Calendario

febbraio
lu ma me gi ve sa do
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 1 2 3 4

>>>>> Torna alle scelte rapide

Preferenze di visualizzazione

Seleziona lo stile di visualzzazione:

Espandi

|

A |

 A

|

Mappa

>>>>> Torna alle scelte rapide


 

Sei in: Home > Territorio e Risorse Idriche > Tutela delle specie protette > Altre specie protette

Altre specie protette

La Provincia di Firenze ha avviato diversi progetti per la tutela di alcune specie animali protette, come la Cicogna, il Pipistrello e il Lupo. Si tratta innanzitutto di studi finalizzati a verificare la presenza e la distribuzione degli animali, ma anche con lo scopo di mettere in atto opere di salvaguardia. Gli studi hanno quindi portato alla elaborazione di alcune linee guida per pianificare interventi di gestione e conservazione delle specie protette.

 

Cicogna

All’inizio di aprile 2008 due coppie di cicogne bianche hanno nidificato in due distinte località della Provincia di Firenze. La prima coppia ha iniziato a costruire il nido i primi giorni di aprile su un traliccio dell’Enel in un’area ai margini dell’abitato di Fucecchio. Intorno al 15 di aprile la costruzione del nido è stata completata e da quel momento la femmina con sempre maggiore frequenza è stata vista in atteggiamento di cova sul nido. La seconda coppia ha iniziato a costruire il nido intorno al 15 di aprile su un pilone di trasmissione dell’energia elettrica in un’area adibita a deposito di materiale da edilizia in piena area urbanizzata nel Comune di Campi Bisenzio a pochi passi dal fiume Ombrone e al paese di Poggio a Caiano.
 In precedenza aveva effettuato un tentativo in un altro sito, posto a poca distanza ma non andato a buon fine. Anche in questo caso una volta terminata la costruzione del nuovo nido intorno al 25 di aprile la femmina è stata osservata in atteggiamento di cova.


L’evento assume un valore eccezionale in quanto la specie non nidificava in Toscana da almeno tre secoli e anche nel resto del nostro paese i casi (recenti) di nidificazione in natura sono poco numerosi.


La segnalazione di individui di cicogna bianca nelle nostre zone sono andate aumentando nel corso degli ultimi 20 anni verosimilmente favorite dalla presenza di misure di protezione, dalla conservazione e/o ripristino di habitat idonei e dall’attivazioni di alcuni progetti di reintroduzione della specie da parte di associazione ambientaliste.


La cicogna bianca è una specie protetta sia a livello delle principali Direttive Comunitarie e che dalle Leggi Nazionali e Regionali.

Le due aree di nidificazione presentano caratteristiche ambientali simili. Pur essendo molto antropizzate e con aree industriali e terziare limitrofe in forte espansione, hanno mantenuto ancora una discreta presenza di ambienti idonei alla specie quali campi a pascolo, coltivati e piccole zone umide, in parte protette, in parte utilizzate come chiari da caccia. Inoltre per la prima coppia riveste sicuramente una certa importanza anche la vicinanza del Padule di Fucecchio.


Dal 1985 è stato avviato un primo importante progetto di reintroduzione della specie presso il Centro Cicogne di Racconigi in Piemonte e successivamente dal 1994 è stato attivato anche il Centro Carapax a Massa Marittima (GR) (per maggiori informazione è possibile consultare rispettivamente su internet i siti http://www.cicogneracconigi.it e http://www.carapax.org). Proprio da questo centro provengono entrambe le femmine delle due coppie come è stato possibile rilevare dalla lettura di un anello in PVC blu con scritta bianca applicato sulla gamba. Diversamente nessuna informazione è disponibile per i due maschi.

Interventi per i prossimi anni e accordo con l’ENEL

La Provincia di Firenze ha immediatamente avviato gli opportuni contatti con l’Enel al fine di stabilire una stretta collaborazione per l’installazione garantire la sicurezza dei nidi. Infatti, almeno per il nido di Fucecchio esiste il rischio di elettrocuzione che, per uccelli di grosse dimensioni, quali appunto la Cicogna, è purtroppo un evento che si può verificare.
Per il prossimo anno è intenzione, in collaborazione con l’Enel, di installare alcune piattaforme in legno direttamente sui tralicci o su pali di ferro appositamente issati nelle vicinanze del sito dove attualmente stanno nidificando la cicogne. L’obiettivo di queste strutture è quello per il prossimo anno di facilitare la nidificazione delle due coppie ma anche di fare da richiamo per altre coppie in migrazione e invogliarle a stabilirsi in queste zone.

Norme di comportamento

La Polizia Provinciale di Firenze insieme alle Guardie Ambietali Volontarie ha predisposto una costante attività di sorveglianza e monitoraggio per scongiurare eventuali atti di disturbo al sito di nidificazione. A questo proposito si ricorda che l’osservazione delle due coppie deve avvenire mantenendo la massima cautela, evitando di avvicinarsi ai luoghi di nidificazione a meno di 100 metri.
Si invitano tutti i soggetti interessati, in caso di nuove segnalazioni, ad avvertire gli Uffici della Provincia di Firenze e del Circondario che stanno coordinando le iniziative di monitoraggio e tutela.

Scheda cicogna

La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) è una specie gregaria e migratrice che nidifica in Europa e Nord Africa, mentre sverna generalmente in Africa. Facilmente riconoscibile per le sue grandi dimensioni (lunghezza 100-115 cm - apertura alare 155-165 cm - peso 3-4 chilogrammi), il colore bianco ad eccezione delle penne remiganti nere e il becco e zampe lunghi di colore arancione/rosso; in volo il collo è tenuto disteso. I sessi sono simili mentre i giovani presentano un becco brunastro verso l’apice e zampe rosso-brunastre. Vive in ambienti aperti dove prevalgono paludi e/o pascoli. La specie si alimenta infatti di una notevole varietà di invertebrati (insetti, lombrichi, ecc.) e piccoli vertebrati (rettili, anfibi arvicole, topi campagnoli, ecc.); la ricerca delle prede è fatta deambulando lentamente in zone aperte asciutte o umide o sommerse con acqua bassa. La Cicogna bianca nidifica in genere su alti edifici, comignoli, campanili e tralicci dell' alta tensione; in marzo-aprile depone 4-6 uova, dalle quali dopo un mese nasceranno pulcini che saranno nutriti al nido per circa due mesi prima del primo volo.
Negli ultimi decenni la specie ha registrato un sensibile calo in Europa imputabile principalmente alla distruzione e al degrado degli ambienti di alimentazione. Altre cause del declino sono il verificarsi di abbattimenti illegali e la morte dovuta all'impatto e/o alla folgorazione sui fili delle linee elettriche. Anche la diminuzione delle precipitazioni nei quartieri di svernamento africani ed i programmi di contenimento delle locuste, che costituiscono gran parte della dieta africana delle cicogne, hanno contribuito al declino della specie.
In Italia l'estinzione della popolazione nidificante è avvenuta intorno al XVII secolo mentre è continuata la presenza di cicogne, sia durante la migrazione primaverile, sia durante quella autunnale. A partire dagli anni cinquanta sono stati registrati diversi spontanei tentativi di nidificazione nel settore occidentale della Pianura Padana. Successivamente negli anni ‘80 e ’90 sono stati attivati diversi centri per la reintroduzione della cicogna bianca dove diverse coppie si sono riprodotte prima all’interno del centro e poi dopo la liberazione nelle immediate vicinanze. Più recentemente si sono verificati alcuni episodi di nidificazioni spontanei in diverse località del Nostro Paese anche fuori della Pianura Padana.


Pipistrello

Progetto di ricerca per lo studio, la conservazione e la gestione dei Chirotteri del Parco della Villa Demidoff

La ricerca sui Chirotteri del Parco, a cura del Museo di Storia Naturale dell'Università degli Studi di Firenze, sotto la responsabilità scientifica del Dr. Paolo Agnelli, si è articolata tra settembre 2007 e dicembre 2008. Le attività secondo le quali si sono articolati i lavori possono essere sintetizzate in tre punti:

  • Check list delle specie di chirotteri presenti all'interno del Parco
    La ricerca dei rifugi si è svolta durante tutto il periodo di studio ed ha permesso di individuare 10 specie diverse di pipistrelli.
  • Censimento e caratterizzazione dei rifugi
    Edifici storici, monumenti, ruderi e cavità ipogee artificiali vengono spesso utilizzati dai pipistrelli. Durante un anno e mezzo di ricerche sono stati individuati tutti i possibili siti di rifugio, tra dui quattro molto importanti: Mulino dei Medici, Fattoria, Silos, Soffitte della Piaggeria.
  • Studio delle colonie
    Sono state individuate tre colonie riproduttive e una colonia di accoppiamento, dove le femmine portano avanti la gravidanza e lo svezzamento dei piccoli.

La ricerca ha portato all'elaborazione di alcune linee guida per la pianificazione degli interventi di gestione e conservazione della fauna di chirotteri.

La conservazione delle colonie presenti nel Parco rappresenta infatti una priorità, necessaria anche per ottemperare alle leggi regionali (LR 56/2000), nazionali (DPR 357/2007) e comunitarie (CEE 43/1992) che le tutelano.

I chirotteri hanno un tasso di riproduzione molto basso e partoriscono un unico piccolo nell'arco dell'intera stagione. Per la formazione di colonie di grandi dimensioni sono in genere necessari molti anni. Perciò è di fondamentale importanza proteggere e gestire in maniera adeguata i siti di rifugio utilizzati dai pipistrelli.

A breve sarà pubblicata la Relazione definitiva dello studio.

 

Il lupo

Il lupo nella provincia di Firenze: aspetti della presenza, ecologia e conflitto con il settore zootecnico

A partire dal 2003 nel territorio della provincia di Firenze si è assistito ad un rapido aumento dei casi di predazione su animali domestici da parte di canidi e avvistamenti di presunti lupi (Canis Lupus) in contesti ambientali di fondovalle anche molto prossimi alla città. Alcune segnalazioni indicavano la presenza di animali con caratteristiche fenotipiche dubbie, facendo pensare alla presenza di ibridi lupo-cane, già documentati sul territorio a partire dal 2002.
In tale contesto l’Amministrazione provinciale ha commissionato uno studio triennale (2006-2008), per verificare:

  • la reale distribuzione della specie sul territorio provinciale, con particolare interesse per le zone periurbane
  • la presenza di ibridi lupo x cane
  • l’impatto del predatore sul settore zootecnico
  • l’efficacia di opere per la difesa degli animali al pascolo

Lo studio, coordinato dal Dr. Duccio Berzi, non si è prefisso l’obiettivo di fornire un quadro completo relativo alla distribuzione/consistenza della popolazione di lupo e del fenomeno dei danni. Inoltre sono emerse delle difficoltà ad applicare i metodi di studio consueti per indagare nelle aree più prossime alla città e di fondovalle.
Nonostante ciò, dall’integrazione dei dati raccolti con le varie metodiche è stato possibile documentare in modo oggettivo la presenza e la riproduzione delle specie in contesti periurbani come il complesso di Monte Morello, Monte Giovi, Calvana, Crinale del Chianti, fondovalle del Mugello, Valdelsa.


Non è stato possibile determinare con certezza il numero degli animali presenti sul territorio provinciale, anche se sono stati individuati almeno 6-9 gruppi distinti.
Non sono stati rilevati dati oggettivi che facciano pensare ad una presenza significativa di ibridi di lupo, solo un esemplare è stato accertato come tale.
La stabilizzazione di nuclei di lupo in aree collinari, seppur dove sono presenti ungolati selvatici con alte densità, porta inevitabilmente ad una più facile predazione degli animali domestici e ad una amplificazione delle problematiche e dei conflitti con il settore zootecnico. In particolare per l’area d’indagine, si evidenzia un tasso di predazione sul totale degli animali al pascolo molto elevato, pari a circa l’8%, ed a carico principalmente di capi ovini e caprini. Non sono mancati però casi di predazione su equini e suini.

Per ciò che riguarda le richieste di rimborso dei danni, negli anni 2004/2006, sono state inoltrate all’Ente competente per 60 casi di predazione pari al 61,2% degli eventi totali occorsi. Questa percentuale in realtà diminuisce notevolmente tra il 2004 e il periodo 2005/06, passando dal 90% al 46%.

Le recinzioni elettrificate costituiscono uno degli strumenti di prevenzione più valido, ciò nonostante molti allevatori non si sono dimostrati interessati all’adozione degli impianti, anche se forniti gratuitamente dalla Provincia, in quanto hanno ritenuto troppo impegnativa la manutenzione, legata principalmente allo sfalcio dell’erba.

A breve sarà pubblicato online il testo integrale della relazione completo di tabelle e tavole illustrative.

Per i contatti utili e altre informazioni sull'Ufficio, clicca su Uffici e servizi nel menu Risorse correlate.

>>>>> Torna alle scelte rapide