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Parchi e aree protette

Le Province svolgono un ruolo primario nella gestione delle aree protette sul territorio regionale. 
La Provincia di Firenze, che già dall’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento, nel 1998, identificava gli ambiti di reperimento per le aree protette, quali aree che presentano un insieme di risorse in base alle quali istituire aree naturali protette, le tutela coordinando gli altri Enti locali nella loro gestione, promuovendo anche iniziative a favore dell’ambiente e della sua salvaguardia. 
I procedimenti messi in atto favoriscono forme di integrazione fra le varie aree protette, su obiettivi comuni di salvaguardia e valorizzazione delle risorse naturali e culturali, e forniscono supporto tecnico-operativo per la messa a regime delle aree di nuova o recente istituzione. 

La definizione di conservazione non corrisponde esclusivamente al solo concetto di vincolo, ma si esprime anzi come momento dinamico, evolutivo, di crescita e sviluppo sostenibile, ove non di rado è la presenza antropica, con le sue attività tradizionali, a mantenere paesaggi ed habitat di notevole interesse naturalistico e culturale.

Consulta la Guida delle Aree Protette e Biodiversità nel territorio della Provincia di Firenze.

LEGGI ANCHE:

Competenze

  • Attività di coordinamento, programmazione, indirizzo e controllo delle ANPIL e della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio attraverso il raccordo istituzionale con la Regione Toscana;
  • Aggiornamento dei Programmi Regionali Triennali delle Aree Protette, attraverso i quali propone alla Regione l’istituzione di nuovi Parchi o Riserve naturali;
  • Redazione e gestione del Piano Pluriennale di Sviluppo Economico e Sociale del sistema provinciale delle Aree Protette, strumento di sviluppo e di verifica del sistema locale di aree protette, attraverso il quale la Provincia programma gli interventi di sistema, che vengono posti in essere nel triennio successivo alla sua approvazione, e individua le fonti di finanziamento necessarie al raggiungimento di tali scopi su una banca progetti;
  • Aree contigue parchi naturali e regionali ed altre aree a divieto di caccia di competenza provinciale; 
  • Redazione piani di gestione e regolamenti di settore dei Siti della Rete Natura 2000; 

Ulteriori riferimenti metodologici sono stati tratti da altri strumenti legislativi quali gli artt. 14 e 25 della L.n. 394/91, l’art. 2, comma 31 e gli artt. 13 e 17 della L.R. Toscana 49/95 e il Del.Cons. Reg. n. 154 del 23 novembre 2004 “Approvazione del 4° programma triennale per le aree protette 2004-2007 ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge regionale 11 aprile 1995, n. 49”. Si tratta di un atto di pianificazione che ha come scopo di associare le finalità di conservazione delle risorse naturali e culturali, a quelle della promozione di uno sviluppo economico compatibile, salvaguardando le attività tradizionali, promuovendo le attività ricreative, la valorizzazione e la sperimentazione delle attività produttive compatibili. 

Per consultare la Normativa di riferimento clicca su Documenti nel menu Risorse correlate.

 

Aree naturali protette di interesse locale 

Il nostro territorio è ricco di aree protette di grande interesse naturalistico e paesaggistico. Alcune di queste si trovano nelle immediate vicinanze della città di Firenze, altre in ambienti montani, lontani dal contesto urbano.

Per informazioni più approfondite visitare il Portale delle Aree Protette della Toscana.

montececeri

Montececeri - Fiesole

Il rilievo di Montececeri (m. 414) è situato a nord est di Firenze, ad est della collina di Fiesole. La sua superficie è in gran parte boscata, a seguito dei rimboschimenti operati a partire dal 1929 dal Corpo Forestale per ripristinare la naturalità dei luoghi, alterata dalla secolare attività estrattiva delle cave di Maiano. L'area protetta è stata istituita per valorizzare la memoria artigianale della locale importante attività estrattiva (abbandonata dal 1950) e per migliorare l'assetto naturale e la fruibilità dei luoghi. Tutta l'area è stata infatti sfruttata fin dal medioevo per l'estrazione della pietra serena, una pietra arenaria che contraddistingue molti palazzi fiorentini; in tutta l'area permangono tracce (caverne, spaccature, ecc.) di questa passata attività.

 

la querciola

Podere La Querciola - Sesto Fiorentino

L'area protetta è situata nella piana di Sesto Fiorentino, porzione orientale della più vasta pianura che si estende tra Firenze e Pistoia.
È stata istituita per tutelare un'area semi-naturale di importanza avifaunistica.
L'Autostrada A11 rappresenta una barriera più visiva che ecologica con la vicina A.N.P.I.L. Stagni di Focognano . Comprende al suo interno uno stagno artificiale di 21 ettari, creato e gestito a fini venatori, campi coltivati a colture erbacee e un'area di nuova creazione (il "Parco della Piana"), ove vige il divieto di caccia, che comprende un'ampio rimboschimento con latifoglie igrofile (farnia, frassino, ontano, ecc.), una porzione a parco (prati artificiali, alberi e arbusti ornamentali) e un piccolo specchio d'acqua ad uso didattico.
 

focognano

Stagni di Focognano - Campi Bisenzio


Gli stagni di Focognano, al pari dell'A.N.P.I.L. Podere La Querciola, sono situati nella piana di Sesto Fiorentino. L'area protetta è stata istituita per tutelare un'area semi-naturale di importanza floristica e avifaunistica, già compresa in precedenti proposte di tutela. Pur ricadendo ai margini di una zona intensamente urbanizzata - confina a nord con l'Autostrada A11 ed è separata dalla discarica di Case Passerini dal fiume Acqualunga - gli stagni ospitano specie di flora, vegetazione e fauna degne di nota.
È stata oggetto di recenti interventi di risistemazione ambientale, conclusi nel 1998, che hanno mantenuto la tipica morfologia degli stagni artificiali della piana, con arginature, sponde rettilinee e livello delle acque superiore al piano di campagna.

poggio ripaghera

Poggio Ripaghera - Santa Brigida, Potassieve


L'area è situata a monte del paese di S.Brigida, nel versante sud-occidentale del complesso del Monte Giovi, tra il Mugello e la conca di Firenze.
È stata istituita per proteggere l'unica stazione italiana di cisto laurino Cistus laurifolius, un arbusto mediterraneo ad areale discontinuo, vero relitto preglaciale e specie minacciata secondo il Libro Rosso delle piante d'Italia, cioè entità in pericolo di estinzione.
All'interno dell'ANPIL il cisto laurino ha una distribuzione discontinua, localizzandosi nelle radure più o meno ampie all'interno dei castagneti, su suoli a substrato siliceo dai 440 ai 725 m.

foresta sant'antonio

Foresta di Sant'Antonio - Reggello


L'area si sviluppa su una pendice a morfologia accidentata, con caratteristici balzi rocciosi e fossi, dai 700 m ai 1490 m del crinale principale.
Tra le formazioni forestali domina la faggeta, cui seguono i boschi misti di latifoglie (castagno, carpino bianco, carpino nero, acero, cerro) e i castagneti; prevalgono i cedui e i cedui invecchiati, seguiti dalle fustaie transitorie. Nelle porzioni inferiori sono presenti balze rocciose, piccole praterie e notevoli estensioni di arbusteti a ginestra dei carbonai Cytisus scoparius ed erica Erica arborea e E. scoparia.
Nell'area si ritrovano anche rimboschimenti a prevalenza di conifere, a seguito di ripetuti gravi incendi avvenuti negli anni '40. Tutta l'area riveste una notevole importanza paesaggistica e ambientale, per l'integrità dei luoghi e la ricchezza floristica e faunistica.

torrente mensola

Torrente Mensola - Firenze e Fiesole


L'A.N.P.I.L. "Torrente Mensola" si estende per circa 300 ettari dal Montececeri, sulle colline Fiesolane, fino al Guarlone, passando per Settignano. Si trova nei comuni di Fiesole (circa 105 ettari) e Firenze (195 ettari). Confina con l'area protetta "Montececeri" ubicata nel Comune di Fiesole.

Il territorio collinare è caratterizzato da oliveti e boschi, punteggiato da castelli medievali (come il Castello di Vincigliata e Castel di Poggio), borghi, ville, chiese e case coloniche.
Il paesaggio è quello tipicamente toscano, dove si alternano boschi di latifoglie e conifere, parchi e giardini, aree agricole.

gabbianello

Oasi naturalistica di Gabbianello - Lago di Bilancino, Barberino di Mugello


L’Oasi nasce come un intervento di totale recupero ambientale finalizzato alla creazione di habitat umidi, che sono fra gli habitat a più forte rischio di scomparsa a livello globale in Italia ed Europa.
L’area si colloca in un contesto paesaggistico di grande fascino, tra ampie zone di boschi misti decidui e sempreverdi, pascoli e coltivazioni biologiche, su una superficie complessiva di 25 ettari, di cui 8 allagati, in un’area pianeggiante vicina al Lago, circondata dai monti dell’Appennino tosco-romagnolo e dalla Calvana.
Durante il periodo migratorio, l'area è frequentata da numerosi uccelli di notevole interesse naturalistico, fra cui la Cicogna bianca, la Gru, l’Oca selvatica, il Cavaliere d’Italia, il Tarabuso, il Fenicottero rosa ed anche il raro Falco pescatore.
Per gli amanti del birdwatching è quindi possibile osservare con facilità gli animali dai quattro osservatori, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dall'Oasi. Un facile percorso permette anche ai portatori di handicap di effettuare la visita. 

calvana

Monti della Calvana - Barberino del Mugello

L'A.N.P.I.L. "Monti della Calvana" interessa un'area di oltre 4.500 ettari, di cui circa 2.850 ettari nel Comune di Barberino di Mugello e circa 1.650 ettari nel Comune di Calenzano.
La Calvana è una vera e propria catena montuosa, che inizia da Monte Cuccoli vicino a Monte Piano e si prolunga fino a Prato sulla piana fiorentina, racchiusa ad occidente dalla valle del Bisenzio e ad oriente dalla valle della Sieve e poi dal torrente Marina affluente del Bisenzio. Si tratta di una montagna carsica per eccellenza, con presenza di ben 35 grotte, numerose doline, risorgive ed inghiottitoi. Questa peculiarità determina a sua volta una flora particolare tipica dei terreni calcari dove numerosi endemismi sopravvivono da sempre.

 

Garzaia - Figline Valdarno

Si tratta di un'area di circa 170 ettari situata nel comune di Figline Valdarno, compresa tra la Zona di Protezione chiamata "Valdarno Superiore" fino al confine con il Comune di Arezzo. E' una zona umida, lungo l'asta fluviale dell'Arno, in cui si sono progressivamente insediate alcune colonie di nidificazione di Ardeidi come l’Airone cenerino (Ardea cinerea), la Garzetta (Egretta garzetta), la Nitticora (Nycticorax nycticorax), la Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), l’Airone guardabuoi (Bubulcus ibis).

Padule di Fucecchio

Galleria fotografica del Padule di Fucecchio - Foto di Leonardo Nieri - Ufficio Caccia del Circondario Empolese Valdelsa

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