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Parco della Piana
Si chiama "I Boschi della Piana" il progetto, approvato dalla Giunta provinciale in via preliminare a marzo 2008.
Questo progetto rientra nel quadro di un attività a tutela dell’ambiente che in 5 anni vedrà la realizzazione non solo del parco della Piana, ma anche il recupero dell’energia dalle briglie dell’Arno, l’installazione del fotovoltaico in tutte le scuole del territorio fiorentino e la realizzazione di impianti eolici nelle discariche esurite.
Il progetto della Provincia di Firenze riguarda la realizzazione di un parco periurbano nel territorio che si estende nella pianura compresa tra Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano, conosciuto come “Piana fiorentina”. L’intervento consisterà nella realizzazione di un’area verde in cui verranno piantati 24.000 esemplari di specie arboree nell’ambito della più importante operazione di progettazione paesaggistica mai condotta in provincia di Firenze.
L’intervento si estende su circa 30 ettari, di cui 20 a bosco e altri 10 a verde, con la messa a dimora di 24.000 piante per un investimento totale di 3,2 milioni di euro.
La Piana Fiorentina è attualmente al centro di una serie di importantissime iniziative progettuali, non ultima quella di gestire il processo di smaltimento dei rifiuti in provincia di Firenze mediante la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nell’area di Case Passerini.
I Boschi della Piana
Il primo nucleo di un’estesa azione di valorizzazione ambientale, che complessivamente interesserà oltre 500 ettari, trova il suo inquadramento programmatico e funzionale proprio nella Valutazione di Impatto Sanitario del Termovalorizzatore di Case Passerini. La VIS ha infatti prodotto, fra le diverse proposte volte alla mitigazione degli effetti ambientali, uno studio realizzato dal Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze riguardante i contributi positivi della vegetazione arborea sulla qualità dell’aria.
Lo studio in questione prevede un effetto positivo sulla riduzione di emissioni inquinanti, con la realizzazione di circa 20 ettari a bosco.
L’intervento di riforestazione agisce non solo mitigando gli impatti connessi con il termovalorizzatore ma apportando anche notevoli benefici al quadro di inquinanti risultanti dalle emissioni della attigua autostrada A1.
La localizzazione delle aree interessate dall’intervento di riforestazione è stata proprio effettuata partendo dalle perimetrazioni cartografiche utilizzate per la valutazione della dispersione atmosferica delle emissioni di inquinanti, evidenziando una massimizzazione degli effetti positivi dell’intervento forestale a partire dai quadranti settentrionali.
Il ruolo della vegetazione
La vegetazione agisce in modo positivo sulla qualità dell’aria a livello sia locale che regionale, alterando l’ambiente atmosferico urbano. Le quattro vie preferenziali attraverso le quali gli alberi sortiscono questo influsso positivo sono:
- Riduzione della temperatura e altri effetti microclimatici;
- Rimozione diretta di inquinanti atmosferici;
- Emissione di composti organici volatili (VOC);
- Riduzione dei consumi energetici.
Quindi le conclusioni dello studio dimostrano che la presenza di un’area verde di 20 ettari, circostante la sede dell’impianto, produce risultati estremamente incoraggianti, con riduzioni percentuali per tutti gli inquinanti studiati comprese fra il 50 ed il 90%.
L’azione delle piante appare efficace sia nei confronti degli inquinanti gassosi (CO2, NOX, SO2, Ozono), che nei confronti del particolato atmosferico PM 10 e PM 2,5.
Recupero del paesaggio
Il progetto prevede il recupero in senso unitario di un paesaggio che in questo territorio era formato in prevalenza da una fitta tessitura di appezzamenti, attraversati da una rete di fossetti e scoline dei campi, segno di un tradizionale utilizzo agricolo dell’area, nella cui struttura regolare appaiono ancora ben visibili i segni della centuriazione romana.
L’urbanizzazione di queste aree, legata in anni recenti a esigenze abitative, ma soprattutto produttive e commerciali, ha generato un notevole consumo di territorio, determinato anche dallo sviluppo delle infrastrutture di collegamento e di servizio quali l’aeroporto, l’autostrada, le strade di collegamento, il polo impiantistico di Case Passerini e i centri commerciali.
Interesse naturalistico
L’area inoltre presenta notevole interesse naturalistico per quanto riguarda le zone umide da cui è costellata. Si tratta di laghi artificiali prevalentemente realizzati per scopo venatorio e ora divenuti sede di insediamenti di specie ornitiche, interessantissime in termini di quantità e rarità di esemplari. In alcune di queste situazioni è stato attivato un percorso di approfondito recupero e diversificazione a livello di habitat e uno dei temi sviluppati nel progetto del parco “Boschi della Piana” è il collegamento ecologico fra le diverse situazioni di interesse naturalistico.
Biodiversità
Per come è concepito, il parco non solo risponde a funzioni di verde pubblico, ma gioca anche un ruolo di rilievo in una politica di sviluppo sostenibile dell’area, in particolare con funzioni di miglioramento del microclima urbano, della qualità dell’aria, delle acque superficiali e sotterranee, dell’aumento della biodiversità. Le aree ove si sviluppa il progetto saranno interessate da interventi di forestazione urbana o di ricostruzione del reticolo arboreo-arbustivo legato alla rete dei corsi d’acqua, dei canali e delle strade. La scelta delle specie arboree è stata compiuta proprio a partire dalle stesse indicazioni dello studio e la loro disposizione sarà effettuata con l’intento di creare dei corridoi ecologici tra le varie aree protette al fine di dare forma a un’area parco di almeno 30 ha, con una fascia rimboschita di circa 20 ha, intervallata da aperture di medie dimensioni, dai 3 ai 5 ha.
Approvvigionamento idrico
Relativamente all’aspetto dell’approvvigionamento idrico per l’irrigazione dell’impianto tecnologico, che prevede un fabbisogno stimato in circa 35.000 metri cubi, da distribuire per circa 90-100 giorni all’anno, sono state valutate ed analizzate tre possibili soluzioni: la realizzazione di un invaso che intercetti le acque del fosso dell’Acqualunga; la realizzazione di una condotta per
l’acqua depurata dall’impianto di San Colombano; infine la realizzazione di
alcuni pozzi per il prelievo in falda e di un piccolo invaso.
Tempistica di realizzazione
Per quanto concerne la tempistica il progetto definitivo sarà suddiviso in due lotti: in una prima fase si provvederà al rimboschimento delle aree già di proprietà del comune di Sesto Fiorentino e di quelle di prossima acquisizione dalla società Autostrade. Successivamente, dopo la procedura dell’esproprio delle aree, si darà avvio alla seconda fase dell’intervento, il primo lotto sarà completato nei primi mesi del 2009, in considerazione del fatto che le piante devono essere piantate da ottobre a marzo, mentre l’ultimazione del secondo lotto è prevista entro la fine del 2009.
Il volano di recupero della Piana
Il parco “Boschi della Piana” non sarà soltanto uno spazio attrezzato o una macchia di “verde” che fisicamente separa oasi naturalistiche dall’autostrada o dal Polo impiantistico di Case Passerini, ma sarà anche e soprattutto un luogo. Questo è uno dei contenuti più importanti che ispireranno le successive fasi di progettazione dell’intervento: cercare di restituire centralità, fruizione pubblica a una parte del nostro territorio dimenticata. Per questa ragione il progetto va pensato come volano del recupero di tutta la Piana Fiorentina, e conseguentemente come tassello fondamentale nella costruzione di area metropolitana “sostenibile”, concetto cardine da cui non può prescindere una pianificazione territoriale in grado di fornire alle generazioni future la possibilità di allineare i propri standard di vita a quelli delle più avanzate situazioni insediative europee.
Per scaricare le tavole del progetto preliminare clicca su Documenti nel menu Risorse correlate.
