Calendario

febbraio
lu ma me gi ve sa do
27 28 29 30 31 1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 1

>>>>> Torna alle scelte rapide

Preferenze di visualizzazione

Seleziona lo stile di visualzzazione:

Espandi

|

A |

 A

|

Mappa

>>>>> Torna alle scelte rapide


 

Torrente Mensola

Il Torrente Mensola nasce in località Mulinaccio, nella piccola valle tra i poggi di Maiano e Vincigliata, nel comune di Fiesole. L'area è una delle aree di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico della collina fiorentina. Tra le curiosità: il corso d'acqua viene citato dal Boccaccio nel suo poemetto "Ninfale fiesolano" (1344-1346). Lo scrittore vi narra la storia di una ancella della Dea Diana di nome Mensola, che viene da questa tramutata in ruscello come punizione per aver trasgredito all'obbligo di castità.

Scarica la scheda dell'area in pdf!

Importante: per scaricare il file GPS bisogna cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare l'opzione "salva oggetto con nome" o "salva link con nome". Successivamente il file sarà utilizzabile sul proprio dispositivo.





SENTIERI

CARATTERISTICHE DELL'AREA

Comuni interessati Fiesole, Firenze
Descrizione delle caratteristiche naturalistiche-ambientali

L'area protetta del Torrente Mensola è una delle aree di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico della collina fiorentina; al suo interno si individuano:

  • aree moderatamente urbanizzate, con la presenza di piccoli borghi e di ville padronali, pievi, casali rurali e giardini di notevole interesse storico e paesaggistico; tra le ville più importanti che si affacciano sulla valle si citano, oltre alla già menzionata villa I Tatti, la villa della Capponcina (già proprietà di Gabriele D'Annunzio), Villa Gamberaia, Villa Strozzi (il Querceto), Villa Il Quercione
  • aree agricole, per lo più destinate a vigne ed oliveti, di pertinenza degli antichi poderi (tredici nella sola proprietà di Villa Strozzi). L'agricoltura prevalente è rappresentata dalla coltivazione dell'olivo con sesto di impianto irregolare, tipica dell'agricoltura tradizionale, mentre gli oliveti a sesti regolari stanno ad indicare impianti più moderni. A fronte dei numerosi seminativi, si riscontrano pochi filari di viti e poche vigne. Molte delle aree un tempo coltivate non sono attualmente sfruttate; in alcuni casi però si sono stabilite coltivazioni di grano ed erba medica. Si segnala inoltre, nelle vicinanze di Villa Bracci, la presenza di orti sociali che il Comune di Firenze ha dato in gestione ad anziani del quartiere, per lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile e la realizzazione di compost
  • aree boschive in parte spontanee, costituite in special modo da roverelle, cerri, lecci, aceri campestri, in parte di origine antropica, soprattutto rimboschimenti di conifere quali pini d'Aleppo, pini domestici, o filari di cipressi in corrispondenza delle ville padronali e dei poderi 
  • l'area del letto fluviale del Torrente Mensola, sovente oggetto di operazioni di riqualifica e riassestamento da parte dei Comuni e di privati; tra questi si segnala l'Associazione Mensola che provvede alla cure degli argini, alla ripulitura del letto ed alla piantumazione di arbusti lungo le ripe del torrente. L'area, sotto il profilo paesaggistico, si presenta come un bellissimo mosaico costituito da un'alternanza di vigneti, oliveti, boschi, campi coltivati e prati nei quali sono immersi ora vecchi casolari e coloniche, ora antichi castelli e ville con annessi parchi e giardini signorili. Gli elementi caratterizzanti sono: i muretti a secco, i terrazzamenti ed i ciglioni che delimitano le campiture ed i margini delle vecchie carrarecce, le lunghe siepi, gli alberi da frutto. Anche in questa zona era presente l'attività di estrazione di pietra serena, di cui oggi rimangono le pareti e i piazzali delle vecchie cave abbandonate.

 

Descrizione delle caratteristiche storico- territoriali

L'ANPIL del Torrente Mensola si estende per 297 ettari tra i Comuni di Firenze (147 ettari) e di Fiesole (150 ettari) e inizia a Nord nel Comune di Fiesole dal Monte Ceceri e raggiunge a sud l'Arno nel Comune di Firenze.

 

Il Mensola nasce in località Mulinaccio, nella piccola valle tra i poggi di Maiano e Vincigliata, dall'unione del fosso di Bucine (che dal versante orientale del Monte Ceceri scende costeggiando le cave di Maiano) con il fosso di Valonica (che raccoglie le acque dei pressi di Villa Peyron).

Dopo aver oltrepassato Villa I Tatti, sede fiorentina della Harvard University, il torrente raggiunge l'abitato di Ponte a Mensola e da qui dopo aver ricevuto le acque del fosso del Camposanto, proveniente da Settignano, scende a valle verso la zona di Coverciano e del Gignoro fino alla piana del Guarlone; qui riceve il canale di scolo di un impianto di chiarificazione delle acque, dopo di che il suo corso è incanalato in sotterranea per oltrepassare la Direttissima Roma-Firenze; al di là dei binari il torrente vede la luce nuovamente per pochi metri, per venire subito interrato in un condotto in cui percorre l'ultima parte del suo corso (condividendo quindi la stessa sorte dei vicini torrenti Affrico e Fosso San Gervasio).

Il tracciato del torrente nella sua porzione coperta è ancora ora riconoscibile, poiché in superficie vi corrisponde una stretta e sinuosa striscia erbosa che dalla ferrovia incrocia via Rocca Tedalda prima e via Aretina poi. 

Da qui ha inizio il cosiddetto Giardino del Checkpoint, che costeggia il plesso scolastico Cambray Digny fino ad arrivare ad un parcheggio per pullman costruito in occasione del Giubileo del 2000; il viale all'interno del giardino ricalca esattamente il percorso del tubone sotterraneo.

Da qui infine il torrente sfocia in Arno, vedendo nuovamente la luce tra i masselli della pescaia di Rovezzano nella località detta Sardigna, tra il ponte di Varlungo ed il mulino di Rovezzano; qui, al pari della Sardigna delle Cascine, si scaricavano le carcasse degli animali morti e gli scarti dei macelli. 

Il nome Mensola è molto antico e deriverebbe, secondo alcune ipotesi, dal nome personale etrusco Mels. Il nome Mensola si ritrova attualmente nei toponimi del borgo di Ponte a Mensola, sulla via settignanese (ora via D'Annunzio), e della vicina Chiesa di San Martino a Mensola.

Quale sia l'origine effettiva di questo nome, di sicuro si sa che la valle del Mensola è di antichissima colonizzazione: sono stati ritrovati nelle sue vicinanze reperti etruschi che fanno supporre la presenza di insediamenti urbani in dipendenza dalla vicina Fiesole ed in prossimità dell'antica strada etrusca per Arezzo, poi confluita nel tracciato romano della Via Cassia.

Nel medioevo questo itinerario, noto come la "strata per quam itur ad Pontem de Sieve" rivestiva un'importanza notevole per Firenze perché oltre a collegarla con le terre del versante destro del Valdarno superiore fino ad Arezzo, consentiva anche di raccordarsi, a Pontassieve, con la strada che attraverso Dicomano, San Godenzo e l'Alpe di San Benedetto conduceva a Forlì. Per questo nel trecentesco elenco delle "strate et vie mastre" che appare nello Statuto del Capitano del Popolo è definita anche come la strada che "vadit versus Decomanum".

Da Arezzo era poi possibile prendere la "Via dell'Alpe di Serra", via transappenninica che partendo dalla Romagna attraverso l'Alpe di San Benedetto, dopo Arezzo superava l'Appennino in Casentino e conduceva direttamente a Roma; era quindi considerata una importante alternativa alla Via Francigena (fonte: www.vieromee.it).

Le ville padronali ed i poderi della zona pedecollinare della ANPIL sono parte di insediamenti storici, alcuni addirittura riconducibili al XIII secolo (Villa il Palagio). In particolare, sono rinomate:

  • la Villa di Maiano, abbellita da un giardino all'italiana e da una poderosa torre in stile mediceo; dal Cinquecento a tutto il Seicento fu proprietà di un ramo della famiglia dei Pazzi, dal 1850 al 1907 fu possedimento di Sir John Temple Leader, attualmente è sede dell'omonima fattoria
  • il Castello di Vincigliata, acquistato nel 1855 da Sir John Temple Leader, fu costruito sulle rovine di un antichissimo castello medioevale di cui si hanno notizie fin dal 1031; il proprietario lo destinò a luogo di feste e ricevimenti a cui parteciparono i più illustri regnanti e nobili d'Europa
  • la Villa I Tatti, che conla sua pregevolissima biblioteca ospita il Centro per gli studi sul rinascimento italiano dell'Univeristà di Harvard; - la Villa di Poggio Gherardo, costruita nell'Ottocento ma di orgiine antica, tanto che si annovera tra i suoi presunti ospiti anche Giovanni Boccaccio
  • la Villa la Capponcina, che prende il nome dalla famiglia Capponi che la acquistò nel 1608, fu dimora di Gabriele D'Annunzio nel primo decennio del Novecento. Nei dintorni dell'area protetta si trovano altre importanti ville, come la Villa Peyron, anch'essa proprietà di Sir John Temple Leader, il Castel di Poggio, di cui si ha notizia fin dal 1348, Villa Gamberaia a Settignano, nota per i suoi splendidi giardini, ed infine Villa Michelangelo, in cui secondo il Vasari Michelangelo Buonarroti trascorse la sua infanzia. Ricordiamo infine le numerose chiese presenti nella zona della ANPIL: San Martino a Mensola, che contiene reperti dell'800 d.C., San Martino a Maiano, San Lorenzo a Vincigliata, l'Oratorio della Vannella e la Chiesa di Santa Maria a Settignano olte a testimoniare un forte identità storica conservano opere d'arte e dipinti di grande valore.

 

Geologia

Il colle è formato da roccia arenaria dal colore grigio-azzurro (pietra serena) costituita da sabbie, materiali argillosi, quarzo e feldspato. La pietra serena fa parte della formazione denominata Macigno (Oligocene medio/superiore- Miocene inferiore).

L'area della ANPIL è mappata in due sezioni della Carta Geologica della Toscana 1:10.000:

- sezione 263160 - Fiesole
- sezione 275040 - Firenze Est 

Flora e vegetazione

 Nella zona è possibile individuare due diverse tipologie di bosco: nella prima troviamo un complesso forestale formato in prevalenza da roverella, cerro e leccio, nella seconda spiccano le conifere come il cipresso , il pino marittimo, il pino d’Aleppo e il pino domestico.

 Spostandosi verso Nord aumenta la presenza delle caducifoglie a discapito delle sempreverdi. A queste essenze forestali si associano di frequente l’orniello, l’erica, il corbezzolo, il mirto, il cisto rosso e il cisto di Montpellier. Nei punti dove la roccia riesce ad affiorare dal terreno sono presenti il polio, il camedrio montano ed i rari pennellini. In prossimità dell’Olmo è presente un nucleo di carpino nero. 

Nelle zone collinari presso Vincigliata troviamo boschi misti di cipresso, leccio e pini; così come nei pressi della villa Peyron si nota un piccolo rimboschimento a pino nero. Queste opere di riforestazione con cipresso e pino sono state attuate a partire dal 1850 per risanare e rinaturalizzare l’area, soggetta da troppo tempo all’attività del pascolo ed all’eccessivo taglio. Grazie all’esposizione meridionale e all’aridità del suolo, il cipresso ha trovato il suo habitat ottimale, tanto che riesce a diffondersi spontaneamente. In piccole zone sono presenti lembi di castagno ceduo. Una nota negativa è rappresentata dall’ailanto e dalla robinia, specie "aliene" che hanno invaso le vecchie cave. 

Altro ambiente di particolare interesse è costituito dalla fascia riparia del Torrente Mensola e dei suoi affluenti, dove si sono insediati i salici, il pioppo bianco, il pioppo nero e il sambuco. Nelle aree agricole si segnalano specie interessanti dal punto di vista botanico; gli oliveti in cui non vengono affettuate attività agricole intensive ospitano tulipani, anemoni (Anemone coronaria, Dracunculus vulgaris) e numerose orchidaceae. Si noti infine che le aree urbanizzate dell'ANPIL ospitano alcuni giardini storici di particolare pregio.  

Fauna

Nella ANPIL sono presenti crostacei, quali granchi e gamberi di fiume, anfibi e piccoli mammiferi quali volpi, faine, scoiattoli e ricci. Nella parte inferiore del corso del torrente sono state censite oltre sessanta specie di uccelli nidificanti quali picchio verde, upupa, taccola, cuculo, le cince, le ghiandaie, i cardellini, i fringuelli ed i merli. Sono presenti vari rapaci, sia diurni che notturni, tra cui la poiana e il gheppio. Nelle aree boscate sono inoltre presenti la volpe, l'istrice e lo scoiattolo.

Curiosità e Leggende

Il torrente Mensola viene citato dal Boccaccio nel suo poemetto "Ninfale fiesolano" (1344-1346): lo scrittore vi narra la storia di una ancella della Dea Diana di nome Mensola, che viene da questa tramutata in ruscello come punizione per aver trasgredito all'obbligo di castità, avendo infatti avuto un figlio dal giovane pastore Affrico; questi, scoperta la morte dell'amata, si toglierà quindi la vita e verrà a sua volta tramutato nel vicino torrente.

Il Boccaccio conosceva bene la zona e la sua toponomastica, avendo vissuto fino all'età di 23 anni nel vicino borgo di Corbignano; lo stesso Decamerone sarebbe ambientato nella villa di Poggio Gherardo, a poca distanza dal corso del Mensola, nel quale i giovani protagonisti del libro usano recarsi a fare il bagno.

Nel 1881 Guido Carocci descriveva i luoghi dell'area protetta ed in particolare il colle di Maiano: "In realtà però Majano altro non è stato che un luogo delizioso, una vaghissima collina sparsa di case e ricchissime ville che negli antichi tempi saranno state fortificate anche in modo da poter resistere alle scorrerie di qualche masnada, e che sono state sempre un piacevol ritrovo all'epoca della villeggiatura"

"Majano può vantare il merito d'esser stato culla di sommi ingegni ahce colle opre loro si meritarono un posto onorevolissimo nella istoria nostra. I soli nomi di Dante da Majano, uno dei più gentili poesti del XIV secolo, di Benedetto da majano, scuoltore ed architetto al quale devesi il disegno del meraviglioso palazzo strozzi, ed il fratello giuliano, esso pure artista di meriti infiniti"..."si pensi che qui ebber ville famiglie illustri e magnifiche come i Salviati, i Pazzi, i Vitelli, i gianni, ecc.", e cita anche Giovanni Boccaccio: "Con quanto entusiasmo, quanta vivacità e verità di concetti, il Boccaccio si cura di descriver nelle sue novelle la purezza del cielo, e l'aere profumato, e le nascoste valli..."

A Lucy Emily Baxter, che si firmava Leader Scott, verso il 1881 si deve una guida del posto a sancire la sua fama e quella di Sir John Temple Leader, proprietatio di molti immobili e terreni.

Nel 1893 la regina Vittoria fece visita a questi luoghi e li raffigurò in alcuni acquerelli.

 

Una leggenda popolare narra della presenza di uno spettro che si aggira nel Castello di Vincigliata, attribuito ad una giovane donna, forse di nome Bianca, uccisa per vendetta da nemici della famiglia proprietaria del castello.

Infine, l'abitato di Settignano sembra trarre il suo nome da quello di Septimius, un romano che si insediò in questa zona prima del III secolo.

Links

Informazioni sulla ANPIL

Itinerari a piedi 

Itinerari in bicicletta

Parco Avventura di Vincigliata

Guide, letture consigliate e cartografia

Guide della zona

  • ANPIL Torrente Terzolle, Cartoguida, a cura dei Comuni di Fiesole e Firenze
  • ANPIL Torrente Mensola, pag. 54-56 in Guida delle aree protette e biodiversità sul territorio della Provincia di Firenze, a cura di Bettini G, Gargani B., Diple Edizioni, 2006, 129 pp.

Altre guide

  • Bus+Trekking intorno a Firenze, Abbatemaggio E., Fontani S., Ed. Multigraphic, 2007, 104 pp.
  • In bicicletta nei dintorni di Firenze e Prato, Pezzani C., Grillo S., Ediciclo Editore, 2001, 168 pp.
  • Guida ai giardini di Fiesole, Romitti I, Zoppi M., Alinea Editrice, 2000, 213 pp.
  • A piedi intorno a Firenze, Ardito S., Ed. Iter, 1995, 144 pp.
  • Guida Escursionistica della Provincia di Firenze, Benini A., Ed. CAI Firenze, 1991, 261 pp.
  • Attorno a Firenze, Benini A., Ed. Tamara Montagna, 1989, 272 pp.

Documentazione sulla geologia e le cave della ANPIL

Documenti storici

 


Cartografia

  • Carta Topografica della A.N.P.I.L. Torrente Mensola, a cura di De Luca L., Fantechi M., Petrini E., Tipografia del Comune di Firenze, 2009
  •  Carta turistica e dei sentieri Firenze e dintorni (1:25.000), Edizioni Multigraphic, Firenze

 

Punti di accesso

Facilmente raggiungibile con gli autobus di linea Ataf (n.10) che da Firenze raggiungono i centri di Coverciano, Ponte a Mensola e Settignano. Da Fiesole (linea ATAF n. 7) visitando l'ANPIL di Montececeri si può accedere facilmente anche al Mensola.

Sentieri presenti nell’area

Nella ANPIL sono presenti tre sentieri CAI (1NA, 2NA, 7NA) e due itinerari che attraversano anche la ANPIL Montececeri, denominati Firenze dalle colline e Sentiero degli scalpellini.

Nella parte sud della ANPIL passa l'itinerario 3 del Quartiere 2 di Firenze, l'anello basso di Settignano

Nella parte sud dell'area protetta è possibile ripercorrere una parte dell'antica via dei sette ponti che collegava Firenze con Pontassieve. Infine, l'anello Salviatino-Maiano è un percorso esterno alla area protetta, che dal Salviatino (Firenze) si collega all'ingresso dell'area protetta passando da una zona panoramica e costellata di bellissime ville.

Info e contatti

L'ANPIL non è dotata di centro visite.

Nella parte della ANPIL di proprietà della Fattoria di Maiano sono presenti dei percorsi free ride e un parco avventura, il "Parco avventura Vincigliata".

SCARICA IL REGOLAMENTO DELL'AREA PROTETTA (regolamento Firenze)

SCARICA IL REGOLAMENTO DELL'AREA PROTETTA (regolamento Fiesole)

>>>>> Torna alle scelte rapide