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Plantario aste fluviali

La L.R. 91/98 della Regione Toscana ha attribuito, in attuazione del Dlgs 112/98  alle Province alcune funzioni tecniche e amministrative in materia di Difesa del Suolo. A partire dal passaggio di competenze la Provincia di Firenze ha cercato di attrezzarsi quanto meglio possibile per portare a termine una operazione di recupero delle pertinenze fluviali, nell’intento di coniugare il rispetto di essenziali requisiti di salvaguardia idraulica, con mantenimento della funzionalità ecologica e fluviale dei corsi d’acqua. Con riferimento agli aspetti idraulici è stato intensificato quel quotidiano e continuo lavoro di manutenzione delle opere idrauliche essenziali nel controllo di eventi di piena, compresi quelli che seppur dotati di basso tempo di ritorno potrebbero recare notevoli danni laddove “contenuti” con opere lasciate all’incuria e all’abbandono.

Il Plantario delle Aste fluviali è il risultato di un progetto, svolto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, consistente nella mappatura e informatizzazione in ambiente GIS (acronimo di Geographical Information System) di tutte le emergenze sia fisiografiche, sia inerenti l’edificato, ricadenti nelle pertinenze fluviali dell’Arno e dei suoi principali affluenti per i tratti di rigurgito di piena o comunque recanti Opere Idrauliche di II Categoria ai sensi del RD 523/1904.

Brevemente si ricorda che un approccio conoscitivo di questo tipo ha a Firenze delle radici profonde. In particolare conviene soffermarsi sul passaggio cruciale del 1549 con la riforma, promossa da Cosimo I, del corpo dei Capitani di Parte Guelfa, i magistrati delle opere pubbliche della Firenze rinascimentale. I Capitani di Parte Guelfa erano suddivisi in otto Capitani di Parte e due Ufficiali delle Acque. Questo corpo tecnico aveva la sovrintendenza di tutti i cantieri attivati sul territorio fiorentino e giunse ad essere così potente da poter imporre tasse. Gli Ufficiali delle Acque in particolare si occupavano di opere idrauliche, di cui disponevano di una minuziosa mappatura. Importante sottolineare che sulla materia “Difesa dalle alluvioni” e per estensione dalle pericolosità naturali, in quell’epoca, si affermò come centrale la mano della pubblica amministrazione, intesa sia come finanziamento di interventi, che di autorizzazione di opere realizzate da privati.

Partendo da questo fulgido esempio di gestione oculata della cosa pubblica, la Provincia ha inteso portare avanti una strategia di organizzazione del patrimonio di conoscenze lungo i fiumi. L’impostazione del progetto “Plantario” è in primis quella di fornire uno strumento tecnico in grado di risolvere, con approccio pragmatico, alcune problematiche di gestione delle attività di difesa del suolo svolte dalla Provincia. Fra i risultati più importanti può essere sottolineata la ricognizione svolta sulle opere idrauliche con l’intento di evidenziare, con approccio di tipo globale, le eventuali problematiche che potrebbero indurre, in corrispondenza di eventi idrologici significativi, l’innesco di criticità nella stessa tenuta delle arginature e conseguente determinazione di una situazione di pericolosità idraulica per collasso arginale. Tale evenienza, in relazione alle maggiori velocità di flusso, può avere effetti ben più catastrofici della pericolosità idraulica legata al semplice sormonto delle sponde fluviali o delle stesse arginature. La modellistica comunemente sviluppata per valutazioni di pericolosità idraulica non contempla tale possibilità; cioè il modello considera l’argine e comunque le opere di contenimento idraulico da cui un corso d’acqua è bordato come superabili esclusivamente per sormonto/tracimazione. La realtà degli ultimi decenni di alluvioni è invece quella in cui bisogna fronteggiare delle rotture arginali che avvengono prima che i livelli idrici del fiume abbiano raggiunto la quota di sormonto delle arginature, creando problemi di esondazione per tempi di ritorno degli eventi ben inferiori a quelli attesi. La proposta operativa del Progetto Plantario è quella di creare una sorta di “libretto dell’opera idraulica” che, sulla base di dati conoscitivi (topografia, caratteristiche costruttive, idraulica incidente, presenza di fauna) e tramite un meccanismo iterativo di ispezioni periodiche consenta la determinazione della pericolosità di collasso delle arginature. Questo lavoro sarà conseguentemente finalizzato a stilare una scala di priorità degli interventi.

Un ulteriore motivo per cui è stato sviluppato il progetto Plantario afferisce maggiormente alla sfera delle attività di gestione delle emergenze idrauliche, minaccia prioritaria per il territorio fiorentino, oltre che nazionale (l’Arno è considerato la II emergenza di Protezione Civile per il territorio nazionale dopo il Vesuvio), durante le quali risulta fondamentale poter disporre di una base informativa condivisibile all’interno della Provincia e con altri Enti, di quelle che sono le criticità presenti sul territorio. Sono infatti state sviluppate analisi specifiche per individuare i tronchi di alveo con insufficienza di contenimento di eventi con diverso tempo di ritorno lungo l’Arno. I dati sono in continuo aggiornamento ed integrazione.

Per informazioni rivolgersi alla Provincia di Firenze Direzione Difesa del suolo e Protezione Civile 055 2760092

 

Per informazioni, orari e contatti utili dell'Ufficio clicca su Uffici e servizi nel menu Risorse correlate.

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