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Accordo quadro sulla L.53/00

Azioni positive volte a conciliare tempi di vita e di lavoro nelle imprese della Provincia di Firenze

Accordo finalizzato all’attuazione della Legge 53/2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”, con particolare riferimento all’art. 9.

I SOTTOSCRITTI SOGGETTI:

condividendo la convinzione che:

  • la conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e familiare sia condizione necessaria per una effettiva parità di genere nel lavoro, nonché per un incremento reale dell’occupazione femminile e dell’occupazione in generale;
  • la società attuale, a causa della carenza di servizi non opportunamente estendibili, stanti in primo luogo le restrizioni di risorse agli EE.LL., è sempre meno in grado di dare risposte adeguate ai bisogni di cura per bambini, disabili e anziani in aumento, se non ricorrendo all’intervento parentale, il più delle volte femminile;
  • risulta pertanto indispensabile, per i lavoratori e le aziende, individuare ed incentivare forme di flessibilità condivise volte alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Visto l’art. 9 della L. 53/2000, che dispone la concessione di tributi a carico del fondo per l’occupazione in favore di aziende che applichino accordi contrattuali che prevedono azioni positive per la flessibilità, dirette a favorire la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro per lavoratrici e lavoratori;

visto il Decreto del 15/5/2001 del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con il Ministero per la Solidarietà Sociale e il Ministero delle Pari Opportunità, che individua i criteri e le modalità di erogazione dei contributi di cui all’art. 9 della L. 53/2000;

vista la Circolare n. 14 del 2002 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali avente ad oggetto i primi chiarimenti in merito alla presentazione dei progetti di azioni positive di cui al Decreto 15/5/2001 di attuazione dell’art. 9 della L. 53/2000.

Considerato che:

  • l’art. 2 del Decreto 15/5/2001 prevede che le Autonomie Locali possano promuovere sperimentazioni pilota finalizzate a creare una rete di supporto alla contrattazione in materia e che i progetti derivanti da accordi stipulati nell’ambito di tali sperimentazioni sono valutati con titolo preferenziale ai fini dell’ammissione al finanziamento;
  • l’accordo collettivo di secondo livello, territoriale o aziendale, rappresenta presupposto per l’ammissibilità al finanziamento;
  • la conciliazione vita-lavoro è da anni e per il futuro uno degli obiettivi principali della Commissione Europea per il raggiungimento degli standard di Lisbona 2000 (60% di occupazione femminile all’interno dell’obiettivo del 70 % di occupazione globale entro il 2010)

Ritenuto:

  • interessante e proficuo avviare iniziative congiunte perché il territorio provinciale possa avvalersi delle opportunità offerte dalla L. 53/2000, superando le difficoltà di approccio che l’applicazione di detta legge ha comportato negli anni precedenti;
  • opportuno e importante, al fine di realizzare l’obiettivo sopra detto, avviare ed implementare relazioni bilaterali che, a seconda delle azioni mirate occorrenti, abbiano come ambito sia le singole unità aziendali che le diverse realtà territoriali

A TAL FINE I SOGGETTI FIRMATARI

  • promuovono sul territorio la stipulazione di accordi collettivi di secondo livello che prevedano azioni positive per la flessibilità, che tengano conto delle specifiche esigenze della realtà territoriale di riferimento, nella scelta di iniziative da realizzare attraverso la sensibilizzazione sull’importanza delle misure che consentano di conciliare il lavoro con gli impegni familiari e degli interventi formativi successivi al periodo di congedo. In tale ambito si realizzeranno gli accordi aziendali. Come previsto da Decreto, nel caso di aziende prive di rappresentanze sindacali, dovranno essere coinvolte le strutture territoriali dei sindacati confederali e datoriali di riferimento;
  • sostengono i progetti di azioni positive ex art. 9 della L. 53/2000 presentati dalle imprese e li considereranno inseriti nel programma di lavoro promosso dalla Provincia di Firenze, che accrediterà tali progetti presso il Ministero;
  • decidono di seguire analoga procedura per affrontare, individuando le risorse necessarie, le stesse tematiche per l’intero arco di lavoro economicamente dipendente;
  • si impegnano a dare il necessario supporto all’elaborazione di progetti che nel futuro le imprese orientate alla conciliazione vorranno proporre.

Per agevolare tali procedure, anche gli Enti bilaterali territoriali, per i quali tali compiti siano stati statutariamente previsti, potranno realizzare un’iniziativa di supporto mediante: la raccolta delle esigenze avanzate dai lavoratori donne e uomini, nonché datori di lavoro; l’impiego di mezzi necessari per una capillare informazione su detta opportunità rivolta ad aziende e lavoratori.

  • creano una giusta attenzione nel territorio sulle politiche di conciliazione sui tempi di vita e di lavoro, rendendo tutti gli attori più edotti e più permeabili anche ad altre opportunità esistenti o eventuali (es. nuovi fondi per l’occupazione nel Programma Europeo 2007 – 2013);
  • si impegnano a monitorare costantemente i bisogni, le aspettative, le richieste inevase, il grado di consapevolezza, su dette questioni, l’efficacia degli interventi prodotti, la necessità di predisporre nuovi strumenti, più adeguati alle trasformazioni avvenute. Si impegnano inoltre a monitorare altresì il buon andamento e il raggiungimento dei risultati attesi dei progetti finanziati, anche perché le buone pratiche ivi contenute costituiscono il più efficace messaggio e l’incentivo più forte per la costruzione di altri progetti;
  • si impegnano a individuare nel tempo, con un’azione programmata di rete, gli elementi di forza e di rischio, nonché gli adeguamenti ed aggiornamenti necessari per mantenere alto il livello di efficacia degli interventi.

Firenze, maggio 2006.

Letto e sottoscritto:

CGIL
CISL
ASSINDUSTRIA
CONFESERCENTI
COLDIRETTI FIRENZE-PRATO
CNA
API
CONFCOMMERCIO
CONFARTIGIANATO
LEGACOOP TOSCANA

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