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Padule di Fucecchio - Riserva naturale provinciale

Situato nella Val di Nievole, a valle di Montecatini Terme, il Padule di Fucecchio costituisce un'ampia area umida che si distingue nettamente dal paesaggio agrario circostante, frutto di estese bonifiche che hanno interessato per lungo tempo l'intera area. Si tratta di un ambiente di elevato interesse naturalistico, per le numerose emergenze floristiche e faunistiche che lo caratterizzano. La riserva è situata in posizione centro-orientale (presso podere Le Morette), ai margini interni del Padule di Fucecchio: confina a nord-ovest con la più ampia Riserva Naturale Provinciale istituita dalla Provincia di Pistoia.

Scarica la scheda dell'area in pdf!

Importante: per scaricare il file GPS bisogna cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare l'opzione "salva oggetto con nome" o "salva link con nome". Successivamente il file sarà utilizzabile sul proprio dispositivo.





SENTIERI

CARATTERISTICHE DELL'AREA

Comuni interessati Fucecchio, Cerreto Guidi
Descrizione delle caratteristiche naturalistiche-ambientali

Il Padule di Fucecchio è senz'altro l'area umida interna di maggior estensione ed importanza in Italia, con un'estensione di circa 1.800 ettari compresi nelle province di Pistoia e di Firenze. 

La vegetazione caratteristica dell'area è il canneto, a dominanza di cannuccia di palude (Phragmites australis) ed il cariceto, a dominanza di sarello (Carex elata). La parte meridionale è invece occupata da arbusti a dominanza di salice cenerino (Salix cinerea) e di una leguminosa esotica, Amorpha fruticosa, in aumento ed ormai infestante anche nel canneto e nel cariceto.

Rara o mancante gran parte delle più importanti emergenze floristiche presenti in altre parti del padule. Merita segnalare la presenza di giunco fiorito (Butomus umbellatus), giglio d'acqua (Iris pseudacorus), Typhoides arundinacea, Stachys palustris, Carex rostrata.

Tra le specie segnalate nidificanti, emerge la presenza di una garzaia mista di nitticora, garzetta e airone cenerino (Ardea cinerea). Tra le altre specie nidificanti merita citare il tuffetto, la folaga, il martin pescatore, la salciaiola, la cannaiola ed il cannareccione.

Più numerose le specie presenti nei periodi migratori e nello svernamento.

Una curiosità dell'avifauna dell'area è rappresentata da una popolazione di bengalino, certamente originatasi da individui sfuggiti alla cattività.

L'equilibrio ecosistemico di questa zona umida risulta minacciato dall'alterazione del regime idrico (carenza di acqua nel periodo estivo), dall'espansione di flora infestante (in particolare Amorha fruticosa) e parzialmente dal disturbo alla fauna ornitica causato dalle attività venatorie.

Descrizione delle caratteristiche storico- territoriali

Dal punto di vista geografico, il Padule di Fucecchio si presenta come un bacino pressappoco triangolare collocato nella Val di Nievole a Sud dell'Appennino Pistoiese, tra il Montalbano e le Colline delle Cerbaie. Il Canale Usciana è l'unico emissario del Padule e sfocia nell'Arno in prossimità di Montecalvoli. 

Al margine dell'area si trovano il bosco igrofilo di Chiusi e la Paduletta di Ramone.

L'intera area è delimitata da tre canali: il Fosso del Termine al confine con Pistoia, il Canale del Terzo ad Est ed il Canale del Capannone - Usciana ad Ovest.

Nelle vicinanze del Padule è presente un'altra importante area umida: il Lago di Sibolla, a cui il Padule è collegato tramite il Fosso di Sibolla. Immissari importanti del padule sono anche la Pescia di Pescia e la Pescia di Collodi

 

Il Padule di Fucecchio si è formato in epoca storica per il ristagno delle acque provenienti dalle alture della Valdinievole, il cui deflusso era impedito dai depositi alluvionali dell'Arno. Le prime opere sul Padule ebbero inizio alle soglie dell'età moderna. Nel 1435 la Repubblica di Firenze, per assicurare abbondanza di pesce alla città, sbarrò il corso del fiume Gusciana (oggi canale Usciana), l'emissario che ne faceva defluire le acque verso l'Arno. Il fiume rappresentava allora una risorsa fondamentale per la popolazione locale sia per i proventi legati alla pesca, l'energia che assicurava ai numerosi mulini situati lungo il corso che come importante via comunicazione. Fu così creato il ''Lago Nuovo'' che alterò gli equilibri ecologici dell'area provocando ripetute epidemie che decimarono le popolazioni locali.

Ad una fase di parziale bonifica seguì nel 1549, per volontà di Cosimo I de' Medici, un ripristino del lago mediante la costruzione di una nuova pescaia presso Cappiano, dove, nello stesso tempo, fu edificato anche un nuovo ponte fortificato. 

Negli anni successivi continuò la politica contraddittoria volta ora a innalzare il livello delle acque per favorire la pesca, ora a prosciugare con l'intento di promuovere l'agricoltura.

L'alta densità demografica e le cattive condizioni igieniche favorirono l'insorgere di numerose epidemie come quella del 1756 che provocò centinaia di morti. Da allora si moltiplicarono le voci favorevoli ad una bonifica integrale e definitiva dell'area, attuata alla fine del Settecento dal granduca Pietro Leopoldo I. 

Nel 1780, il sovrano pose in vendita le fattorie che ancora appartenevano alla Corona, e nel 1782 fece demolire la pescaia di Ponte a Cappiano per permettere il deflusso delle acque del Lago verso l'Arno. Dell'epoca restano i numerosi porti utilizzati da cacciatori e pescatori, i palazzi e le case coloniche ed infine il grandioso complesso architettonico di Ponte a Cappiano fulcro delle attività di regimazione delle acque e della pesca (Fonte: Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio). 

Edifici storici più moderni sono gli essiccatoi del tabacco, ora considerati di archeologia industriale.

 

La riserva nella Provincia di Firenze, perimetrata nel 1996, è di 25 ettari. Lo spazio si trova nel Comune di Fucecchio e contigui ai 200 ettari della Riserva Provinciale omonima della Provincia di Pistoia. 

Nella Provincia di Firenze è stata istituita nel 1998 anche una Area contigua alla Riserva Naturale, con una estensione di 900 ettari, situata nei Comuni di Fucecchio e di Cerreto Guidi; si estende per tutto il cratere palustre ed oltre, nella cosiddetta zona dei "prati" che arriva fino a Ponte a Cappiano nel Comune di Fucecchio, quasi al confine con la Provincia di Pisa. Seppur ancora intensamente coltivata, l'Area Contigua sta recuperando notevole importanza come zona umida temporanea, con numerose presenze avifaunistiche; ma mentre nella Riserva la caccia è proibilta, nell'Area Contigua è solo regolamentata. 

 

Oltre alla Riserva Provinciale, nella zona del Padule di Fucecchio è presente un Sito di Importanza Regionale (SIR) un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) ed una Zona a Protezione Speciale (ZPS "Padule di Fucecchio") per una superficie totale di 2.085,37 ettari, di cui solo una limitata parte è compresa nella Riserva Naturale Provinciale fiorentina.

 

Putroppo nella zona potetta sono presenti molti elementi di criticità, legati alla natura stessa dell'area che costituisce un antico lembo del Padule in un'area caratterizzata da forti trasformazioni antropiche e con attività agricole di tipo intensivo.

Le attività agricole intensive e l'elevata urbanizzazione presenti nelle aree circostanti la Riserva e il SIR costituiscono un fattore di pressione che influisce negativamente sulla qualità delle acque che attraversano l'area, ed in generale sulla conservazione di un ecosistema umido di pregio. Lo scarso livello di qualità delle acque affluenti nella Riserva e i frequenti processi di eutrofizzazione costituiscono infatti uno degli elementi di maggiore criticità per il Padule di Fucecchio. 

Il disturbo alle specie animali, in particolare a quelle più rare e/o sensibili, può essere talora legato anche alla presenza di fotografi e birdwatchers, che abitualmente frequentano l'area.

Un elemento di elevata criticità è costituito dalla notevole diffusione di specie esotiche invasive di fauna e flora. Particolarmente critici potrebbero essere gli effetti dovuti all'abbondante presenza di gambero rosso, ma non sono da sottovalutare quelli legati a specie altrettanto abbondanti, quali la nutria e numerosi pesci esotici.

Tra le specie vegetali esotiche, da segnalare l'elevata diffusione di Amorpha fruticosa.

La riduzione della eterogeneità ambientale, causata dalla diffusione del canneto monospecifico, costituisce un altro elemento di criticità, da affrontare con una gestione complessiva degli habitat palustri a livello dell'intera area umida.

Geologia

Tutta l'area protetta è coperta da sedimenti palustri quaternari.

L'area è mappata nella Carta Geologica della Toscana 1:10.000, sezioni:

 

Flora e vegetazione

La sua peculiare collocazione geografica al limite tra le aree a clima mediterraneo e quelle a clima continentale rende assai interessante il Padule di Fucecchio sotto il profilo vegetazionale. Particolari emergenze botaniche sono situate ai margini del Bosco di Chiusi, nella Paduletta di Ramone: fra queste il morso di rana e la felce reale che sono due specie relitte del Terziario, quando il clima era assai più caldo e umido di quello attuale. Oltre ad esse, troviamo gli sfagni, che sono tipicamente originari dei climi nordici. Si sono sviluppati alle nostre latitudini durante le glaciazioni del Quaternario, poiché hanno qui trovato un habitat favorevole alla loro sopravvivenza in forma relittuale.

Il suolo della sfagneta è sempre ricco d’acqua, con la creazione di strati laminari di aria fredda al livello del suolo e strati superiori di aria più calda, ciò causa un fenomeno di inversione termica. La formazione di questo specifico microclima permette la copresenza di specie vegetali con caratteristiche ecologiche estremamente diverse: per esempio insieme allo sfagno si può trovare la felce florida (relitto terziario) che necessita di temperature più alte. Così come molto particolare è la presenza in un vallino prospiciente il padule, della più bassa stazione di faggio in Italia (20 metri s.l.m.). Una pianta che caratterizza il paesaggio vegetale di alcune aree del Padule è il "sarello", una grande carice di origine Euro-caucasica, che forma dei caratteristici cespi dalla forma inconfondibile che ricorda quella di piccole isole circondate d’acqua. Come sempre accade nelle aree umide, tale specie entra in competizione con altre più invasive come la cannuccia di palude, capace di propagarsi quasi esclusivamente per viavegetativa con l’emissione di rizomi. Questi talvolta si prolungano nel terreno per alcuni metri e da essi si dipartono i nuovi ricacci. 

Per l’escursionista risultano di particolare interesse anche gli specchi d’acqua più profondi dove si possono trovare alcune particolari fitocenosi chiamate lamineti. Si tratta di particolari associazioni costituite da piante acquatiche radicate al fondale, ma con le foglie adagiate sulla superficie dell’acqua dove possono godere di una maggior luce: esse sono definite "idrofite eliofile". Tra queste ricordiamo la ninfea bianca, la ninfea gialla o nannufero, la lenticchia d’acqua e il raro ninfoide o limnatemio, oggi presente soltanto in pochi ambienti umidi della Val Padana, della Toscana, del Lazio e della Sardegna. Altre specie degne di nota, per il loro alto valore naturalistico, sono: l’erba vescica delle risaie, pianta carnivora che si nutre di piccoli organismi acquatici, l’erba pesce, felce dall’aspetto grazioso, rarissima in Toscana, l’erba scopina, unica Primulacea acquatica, ormai rara lungo la costa tirrenica. Tra le minacce allo status conservazionistico dell’habitat di queste specie contribuiscono le specie aliene che nell’ultimo periodo hanno popolato il Padule (Nutria, Gambero della Louisiana).

Fauna

Evidente è l'importanza del ruolo che il Padule svolge nei confronti della migrazione degli uccelli, in particolare per le rotte che collegano la costa tirrenica con l'interno. I censimenti annui riportano fino a 200 specie avifaunistiche. Alcuni ordini sono particolarmente rappresentati, in particolare gli ardeidi, presenti praticamente tutto l'anno, sia come nidificanti che con soggetti in migrazione e svernanti; tra questi ricordiamo: il tarabuso, la nitticora, la garzetta, l'airone cenerino, l'airone rosso; importanti presenze anche fra gli anseriformi nel periodo autunno primaverile, fra cui il germano reale, l'alzavola, la marzaiola, il moriglione, la canapiglia e il fischione

Il periodo migliore per osservare le anatre è senza dubbio febbraio - marzo, in cui sono stati censiti fino a 6.000 uccelli in attesa della migrazione prenuziale.

Sono quindi moltissime le specie che si possono osservare in padule, ci limitiamo a ricordare: il falco di palude, il porciglione, la gallinella d'acqua, la folaga, il cavaliere d'Italia, recentemente tornato a nidificare anche nel padule, la gru, la pavoncella, il combattente, il beccaccino, la pittima reale, il chiurlo maggiore, il cuculo, il martin pescatore, il cannareccione, pendolino, la salciaiola e il migliarino di palude.

Da mettere in particolare risalto la presenza della "garzaia", che rappresenta una colonia di nidificazione di ardeidi dove convivono migliaia di uccelli. Si tratta della più importante dell'Italia centro-meridionale, sia in relazione alle coppie nidificanti (1.000 circa), che per la presenza di cinque specie in contemporanea: nitticora, garzetta, airone guardabuoi e airone cenerino; presente anche il raro mignattaio. 

Per le specie aliene, tra gli uccelli ricordiamo il bengalino, minuscolo passeriforme dalla livrea rossa che sfuma su tonalità vinaccia insieme a piccole macchie bianche, introdotto dall'Asia meridionale e sudorientale.

Fra i mammiferi che frequentano il Padule, la volpe, il topolino delle risaie, il più piccolo topo europeo che ama costruire nidi a forma di grosse sfere di materiale vegetale a 50 cm da terra (protetto dalla L.R. 56/2000 per il suo notevole interesse biogeografico), l'onnipresente nutria, importata dal Sud America a scopo di commercio di pellicce, ubiquitaria e invasiva, più recentemente la minilepre e il cinghiale, ovviamente solo nei periodi più asciutti dell'anno.

Per la microfauna si evidenzia il lavoro svolto dal Prof. Arnaldo Bordoni che ha permesso di

censire oltre 1.000 specie di coleotteri, anche per essi, come accade per la flora, il Padule

rappresenta il rifugio di specie acclimatate ad ambienti più freddi dell'Europa centro-settentrionale.

Curiosità e Leggende

Il Padule di Fucecchio oltre al fascino paesaggistico e naturalistico, ha anche una ricca storia le cui vicende più note risalgono all'epoca romana, quando Annibale cercò di attraversarlo con la sua armata e gli elefanti durante la campagna d'Italia, nella seconda Guerra Punica. Queste vicende sono narrate da Tito Livio (Ab Urbe Condita, Liber XXII) e da Polibio (Liber III, 79, 8-12), mentre Plinio il Vecchio parla degli elefanti di Annibale nella prima parte del Libro VIII della Naturalis historia.

Presso il canale Usciana (anticamente Gusciana), emissario del padule di Fucecchio, ai piedi della collina di Cappiano è nominata l'esistenza di un ponte fin dal primo medioevo. Il ponte era gestito dall'ordine dei Cavalieri Ospitalieri, e da esso passava l'antica Via Francigena. Nell'itinerario di Sigerico, esso rappresentava la XXIV tappa (Submansio) e la località era allora definita Aqua Nigra, molto probabilmente a causa dell'acqua scura del canale Usciana. La località venne menzionata successivamente col nome di Cappianus de Ultra Ponte e quindi Pons ad Cappianum in riferimento all'omonima pieve.

Nel 1325 durante il conflitto fra Firenze e Lucca, il ponte fu distrutto. Successivamente fu ricostruito e poi fortificato con una torre e dotato di ponti levatoi. La struttura era dotata di una Chiusa per regolare il deflusso delle acque ma favoriva anche la pesca delle anguille. C'era inoltre un mulino ed una sega ad acqua per tagliare il legno.

Il Ponte di Cappiano fu studiato anche da Leonardo da Vinci. Nel foglio RLW 12685, il grande artista e scienziato raffigura il ponte evidenziandone la struttura difensiva e, in particolare la torre. La forma attuale fu edificata nella prima metà del Cinquecento da Cosimo I de' Medici. In quel periodo vennero costruiti il ponte scoperto e il ponte coperto. Furono aggiunti gli edifici annessi: l'osteria, la ferriera e la casa del provveditore che presiedeva all'amministrazione della fattoria. Ancora oggi si possono osservare due lapidi, una in latino e una in italiano, che testimoniano questi fatti.

Cosimo Medici di Fiorenza ha rifatto questo loco da'fondamenti per benefizio pubblico, et non sia chi lo disfaccia più con isperanza d'acquistane commodo al paese sappiendo ogni volta che s'è disfatto essersi perduto di sotto l'uso della terra et di sopra della pescagione senza acquisto alcuno. 

Leonardo da Vinci raffigura e menziona più volte anche il Padule di Fucecchio, sia nel disegno del 5 agosto 1473 (GDS, Uffizi) che negli studi idrografici (RLW 12277). Nella mente del genio, inoltre, il territorio era meta del grandioso progetto per la deviazione delle acque dell'Arno da Firenze attraverso Prato, Pistoia, Serravalle e la Val di Nievole (RLW 12685 e 12279; Codice di Madrid II, f. 22v-23r; Codice Atlantico, ff. 127r e 1107r, che interessava anche l'adiacente Lago di Bientina.

(Fonte:Wikipedia). Durante la seconda Guerra Mondiale, il 23 agosto 1944 a Castelmartini (frazione di Larciano) venne commessa una terribile strage di civili ad opera dei militari nazisti del generale Crasemann, nella quale vennero uccise 175 abitanti della zona, per lo più anziani, donne e bambini. 

A ricordo del terribile evento, il Comune di Larciano è stato insignito della Medaglia d'Oro al valor Civile.

 

Nella zona del Padule vengono ancora praticate, da pochi artigiani, alcune attività legate alla lavorazione delle erbe palustri: la raccolta e l'intreccio del "sarello" e della "sala" (per "rinvestire" sedie e fiaschi), della "gaggia" e di altre piante tipiche dell'area umida. Ogni anno, nell'ambito della Giornata Europea dei Parchi, viene organizzata la Festa delle Erbe Palustri dal Comune di Larciano, dalla Provincia di Pistoia e dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, in collaborazione con altri Comuni e Associazioni del territorio.

Links

Informazioni sulla Riserva

Itinerari a piedi

Itinerari in bicicletta

Associazioni operanti sul territorio

 

Guide, letture consigliate e cartografia

Guide e letture sulla Riserva Naturale (molte si possono trovare a questo link)

  • Il bosco di Chiusi e la paduletta di Ramone - indagini naturalistiche e attività di ripristino degli habitat, Bartolini A., 2010, Quaderni del Padule di Fucecchio n.7, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, 160 pp. 
  • I Molluschi della Provincia di Pistoia: le specie da tutelare e quelle da combattere, Cianfanelli S., 2009, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, 112 pp.
  • Le zone umide della Toscana Settentrionale - Dispense didattiche, schede su flora e fauna, a cura di felicioni S., Zarri E., 2007, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, 176 pp. 
  • La Riserva Naturale del Padule di Fucecchio - dieci anni di gestione (1996-2006), Bartolini A., 2007. Quaderni del Padule di Fucecchio n.4, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, 176 pp.
  • Aironi e specie affini. Identificazione, status e conservazione dei Ciconiformi del Padule di Fucecchio, Bartolini A., 2004, Quaderni del Padule di Fucecchio n.3, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, 114 pp. 
  • Le terre di Leonardo e Boccaccio. Guida all'empolese Valdelsa, Valdès G., 2004. Ed. Felici, 168 pp. 
  • Studio delle comunità ornitiche del Padule di Fucecchio e aggiornamento database, Bartolini A., Valdiserri F., Vezzani A., 2004, in Progetto regionale "Lungo le rotte migratorie", Regione Toscana, 37 pp.
  • Studio delle comunità vegetazionali ed aggiornamento cartografico della vegetazione 2004, Franzese M, 2004, Progetto regionale "Lungo le rotte migratorie", Regione Toscana, 43 pp.
  • Uomini del Padule. Vita, lavoro e tradizioni nel Padule di Fucecchio dal Medioevo ad oggi, a cura di Zagli A., 2003. Ed. Polistampa 
  • La gestione delle specie alloctone in Italia: il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana, a cura di Petrini R., Venturato E., 2002. Atti del Convegno Nazionale. Quaderni del Padule di Fucecchio n.2, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, 178 pp.
  • Lungo le rotte migratorie. Progetti di ricerca sulla vegetazione, l'avifaune e le specie aliene, a cura di Venturato E., Petrini R., 2001, Quaderni del Padule di Fucecchio n.1, Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, 176 pp.
  • Padule di Fucecchio e Laghetto di Sibolla-Natura e Storia, a cura di Dani F.R., 1999. Editori dell'Acero
  • Gli ultimi rifugi-Vita nel padule di Fucecchio e nel Laghetto di Sibolla, (Libro fotografico), Magrini A., Dani F.R., Zarri E.,1999. Editori dell'Acero
  • I Coleotteri del Padule di Fucecchio, Bordoni A., 1995. Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio
  • Il Padule di Fucecchio: la lunga storia di un ambiente naturale, Prosperi A., 1995. Ed. di soria e letteratura, 291 pp.
  • La "Guerra delle acque" in Toscana: storia delle bonifiche dai Medici alla riforma agraria, Barsanti D., Rombai L., 1986. Ed. La Medicea, 169 pp.

Documenti storici

 


Carte degli itinerari

Carte della vegetazione

 

Punti di accesso

Per raggiungere il Centro di Documentazione per il Padule di Fucecchio a Castelmartini (frazione di Larciano, Provincia di Pistoia):

  • dall'Autostrada A11 Firenze-Mare uscita Montecatini Terme, superato Monsummano Terme, ci si dirige verso Fucecchio per 6 km sulla SS 436
  • dalla superstrada FI-PI-LI uscita San Miniato, superato Fucecchio si prosegue per Montecatini, sulla SS 436 per 11 km.

 

Sentieri presenti nell’area

Due itinerari di ampio respiro passano nelle vicinanze del Padule di Fucecchio attraversando in parte il territorio della provincia di Firenze.

Il primo percorso è la antica Via Francigena, che nel tratto da Altopascio a San Miniato passa da Ponte a Cappiano. In questo tratto la Via Francigena può essere percorsa sia a piedi che in mountain bike.

Il secondo itinerario, anch'esso con valenza storica ed ambientale, parte da Ponte a Cappiano per arrivare al podere Pratogrande (provincia di Pistoia). Ne viene consigliata la percorrenza in auto o in mountain bike.

Altri itinerari si trovano nella parte della Riserva in provincia di Pistoia, ed inoltre nel Bosco di Chiusi e nella Paduletta di Ramone, sempre in provincia di Pistoia.

 

Il periodo più propizio per la visita nella Riserva e nell'Area Contigua è quello da Marzo a metà di Giugno. In estate sono preferibili escursioni all'alba ed al tramonto, trascurando le ore più calde. Nel periodo da Settembre a Gennaio in alcune aree del Padule è consentita la caccia, quindi si consiglia di effettuare le escursioni nei giorni di silenzio venatorio, che cadono il martedì ed il venerdì.

Info e contatti

Per le informazioni sul Padule di Fucecchio rivolgersi al Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio Onlus, situato a Castelmartini (Larciano, Pistoia). Si tratta di una associazione Onlus di cui è socia anche la Provincia di Firenze.

Il Centro promuove la conservazione e la valorizzazione del Padule di Fucecchio, del Lago di Sibolla e di altri ambienti della Toscana settentrionale.

Il Centro offre servizi di accoglienza e centro visite, gestisce un Laboratorio per l'Educazione Ambientale, organizza escursioni guidate rivolte sia a classi scolastiche che a gruppi di adulti, corsi di educazione permanente e corsi di aggiornamento per insegnanti. 

Per contattare il centro:


via Casterlmartini, 125 - 51036 Larciano (PT)


tel./fax 0573 84540
fucecchio@zoneumidetoscane.it 
www.paduledifucecchio.eu

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