lotte risorgimentali e nel 1849, dopo la restaurazione lorenese, prese le difese del Guerrazzi, accusato di delitto contro lo Stato. Consigliere e amico di Bettino Ricasoli, dopo la pacifica rivoluzione del 27 aprile 1859 fu Prefetto di Firenze.
Eletto Deputato del nuovo Parlamento unitario, fu chiamato dal Cavour a partecipare al primo Governo del Regno inizialmente come Ministro senza portafoglio e poi, dal luglio 1860, come Ministro dell'Agricoltura Industria e Commercio. Da sottolineare che il Corsi fu il primo toscano ad assumere la carica di Ministro del Regno d'Italia. Nel 1873 fu nominato Senatore.
Nel Consiglio Provinciale entrò nel 1863. Fu Vice Presidente della Provincia negli anni 1872-1873, 1878-1887, 1889-1890 e Presidente negli anni 1888/1889.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Paolo Onorato Vigliani (1814-1900)

Magistrato, molto legato a Cavour, fu Pubblico Ministero e Procuratore Generale della Corte di Genova e, successivamente, Commissario del Re per la Lombardia subito dopo l'unificazione del Regno. Rifiutò la carica di Ministro offertagli da Cavour e ritornò alle sue funzioni di Magistrato. Nel 1860 fu nominato Senatore. Nel 1865, con Firenze capitale, divenne Presidente della Suprema Corte di Cassazione. Nel 1870 fu nominato Ministro di Stato, nel dicastero di Grazia e Giustizia.
Come Magistrato godette di notevole fama anche internazionale tanto da essere chiamato a presiedere un tribunale internazionale per definire una questione sorta tra il Bey di Tunisi e una società privata italiana, e da essere nominato dall'Inghilterra e dal Portogallo giudice arbitrale per una controversia sorta fra le due potenze sulla delimitazione di un confine dei loro possedimenti nell'Africa meridionale.
Nel 1889 fu eletto Consigliere Provinciale. In precedenza era stato anche consigliere comunale.
Nominato Presidente della Provincia nel 1889 mantenne la carica fino al 1896. Nel 1890 non accettò la carica di Sindaco di Firenze.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Piero Puccioni (1833-1898)

Commissario del governo provvisorio della Toscana a Siena e Grosseto nel 1859, insieme a Leopoldo Campini e Carlo Fenzi fondò, nello stesso anno, il quotidiano fiorentino «La Nazione». De «La Nazione» il Puccioni fu anche Direttore dal 1860 al 1865.
Avvocato di fama, (dal 1897 fu anche Presidente dell'Ordine degli Avvocati) deputato al Parlamento (1865-1882), Senatore del Regno dal 1886, entrò nel Consiglio Provinciale nel 1865 e vi rimase, salvo un intervallo di dieci anni dal 1873 al 1883, fino alla morte.
Rappresentò la Provincia in diversi enti e fu autorevole membro di varie Commissioni consiliari.
Presidente della Deputazione provinciale dal 1889 al 1892, Vice Presidente del Consiglio Provinciale negli anni 1893-1895, nel 1896 fu eletto Presidente e rimase in carica fino al 1898.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Tommaso Corsini (1835-1919)

Per nascita (apparteneva al nobile casato dei Corsini), per censo (proprietario di vaste zone terriere), per capacità imprenditoriali (fu, tra l'altro, fondatore e Presidente della «Fondiaria»), per doti personali (anche gli avversari politici riconoscevano la sua dirittura morale), il Principe Tommaso Corsini fu una delle figure più autorevoli della vita politica amministrativa ed economica toscana per oltre cinquant'anni.
Deputato al Parlamento dal 1865 al 1882 e Senatore del Regno dal 1882, partecipò attivamente anche alla vita amministrativa locale. Nel 1865 successe a Guglielmo De Cambray Digny, cui lo legavano rapporti di parentela, nella carica di Gonfaloniere del Comune di San Piero a Sieve. Dal 1864 era membro del Consiglio Compartimentale per il distretto di Fucecchio e fu eletto al Consiglio provinciale sin dalla sua istituzione nel 1865, rimanendovi fino alla morte.
Dal 1883 al 1885 fu Sindaco di Firenze; eletto nuovamente Sindaco del capoluogo toscano nel 1900, si dimise dopo pochi giorni.
Vice Presidente della Provincia (1896-1897), ne divenne Presidente nel 1898 mantenendo l'incarico fino alla morte.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Gismondo Morelli Gualtierotti (1849-1923)

Deputato di Pisa e Pistoia per otto legislature, iniziò la sua attività politica a Pisa dove fu consigliere e assessore comunale, consigliere provinciale e presidente di varie organizzazioni locali.
Aderente al gruppo zanardelliano, alla Camera sedette al centro-sinistra e fu molto assiduo ai lavori parlamentari. Sottosegretario alle Poste e Telegrafi nel Gabinetto Giolitti dal 1903 al 1905, fu anche Ministro nello stesso dicastero nel Gabinetto Fortis del 1905.
Nel 1917 venne detto Vice Presidente della Camera.
Entrò nel Consiglio Provinciale nel 1908 e fu eletto Presidente della Provincia nel 1919.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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e. niccolini

Eugenio Niccolini (1853 -1939)

Proprietario terriero, marchese di Camugliano e Ponsacco, esponente della destra monarchica, Eugenio Niccolini in seguito al matrimonio con l'ereditiera Cristina Naldini del Riccio si trasferì a Prato. In questa città svolse gran parte della sua attività economica (fondò l'Associazione Agraria Pratese) e politica (fu sindaco di Prato dal 1898 al 1900).
Nominato senatore nel 1913, si occupò in particolare dei problemi agricoli e forestali, ai quali dedicò molto tempo della sua attività parlamentare. Entrò nel Consiglio Provinciale nel 1889 e ne fu Presidente nel 1920.




Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Luigi Frontini (1885-1937)

Avvocato, negli anni giovanili si iscrisse al partito repubblicano. Trasferitosi a Cesena nel 1908, diresse il periodico repubblicano "Il Popolo" e divenne segretario della locale associazione repubblicana. In seguito lasciò il partito repubblicano per iscriversi al partito socialista. Nel 1914 fu eletto, nelle liste socialiste, consigliere del Comune di Firenze e consigliere provinciale. Consigliere comunale per breve tempo, rimase sui banchi del Consiglio provinciale per tutto il periodo bellico. Nelle elezioni politiche del 1919 venne eletto deputato.
Eletto nuovamente consigliere provinciale nel 1920, fu presidente del Consiglio nel periodo 1921-1922.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Giovanni Pelli Fabbroni (1831-1933)

Discendente della famiglia Fabbroni, celebri patrizi originari di Pistoia divenuti poi Pelli Fabbroni in seguito all'adozione di Giovanni Fabbroni (illustre letterato vissuto dal 1752 al 1822) da parte del cav. Giuseppe Pelli Bencivenni, Giovanni Pelli Fabbroni fu eletto consigliere provinciale nel 1902. Anche il padre Giuseppe era stato consigliere provinciale dal 1862 al 1878.
Fabbroni entrò a far parte della Deputazione Provinciale nel 1905 e vi rimase fino al 1920 occupandosi soprattutto del settore della assistenza e beneficenza.
Dopo le elezioni amministrative del 1920, fu nominato Vice Presidente del Consiglio provinciale e rimase in carica fino al 1923. In seguito alle elezioni provinciali che si tennero in quell'anno assunse la carica di Presidente del Consiglio provinciale che occupò fino al 1925. Nel 1924 era stato nominato Senatore del Regno.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Angelo Gino Badiani (1877-1950)

Angiolo Gino Badiani (Angiolino nella vita pubblica) dopo aver seguito gli studi liceali al Cicognini di Prato, si laureò in giurisprudenza a Pisa nel 1898. Il padre, Giuseppe, era Segretario Generale del Comune di Prato.
Cattolico, politicamente di sentimenti monarchico-liberali, fece parte del Consiglio comunale pratese dal 1906 al 1919 e fu anche assessore agli affari legali.
Consigliere provinciale dal 1905 al 1908 e poi rieletto nel 1923, dal 1924 al 1925 fu Preside della Provincia di Firenze dal 1929 al 1934. Ebbe incarichi di dirigenza in moltissime istituzioni ed enti pratesi dalla Misericordia al Club Alpino, dalla Cassa di Risparmio (della quale fu Presidente dal 1935 alla morte) al Convitto Cicognini, dalla Biblioteca Roncioniana alla Croce Rossa.
Avvocato di una certa fama, ebbe anche interessi storico culturali (fu tra i fondatori della Società Pratese di Storia Patria della quale fu Presidente dal 1942) e scrisse numerosi articoli dì carattere locale sull'Archivio Storico Pratese, sulla "Patria" (periodico pratese), su "L'Osservatorio" (Rassegna del Comune di Prato) e sul Bollettino Diocesano Pratese.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Diego Sanesi (1902-1949)

Ragioniere, laureato in Scienze Sociali Economiche e Politiche, libero professionista, convinto fascista, Diego Sanesi divise la sua vita fra attività di partito e cariche amministrative. Al fascismo aderì nel 1921: fu componente del Direttorio del fascio di Prato, segretario politico del fascio di Figline, commissario straordinario dei fasci di Carmignano, Vaiano, Vernio, personaggio influente dei sindacati fascisti di Prato, segretario della Federazione fascista di Pescara, commissario della federazione fascista di Ascoli Piceno.
Come amministratore pubblico fu Podestà di Prato dal 1930 al 1934 e da quell'anno Preside della Provincia di Firenze che resse fino al 1942.
Nel dopoguerra si trasferì a Roma dove morì nel 1949.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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Giovanni Ginori Conti (1898-1972)

Fu tipico rappresentante della nobiltà fiorentina interessata alla vita economica del suo tempo. Laureatosi a Pisa in chimica pura nel 1922, entrò nell'industria creata della famiglia, la S.A. Boracifera di Larderello, della quale ricoprì dal 1939 al 1945 la carica di Vice Presidente e di Direttore Generale. Amministratore di numerosissime società industriali e bancarie, fra le quali la S.A. Vetro Italiano di Sicurezza, l'Ilva, la Saint Gobain, la S.p.A. Colorificio Romer di Firenze, la Valdarno, la Fondiaria, la Banca Commerciale Italiana, fu dal 1939 al 1944 Presidente dell'Unione Industriali di Pisa, dal 1940 al 1944 e dal 1950 al 1962 Presidente dell'Associazione Chimica Italiana, dal 1947 al 1970 Presidente della Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro.
Come amministratore pubblico fu dal 1933 al 1936 Podestà di Massa Marittima, dal 1936 al 1939 Vice Podestà di Firenze. Nel 1942 fu nominato Preside della Provincia di Firenze e rimase in carica fino al 1943. Dal 1959 al 1964 fu Presidente della Camera di Commercio Industria e Artigianato di Firenze.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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m.a. martini

Mario Augusto Martini (1884-1961)

Esponente del movimento cattolico sin da giovane, Mario Augusto Martini fu, nei primissimi anni del secolo scorso, presidente nazionale della FUCI. Fondatore della rivista Studium ed attivo nelle organizzazioni sindacali cattoliche, dopo la prima guerra mondiale costituì nel Mugello le prime Leghe bianche contadine. Eletto deputato, aderì all'Aventino dopo il delitto Matteotti, per poi tornare alla Camera a continuare dalla tribuna parlamentare la sua battaglia antifascista. Dopo le leggi eccezionali fasciste del 1926, Martini si dedicò alla professione forense. Radiato dall'albo dei procuratori legali per le sue idee, durante tutto il ventennio rifiutò di iscriversi alle organizzazioni fasciste. Nel 1942 entrò nel Comitato interpartitico di Firenze in rappresentanza dei cattolici. L'anno successivo, caduto Mussolini, collaborò con La Pira al periodico cattolico antifascista San Marco, in ciò spronato dal figlio Roberto che era diventato militante comunista e che si sarebbe distinto nella Resistenza.
Dopo l'armistizio Martini, con lo pseudonimo di Ingegner Onorati, fu attivo nel Comitato toscano di liberazione nazionale e provvide alla riorganizzazione clandestina della Democrazia Cristiana a Firenze. Quando la città fu liberata, Martini fu designato del CTLN membro della deputazione provinciale, che presiedette fino al 1945. Fu poi ambasciatore d'Italia in Brasile e consulente politico a Parigi per il trattato di pace. Rientrato a Firenze nel 1952, gli fu affidata la presidenza della Banca Toscana e della Casa editrice Le Monnier.

Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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m. fabiani

Mario Fabiani (1912-1975)

Nato a Empoli il 9 febbraio del 1912, operaio, attivista del Partito Comunista, rifugiato a Parigi, nel 1932 frequentò a Mosca l'Università leninista. Rientrato in Italia fu arrestato a Bologna nel 1934 e condannato a 22 anni di carcere. Ne scontò 9. Liberato nel 1943 fu ispettore delle Brigate Garibaldi e organizzatore di bande partigiane, di Gap e degli scioperi delle fabbriche fiorentine del 4 e 5 marzo 1944. Vicesindaco di Firenze con la Liberazione nella Giunta Pieraccini, fu poi il sindaco della Ricostruzione della città.
Eletto presidente della Provincia nel 1951 con le prime elezioni amministrative del Dopoguerra, lo restò fino al 1962, legando il suo nome alla rinascita democratica dell'ente. Fu poi membro degli organismi dirigenti nazionali del Pci e Senatore.


Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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e. gabbuggiani

Elio Gabbuggiani (1925-1999)

Presidente della Provincia di Firenze dal 1963 al 1970, si impegnò a fondo per la nascita della Regione. Come presidente dell'Unione regionale delle province toscane dette vita ai comitati per la costituzione del nuovo ente.
Presidente del consiglio regionale dal '70 per cinque anni, Gabbuggiani, fu poi sindaco di Firenze e in anni difficili per la politica e la società lanciò il "Progetto Firenze", che investì aspetti fondamentali della vita cittadina, dall'economia alla valorizzazione del patrimonio culturale alla pianificazione territoriale intercomunale e, ancora, ai servizi sociali e all'istituzione dei Consigli di quartiere.
Venne definito "Uomo del dialogo" e cercò di dare vigore all'intuizione del centrosinistra, che oggi torna attualissima, nell'incontro tra cultura laica e cattolica. Atteggiamento mantenuto anche durante la successiva attività parlamentare.
È stato infine negli ultimi anni della sua vita presidente dell'Istituto storico per la Resistenza in Toscana.

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l. tassinari

Luigi Tassinari (1929)











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r. ravà

Renzo Ravà










Notizie biografiche tratte dal volume "La Provincia di Firenze e i suoi amministratori dal 1860 a oggi", a cura di Simonetta Merendoni e Giorgio Mugnanini, Leo S. Olschki editore, Firenze 1996

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r. righi

Renato Righi










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o. conti

Oublesse Conti

Attivo nell'impegno politico e sindacale fin dal primo dopoguerra (Segretario Provinciale FIOM a partire dal 1958, membro degli organismi dirigenti del PCI provinciale e locale, Segretario della Sezione di Sesto Fiorentino dal 1966), poi Sindaco di Sesto fino al 1975.
Vicepresidente fino al 1982 e Presidente della Provincia fino al 1985 Poi presidente di "FiorentinaGas" dal 1987 al 1990, di Co.Re.Co Toscana dal 1993 al 2001. È attualmente vicepresidente della Fondazione "Utilitas" di Consiag spa.




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a. brasca

Alberto Brasca (1943)

Dirigente della Regione fino al 1980, consigliere comunale a Sesto Fiorentino dal 1975 al 1980, è stato eletto consigliere provinciale nel 1980 e dal 1981 al 1985 è stato assessore all'ambiente e poi alla programmazione e allo sviluppo economico. Presidente della Provincia dal 1985 al 1990.
Presidente dell'Unione delle Province italiane dal 1986 al 1991. Poi assessore allo sport del Comune di Firenze dal 1995 al 1999 e Presidente del Consiglio comunale dal 1999 al 2004.




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m. pieralli

Mila Pieralli (1932)

Impegnata dal 1950 al 1966 nel movimento giovanile comunista, responsabile provinciale della Commissione femminile. Dal 1966 al 1970 consigliere comunale a Firenze. Dal 1970 al 1980 consigliere provinciale a assessore alla pubblica istruzione, sport e formazione professionale e, nello stesso periodo, vicepresidente del Consiglio d'amministrazione dell'Opera universitaria di Firenze e successivamente membro del Consiglio d'amministrazione dell'Università di Firenze.
Dal 1980 al 1990 Sindaco di Scandicci. Dal 1981 al 1983 membro dell'Esecutivo dell'Associazione intercomunale fiorentina. Presidente della Provincia dal 1990 al 1995. Poi presidente della sezione toscana della Lega delle Autonomie e presidente del Comitato provinciale Anpi di Firenze.

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m. gesualdi

Michele Gesualdi (1943)

È stato uno dei primi sei allievi di Don Milani (sul quale ha curato varie pubblicazioni) ed ha prestato lui stesso servizio nella scuola di Barbiana dal 1966 al 1967. Dopo un'esperienza di studio e di lavoro in Germania ha iniziato una lunga carriera di impegno sindacale, che lo ha portato prima alla segreteria del Sindacato Tessili e Abbigliamento della CISL di Firenze (dal 1968) e poi alla guida della segreteria della CISL fiorentina (dal 1985), lasciata nel 1995 in concomitanza con la prima candidatura alla presidenza della Provincia.
È stato il primo presidente della Provincia eletto direttamente dai cittadini, nel 1995, incarico poi confermato nel 1999 fino al 2004. La sua presidenza si è caratterizzata per l'impegno sui temi del lavoro e della solidarietà.

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Matteo Renzi

Classe 1975, Matteo Renzi, si è laureato nel 1999 in Giurisprudenza con una tesi in Storia del Diritto Italiano su “Firenze 1951-1956: la prima esperienza di Giorgio La Pira sindaco di Firenze”. È sposato e ha tre figli.
Nel 1994 ha iniziato l’attività politica impegnandosi nei “Comitati per l’Italia che vogliamo” a sostegno di Romano Prodi. Nel 1997 è diventato Segretario Giovanile del Ppi, incarico ricoperto fino all’elezione a Segretario Provinciale. Nel periodo della Segreteria di Giacomo Billi, ha assunto la guida del Dipartimento Scuola.
Nel 1999 è stato eletto Segretario al III° Congresso Provinciale del Ppi, diventando, a 24 anni, il più giovane Segretario Provinciale in Italia del partito di Castagnetti. Ha lavorato per la costruzione de La Margherita diventandone Coordinatore nel 2001, rieletto poi nel 2003.
È stato eletto Presidente della Provincia nel 2004, raccogliendo il 58,8% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrosinistra.
Nel 2009, concluso il suo mandato in Provincia, è stato eletto Sindaco di Firenze.

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