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lunedì 30 giugno 2014

SINDROME DI STENDHAL? COSA SUCCEDE AD IMMERGERSI IN UN’OPERA D’ARTE? I PRIMI RISULTATI DELLO STUDIO FATTO NELLA CAPPELLA DI BENOZZO

Un workshop sull’impatto emotivo-cognitivo dell’arte ha rilevato interessanti modifiche percettive

workshop cappella di benozzo gozzoli

Cambiamenti del battito cardiaco, delle frequenze respiratorie, della pressione arteriosa, rilassamento dei muscoli facciali e una visibile maggiore brillantezza negli occhi. Potrebbero essere questi i segnali della famosa Sindrome di Stendhal?

Sono state queste le prime rilevazioni fatte durante il workshop “Cavalcata nel tempo fino allo splendore dell’epifania interiore”, un’esperienza unica di percezione guidata per esplorare le reazioni dei fruitori dell’arte davanti ad un’opera, che è stata presentata in un incontro giovedì 26 giugno nella sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi.

Il viaggio percettivo è avvenuto all’interno della Cappella affrescata da Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici Riccardi, in tre appuntamenti nel corso del 2014. Una ricerca basata sulla multisensorialità, dove la visione dell’arte è stata accompagnata da elementi audio-video e da una rilevazione fisiologica e celebrale in tempo reale.

L’iniziativa è stata ideata e coordinata da Perla Gianni di Studi Uniti in collaborazione con  Andrea Bonacchi, psicologo clinico del Centro Studi e Ricerca Synthesis, dai tecnici di Bionen-BluNet, che hanno curato i sistemi di rilevamento, e da alcuni rappresentanti di Tempo Reale, curatori dell’accompagnamento sonoro.

Nella conferenza di giovedì 26 giugno è stato illustrato l’innovativo protocollo di ricerca utilizzato,  sono state portate all’attenzione alcune testimonianze dei partecipanti ed è stata mostrata una sintesi del filmato realizzato durante il workshop.  Già questo video mostra con chiarezza alcuni cambiamenti, a livello fisiologico, dei partecipanti, come ad esempio la trasformazione dello sguardo e della contrazione dei volti, che il contatto con l’opera d’arte ha reso visibilmente più rilassati. A un'analisi immediata dopo l'esperienza si è rilevata infatti una generale maggiore rilassatezza anche se associata ad una certa stanchezza dovuta alla posizione eretta tenuta per tutto il giorno. Qualcuno dei partecipanti l'ha definita una “piacevole stanchezza”.

Riguardo alla mappatura cerebrale è stata evidenziata invece una maggiore attivazione nei soggetti quando la percezione visiva è stata amplificata con la stimolazione sonora.

Svolgimento

L’esperienza percettiva si è svolta in due giornate nelle quali i partecipanti hanno vissuto una “realtà aumentata con tecnologie multimediali”, vale a dire che il contatto con l’opera d’arte era amplificato, nella dimensione sonora, con una musica appositamente composta e applicata alla fruizione dell’opera, e nella dimensione visiva poiché l’osservazione diretta dell’affresco è stato affiancato dall’approfondimento di particolari ripresi dalle telecamere e riprodotti in un monitor in un formato 4k (la migliore risoluzione oggi disponibile). Questo ha consentito di aggiungere informazione all’esperienza sia dal punto di vista strettamente conoscitivo (della tecnica pittorica, della ricchezza dei dettagli etc.) che da quello emotivo-sensoriale.

L’analisi dei risultati è in una fase preliminare, si continua ad approfondire lo studio sull’ipotesi -ancora da verificare- di un possibile riequilibrio della pressione già evidenziata nel precedente progetto "Nello specchio della Meraviglia di Luca Giordano" nel 2013.  Interessanti riflessioni si snodano nel campo della percezione, dove il livello cognitivo ed emotivo si incrociano.

GUARDA IL FILMATO DELLA FLORENCE TV DEDICATO!

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