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Rischio Sismico
Definizione generale
(tratte dal sito del Dipartimento di Protezione Civile)
Il territorio italiano si estende su più placche tettoniche, il cui movimento reciproco genera periodicamente dei terremoti. Per tale motivo il nostro Paese è ad alto rischio sismico.
Occorre inoltre considerare che i terremoti vanno a colpire un patrimonio edilizio che per buona parte, soprattutto nei centri storici dei nostri numerosi comuni, risale a epoche antiche, quando ancora non si conoscevano le tecniche di costruzione antisismica.
Si calcola pertanto che 20 milioni di italiani siano potenzialmente esposti al rischio sismico.
Il terremoto è un fenomeno non prevedibile e generalmente di breve durata (qualche decina di secondi), ma che può avere effetti devastanti, come la storia anche recente ci ricorda. L'impossibilità di prevedere i terremoti determina, ancor più che per gli altri rischi, la necessità di un'accurata ed estesa opera di prevenzione.
Ogni evento sismico di rilievo anche fuori dal territorio italiano, viene monitorato dalle reti di rilevamento coordinate dal Dipartimento (RNSC dell’INGV). Il Dipartimento possiede anche una sua rete di rilevamento in grado di registrare gli eventi più forti: (RAN – Rete Accelerometrica Nazionale).
Il Rischio Sismico nella Provincia di Firenze
La classificazione sismica attuale della Regione Toscana, che recepisce l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3519 del 28 aprile 2006, è approvata con Deliberazione di G.R. del 19 giugno 2006, n.431.
La precedente classificazione fa riferimento alla Deliberazione di G.R.T. del 16 giugno 2003 n.604 (a seguito dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003).
Con deliberazione di G.R.T. del 26 novembre 2007, n.841 è stato approvato l'elenco aggiornato dei comuni a maggior rischio sismico della Toscana. Si tratta di ulteriori 14 comuni che si aggiungono ai 67 già inseriti con le precedenti deliberazioni di G.R. del 16 giugno 2003 n.604 e del 28 luglio 2003 n.751, per i quali sono estese le attività di prevenzione sismica previste dai programmi regionali.
Il rischio sismico, sulla base degli eventi storici e sulla base delle approfondite conoscenze acquisite in campo scientifico, rappresenta un rischio non residuale e per questo oggetto di particolare attenzione. Per tale motivo la Provincia di Firenze ha avviato e portato a termine, grazie ad una convenzione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze, uno studio sul rischio sismico effettuato analizzando le sue tre componenti: pericolosità, vulnerabilità ed elementi a rischio. Per lo studio della pericolosità sismica sono state utilizzate carte del SSN-GNDT, inoltre sono stati individuati gli epicentri dei maggiori terremoti storici e di quelli registrati strumentalmente negli ultimi venti anni. Quindi è stato condotto uno studio specifico sulle possibili sorgenti sismogenetiche. Lo studio di risposta sismica locale è stato effettuato integrando informazioni geologico-tecniche e morfometriche del territorio provinciale ad acquisizioni strumentali del rumore ambientale per la stima del fattore di amplificazione e dei periodi di risonanza dei terreni. La vulnerabilità sismica degli edifici è stata stimata in base al loro periodo di costruzione. Sono state individuate tre classi di vulnerabilità e, attraverso matrici di probabilità di danno, è stato possibile mettere in relazione l’intensità del terremoto atteso al livello di danno per ogni classe di vulnerabilità. Le carte topografiche numeriche sono state utilizzate per estrarre e per classificare gli elementi a rischio (cfr. all. C11). Questi sono stati raggruppati in Edifici e centri abitati, Linee di comunicazione, Reti tecnologiche, Materiali pericolosi ed Edifici di particolare interesse artistico e religioso.
Le zone sismogenetiche più rilevanti sono quelle della fascia appenninica, in cui si riscontrano terremoti storici di elevata magnitudo e buona densità di terremoti registrati strumentalmente (cfr. all. C8 e C9). Si nota inoltre una buona correlazione generale tra l’ubicazione delle strutture attive e gli epicentri dei principali terremoti, ed in particolare in Mugello dove vi è la maggior concentrazione di terremoti di forte intensità in accordo con la maggior concentrazione di faglie attive. Tuttavia alcune zone quali il Valdarno superiore presentano numerose faglie attive, ma non presentano record storici per quanto riguardano forti terremoti. Dati ottenuti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI, 1999), che include i principali terremoti italiani avvenuti dal 416 a.C. al 1997, 46 eventi, di intensità compresa tra 4 e 9 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) hanno un epicentro ubicato all’interno della Provincia di Firenze (cfr. Tab. 9). Molti sono i terremoti documentati nell’area mugellana, come l’evento del 1919, quello del 1542 e del 1597, mentre una abbondante densità di terremoti strumentali viene registrata nel Comune di Firenzuola e nei Comuni adiacenti, una fascia di media intensità tra i Comuni di Montespertoli, San Casciano e Certaldo (cfr. all. C8).
In sintesi i comuni più sismici sono quelli a Nord-Est della Provincia in cui l’accelerazione massima prevista per un tempo di ritorno di 475 anni è di 0,25g mentre per i comuni nella parte sud occidentale l’accelerazione prevista è 0,12g. In termini di Intensità macrosismica per un periodo di ritorno di 475 anni si attendono eventi di intensità VIII MCS nella parte nord-orientale fino a intensità VI MCS nella parte centrale e meridionale della Provincia.
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- Reti di monitoraggio Sismico Regione Toscana
Norme comportamentali specifiche
(tratte dal vademecum "Protezione Civile in famiglia" realizzato dal Dipartimento di Protezione Civile)

Prima del terremoto
INFORMATI SULLA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEL COMUNE IN CUI RISIEDI > Devi sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza. |
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INFORMATI SU DOVE SI TROVANO E SU COME SI CHIUDONO I RUBINETTI DI GAS, ACQUA E GLI INTERRUTTORI DELLA LUCE > Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto. |
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EVITA DI TENERE GLI OGGETTI PESANTI SU MENSOLE E SCAFFALI PARTICOLARMENTE ALTI > Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso. |
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TIENI IN CASA UNA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO > una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti. |
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A SCUOLA O SUL LUOGO DI LAVORO INFORMATI SE È STATO PREDISPOSTO UN PIANO DI EMERGENZA > Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza. |
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Durante il terremoto
SE SEI IN LUOGO CHIUSO CERCA RIPARO NEL VANO DI UNA PORTA > inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave perché ti può proteggere da eventuali crolli. |
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RIPARATI SOTTO UN TAVOLO > È pericoloso stare vicino a mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso. |
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NON PRECIPITARTI VERSO LE SCALE E NON USARE L’ASCENSORE > Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire. |
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SE SEI IN AUTO, NON SOSTARE IN PROSSIMITÀ DI PONTI, DI TERRENI FRANOSI O DI SPIAGGE > Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami. |
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SE SEI ALL’APERTO, ALLONTANATI DA COSTRUZIONI E LINEE ELETTRICHE > Potrebbero crollare. |
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Dopo il terremoto
ASSICURATI DELLO STATO DI SALUTE DELLE PERSONE ATTORNO A TE > Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso. |
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NON CERCARE DI MUOVERE PERSONE FERITE GRAVEMENTE > Potresti aggravare le loro condizioni. |
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ESCI CON PRUDENZA INDOSSANDO LE SCARPE > In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci. |
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RAGGIUNGI UNO SPAZIO APERTO, LONTANO DA EDIFICI E DA STRUTTURE PERICOLANTI > Potrebbero caderti addosso. |
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STA’ LONTANO DA IMPIANTI INDUSTRIALI E LINEE ELETTRICHE > È possibile che si verifichino incidenti. |
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STA’ LONTANO DAI BORDI DEI LAGHI E DALLE SPIAGGE MARINE > Si possono verificare onde di tsunami. |
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EVITA DI ANDARE IN GIRO A CURIOSARE > e raggiungi le aree di attesa individuate |
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EVITA DI USARE IL TELEFONO E L’AUTOMOBILE > È necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi. |
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